La mente è condizionata

Tutto ciò che possiamo fare è vedere che la mente è condizionata e, attraverso l’auto-conoscenza, comprendere il processo del nostro stesso pensiero. Devo conoscere me stesso, non come mi piacerebbe essere idealmente, ma come effettivamente sono, per quanto brutto o bello, geloso, invidioso o avido possa essere. Ma è molto difficile vedere semplicemente ciò che si è senza desiderare di cambiare e quello stesso desiderio è un’altra forma di condizionamento. E così andiamo avanti, passando da un condizionamento all’altro, senza mai fare esperienza di qualcosa al di là di ciò che è limitato.

J. Krishnamurti

Amo in te

Amo in te

l’avventura della nave che va verso il polo

amo in te

l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane

amo in te l’impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco

pieno di sole

e sudato affamato infuriato

ho la passione del cacciatore

per mordere nella tua carne.

Nazim Hikmet

Gesti quotidiani

Vermeer_The_Milkmaid_1660_ca

(Jan Vermeer. La lattaia, 1660)

Buon Ferragosto!

Carissimi,

vi chiedo scusa per questa lunga interruzione, dovuta purtroppo a motivi di salute. A partire da oggi riprenderemo con le pubblicazioni. Vi auguro intanto una buona serata di Ferragosto.

Gabriele

E l’amore guardò il tempo e rise

E l’amore guardò il tempo e rise,

perchè sapeva di non averne bisogno.

Finse di morire per un giorno,

e di rifiorire alla sera,

senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore

per un tempo che non esisteva.

Fuggì senza allontanarsi,

ritornò senza essere partito,

il tempo moriva e lui restava.

Luigi Pirandello

Attraverso quali trasporti di Pazienza

Attraverso quali trasporti di Pazienza
Raggiunsi la stolida Beatitudine
Di respirare il mio Vuoto senza te
Me lo attesti questo e questo –
Da quella sterile esultanza
Ottenni più o meno questo
Il tuo privilegio di morire
Mi abbrevi questo.

Emily Dickinson

La crisalide e la farfalla (inviato da Nicola Gelo)

[…] La natura ci offre quella bellissima [immagine]della crisalide e della farfalla. La brutta crisalide rimane indietro, la farfalla invece, come un essere luminoso, va per il mondo. Rudolf Steiner chiamò questo simbolo “simbolo reale”. Che differenza c’è tra simbolo e simbolo reale? L’ingresso di una casa può apparire come il simbolo del passaggio di una soglia spirituale, altrettanto un ponte può alludere all’esperienza di un passaggio o alla congiunzione di due mondi separati. Ma né la porta né il ponte esistono perché se ne ricavi l’immagine di un passaggio o di una soglia e vengono utilizzati come simboli solo occasionalmente. Il simbolo reale invece deve la propria esistenza alla determinazione di dover essere un simbolo. Noi ci smarriremmo nel mondo materiale se il mondo divino non avesse costellato la nostra vita di simboli reali. La nascita della farfalla ha ricevuto dal mondo divino la sua caratteristica perché  gli uomini, al sopraggiungere di tempi oscuri, potessero avere un’immagine delle vita dell’anima. Nel mondo visibile vi sono cose che esistono affinché ciò che non è visibile non vada perduto.
[Herbert Hahn, Pedagogia e Religione – Le sorgenti delle forze dell’anima; Editrice Antroposofica]
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