Amore

L’Amore può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l’alato Cupido viene dipinto col volto bendato.”

William Shakespeare da “Sogno di una notte di mezza estate” .

La vergogna

“La vergogna è un’emozione provocata da una rappresentazione. E’ l’idea che ci si fa di noi sulla base di ciò che pensano gli altri: seguo lo sguardo dell’altro, credo di leggervi disprezzo e provo vergogna. Può trattarsi solo di un momento spiacevole, ma può anche diventare un grande peso dell’esistenza”.

Boris Cyrulnik , “La vergogna”, in uscita da Codice edizioni

Momenti di bellezza

“Questo curioso rifiuto di ammettere la bellezza nel discorso psicologico avviene anche se ciascuno di noi sa che niente colpisce l’anima, niente le dà tanto entusiasmo, quanto i momenti di bellezza – nella natura, in un volto, un canto, una rappresentazione, o un sogno. E sentiamo che questi momenti sono terapeutici nel senso più vero: ci rendono consapevoli dell’anima e ci portano a prenderci cura del suo valore. Siamo stati toccati dalla bellezza”.

James Hillman

Il cerchio

Jung vede nel cerchio un simbolo dell’anima e del Sé. E’ la rappresentazione
archetipica della totalità della psiche. Il cerchio ha però anche un aspetto
negativo, quando si trasforma, simbolicamente e psicologicamente parlando, in
un circolo vizioso, che non è altro che una coazione a ripetere. E’ il cadere
in una sclerosi in cui l’individuo non riesce più a ritrovarsi, a uscire,
perché si è imprigionati dal cerchio, che rende sterili le capacità
decisionali, il percorso psichico, la realizzazione di se stessi. Solo
distaccandosi dal margine del processo e cercando il centro si può evadere e
ritrovare il nucleo di sé, la causa originaria del proprio essere.

Nell’Interiorità di Anima — “Estetica”

Estetica (1)

Il “mito” riporta la percezione al suo fondamento nell’aisthesis, una parola greca che evoca una rappresentazione greca del mondo, in cui la sensazione delle cose e l’intuizione dell’immagine sono un unico atto di apprendimento. Le cose si concedono con generosità all’apprendimento estetico perché il mondo è pieno di anima grazie alla presenza di Afrodite, la Dea della fantasia sensuale. “L’anima è sempre Afrodite”, dice Plotino nella sesta enneade. La certezza mitica è un’affermazione del mondo: dice sì ai sensi, e in questo modo coglie il senso del mondo.

James Hillman, Oltre l’umanesimo, Moretti e Vitali, pag. 59

  

Estetica (2)

La percezione estetica è accompagnata da piacere. Questo piacere proviene dalla percezione della pura forma di un oggetto […]. Un oggetto rappresentato nella sua pura forma è “bello”. Questa rappresentazione è opera (o piuttosto gioco) dell’immaginazione.

Herbert Marcuse, Eros e civiltà, Einaudi, 1968, pagg. 197-198