Sull’Ombra

Ognuno di noi è seguito da un’Ombra. Meno questa è incorporata nella vita conscia dell’individuo, tanto più è nera e densa.”

Carl Gustav Jung

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Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

Alda Merini

 

“La vita non è che un’ombra che cammina…”

“La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla”.

William Shakespeare, “Macbeth”

“Ogni progresso deve venire dal profondo”

rilke

..ogni progresso deve venire dal profondo, e non può essere in alcun modo incalzato o affrettato. Tutto è condurre a termine e poi partorire. Lasciare che ogni impressione e ogni germe di un sentimento si compia tutto dentro, nell’ombra, nell’indicibile e inconscio e inattingibile alla propria ragione, e con profonda umiltà e pazienza attendere l’ora della nascita di una nuova chiarezza…”

Rainer Maria Rilke

Creatura complicata è l’uomo

Creatura complicata è l’uomo: sa tanto di tante cose, ma conosce davvero pochissimo se stesso.
Il problema di cosa sia l’uomo è sempre l’ultimo che ci poniamo.
L’uomo è anche ciò che né lui né gli altri sanno di lui; si è contenti di non conoscere se stessi, perché niente più di questo disturba il roseo bagliore delle illusioni.
L’incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante.
L’uomo dovrebbe prima di tutto sforzarsi di conoscere sé stesso, per poi vivere in armonia con la propria verità.
Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito’.

Carl Gustav Jung

Quando tornai al mare di una volta

Quando tornai al mare di una volta,
nella sera fra i caldi viali
ricercavo i compagni di allora…

Come un lupo impazzito odoravo
la calda ombra fra le case. L’odore
antico e vuoto mi cacciava all’ampia
spiaggia sul mare aperto. Lì trovavo
l’amarezza più chiara e la mia ombra
lunare ferma su l’antico odore.

Sandro Penna

Ero solo e seduto. La mia storia

Ero solo e seduto. La mia storia
appoggiavo a una chiesa senza nome.
Qualche figura entrò senza rumore,
senz’ombra sotto il cielo del meriggio.

Nude campane che la vostra storia
non raccontate mai con precisione.
In me si fabbricò tutto il meriggio
intorno ad una storia senza nome.

Sandro Penna