La mente è condizionata

Tutto ciò che possiamo fare è vedere che la mente è condizionata e, attraverso l’auto-conoscenza, comprendere il processo del nostro stesso pensiero. Devo conoscere me stesso, non come mi piacerebbe essere idealmente, ma come effettivamente sono, per quanto brutto o bello, geloso, invidioso o avido possa essere. Ma è molto difficile vedere semplicemente ciò che si è senza desiderare di cambiare e quello stesso desiderio è un’altra forma di condizionamento. E così andiamo avanti, passando da un condizionamento all’altro, senza mai fare esperienza di qualcosa al di là di ciò che è limitato.

J. Krishnamurti

21 Risposte

  1. Io posso soltanto provare ad immaginare quanto sia profonda la pena che prova il Bello nel riconoscersi tale. Nel mentre il Geloso, l’Invidioso e l’Avido avranno già provveduto a spostare pedine e problema, mobilio e trama dei ricordi, dalla propria casa nella soffitta del parente stanziale e fiero di essere il capro sacrificabile.
    Mentre personalmente ho avuto esperienza del piacevolissimo condizionamento innescato da un successo sportivo che ha coronato un certo talento e il lavoro fatto per farlo emergere. Molto piacevole. Ma se tutto è vanità, non ci resta che affidare certe testimonianze al Bello che verrà, sperando che l’anatroccolo non sia geloso di se stesso. Che per l’invidia non uccida Abele. Che per avidità non dimentichi di condividere il pensato del pensiero con… Se stesso.

  2. Bel post ! E sono d’ accordo. Ma il tema è : si può liberare il condizionamento, dalla mente ?

  3. È un condizionamento, per la mente, non accettare il cambiamento della propria immagine esteriore rispetto a quella interiore. Che non cambia e che non smette di desiderare. Questo è il punto. La mente, che è lenta, ha invece bisogno di uniformare la forma al contenuto per controllare il cambiamento. Allora inventa fotoshop ma non smetterà di desiderare perché è quella immagine profonda che si ha di sé che anela al destino di potersi ricongiungere con l’immagine esteriore.
    A quanto pare se ne esce proprio desiderando. Perché tentare di bloccare questa opportunità di fare esperienza con ciò che è al di là di un limite?
    E fu l’arte…

  4. Porto in me un individuo irrivelato.
    Mi conosce, ma non so niente di lui, eccetto che la mia persona è la sua ombra con i suoi appetiti inconfessabili e il suo bisogno di segreto.

    (Joë Bousquet)

    Mi piacciono queste prospettive…

  5. Carissima Valeria, grazie per le belle parole che hai scritto. Complimenti !

    Però, leggendoti, i miei condizionamenti mentali aumentano. Ciao.

  6. Un altro parere relativo all’autoconoscenza, o coscienza, che impedisce di scivolare nell’Ombra di un riflesso:

    “La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
    Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
    I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
    Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
    Uno sciacallo autocritico non esiste.
    La locusta, l’alligatore, la trichina e il tafano
    vivono come vivono e ne sono contenti.

    Il cuore dell’orca pesa cento chili,
    ma sotto un altro aspetto è leggero.

    Non c’è nulla di più animale
    della coscienza pulita,
    sul terzo pianeta del sistema solare.”
    (Lode della cattiva considerazione di sé – Wislawa Szymborska)

  7. E poi la gioia…

    La gioia di scrivere

    Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
    Ad abbeverarsi ad un’acqua scritta
    che riflette il suo musetto come carta carbone?
    Perché alza la testa, sente forse qualcosa?
    Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
    da sotto le mie dita rizza le orecchie.
    Silenzio – anche questa parola fruscia sulla carta
    e scosta
    i rami generati dalla parola “bosco”.

    Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
    lettere che possono mettersi male,
    un assedio di frasi
    che non lasceranno scampo.

    In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta
    di cacciatori con l’occhio al mirino,
    pronti a correr giù per la ripida penna,
    a circondare la cerva, a puntare.

    Dimenticano che la vita non è qui.
    Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
    Un batter d’occhio durerà quanto dico io,
    si lascerà dividere in piccole eternità
    piene di pallottole fermate in volo.
    Non una cosa avverrà qui se non voglio.
    Senza il mio assenso non cadrà foglia,
    né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

    C’è dunque un mondo
    di cui reggo le sorti indipendenti?
    Un tempo che lego con catene di segni?
    Un esistere a mio comando incessante?

    La gioia di scrivere
    Il potere di perpetuare.
    La vendetta d’una mano mortale.

    (Wislawa Szymborska. per una rapida fruizione si ringrazia: http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-144570

  8. la mente osserva se stessa?
    o forse è più corretto affermare che quando osserviamo la nostra mente, ciò che la osserva siamo veramente noi … con tutta la nostra coscienza …?

  9. Peter Pan faceva attenzione a non perdere il controllo sulla propria ombra, riattaccandola ai propri piedi appena fosse sfuggita.

  10. E ancora…
    Conosci l’altro e conoscerai te stesso.

    Di ritorno dal mare in piacevole compagnia:

    http://www.radioradicale.it/scheda/471632/presentazione-del-libro-di-aldo-masullo-giordano-bruno-maestro-di-anarchia-edizioni

  11. È cambiato il mio logo? Perdonate questa prova.

  12. E se questo blog si lasciasse condizionare dagli eventi dolorosi che stanno sconvolgendo il giardino del mondo qui accanto?

  13. ‘Eppure non ho seminato vento!?’ (…E se Peter Pan si domandava questo?!?)…

  14. Al minuto 21 del film, l’eroe combatte contro delle scimmie che rappresentano i propri ego. L’unico modo per affrontarle è averle sempre di fronte, osservarle.

  15. Non c’è di che, Inno. Non c’è di che. Non c’è di che complimentarti quando non capisci quello che scrivo. Non c’è niente da capire, appunto. La mente funziona per sovrapposizioni: è proprio così. Poi capirà.

  16. “Se la luna, mentre completa il suo eterno viaggio intorno alla terra, ricevesse il dono dell’autocoscienza, sarebbe certamente convinta di stare viaggiando secondo la propria decisione lungo la sua strada con la forza di una decisione presa una volta per tutte. Allo stesso modo un Essere dotato d’intuizione superiore e di una perfetta intelligenza, che osservasse l’uomo e le sue azioni, sorriderebbe dell’illusione umana che lo spinge a credere di poter agire secondo il proprio libero arbitrio.
    (Albert Einstein)

  17. Signora Valeria, giorni fa, in questa pagina, mi hai scritto

    “Non c’è di che, Inno. Non c’è di che. Non c’è di che complimentarti quando non capisci quello che scrivo. Non c’è niente da capire, appunto. La mente funziona per sovrapposizioni: è proprio così. Poi capirà”

    Sei una vera veggente, brava.

    Questo dono mistico, diciamo così, è comparso nella tua meravigliosa mente, quando eri bambina, oppure è comparso nella tua meravigliosa mente, quando eri anziana ?

    Come fai ad indovinare che io, non capisca i tuoi scritti ?

    QUANDO NON HO MAI LETTO UN TUO POST ?

    Non leggo, MAI, i tuoi scritti, solo due righe, in quanto sono pieni di superbia e sono pieni di presunzioni, essi non coincidono, con l’ alto contenuto che eroga la redazione, ma scrivi di tutto, tranne il commento di ciò che il post richieda.

    La cultura vera non è vanità, non è dimostrare i libri che si sono letti, non è sentirsi superiori agli altri…., la vera cultura è realizzare se stesso, guardare il mondo con le sue cattiverie, con i suoi inganni e vincerlo.

    Ti avviso, se volessi, fare polemica, falla pure, ma non in questo tempio dell’ educazione, della sapienza e della saggezza, questa diatriba che hai cementato, se hai le palle, scrivila sulla mia email. Ti aspetterò a braccia aperte !

    E’ cambiato il mio logo ?

  18. Non ricordo se ho messo la mia email

    infinito.333@virgilio.it

  19. perché Peter Pan avrebbe dovuto seminar vento…?

  20. Caro Inno, sono daccordo con te!

  21. Non sono condizionata dalla necessità di dimostrare via mail di avere le palle.

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