Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

Alda Merini

 

Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini

Io non ho bisogno di denaro

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.

Alda Merini

Quelle come me

Quelle come me sono capaci di grandi amori e
grandi collere, grandi litigi, grandi pianti e grandi perdoni.
Quelle come me non tradiscono mai, quelle come
me hanno valori che sono incastrati nella testa
come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni
singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare.
Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o
scontato, non le amiche, non la famiglia, non gli
amori che hanno voluto, che hanno cercato, e
difeso e sopportato.

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di
rimanerne prive…
Quelle come me donano l’anima, perché un’anima
da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio
di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno…
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero…
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza…
Quelle come me passano innosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
Quelle come me sono quelle che,
nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…

Alda Merini

Prima di venire

Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d’amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c’è la spia
Che ha guardato in faccia il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei.

Alda Merini

 

Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

Alda Merini

O labbra, labbra disunite e bianche

O labbra, labbra disunite e bianche
nel valore del pianto penitente,
labbra disunite dentro il bacio
in tenera protesta di follia,
o labbra senza tempo
che avete amato un uomo,
labbra senza perdono
ponete la protesta fuori da una finestra.
O labbra della Vergine divina
che cantan l’Angelo che ormai si avvicina,
è pronto il gran segreto,
vengo meno a un divieto.

Alda Merini

 

 

Pensiero, io non ho più

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce….
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei cosi ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e cosi possa perderti
nell’antro della follia.

Alda Merini

 

La pace

La pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
che a volte mi tocca
e poi diventa tragedia
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
Far camminare un bimbo è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte
per ogni dove,
come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti
i palpiti di tanti soldati,
sai che le bocche della morte
sono di cartapesta,
più sinuosi dei dolci
le labbra intoccabili
della donna che t’ama.

Alda Merini

Follia

Anche la follia merita i suoi applausi.

Alda Merini

Notti

Ci sono notti che non accadono mai.

Alda Merini

Non ho bisogno di denaro

o non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Io non ho bisogno di denaro, ALDA MERINI

Ci fu spazio nella mia carne per te

Ci fu spazio nella mia carne per te,
per te solamente
che volevi l’amplesso dei miei giorni;
un lungo peregrinare segreto
d’amore in amore
di tempio in tempio.
Una rosa mi tremava
sul ciglio delle dita
come se fosse carta di un veliero
e finalmente mi rompesti
le acque squisite della vita.

Alda Merini

Vorrei un figlio da te che sia una spada

Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d’ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.
Alda Merini

L’intimità dei misteri del mondo

 A volte succedono cose strane
un incontro un sospiro un alito di vento
che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore
Il resto arriva da solo
… nell’intimità dei misteri del mondo

 Alda Merini

Ogni ruga….

Ogni ruga sui nostri volti è una storia vissuta con coraggio, orgoglio, sorriso, pianto, amore, sono come le parole d’un libro aperto sfogliato dal tempo davanti agli occhi del modo.

Alda Merini

I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini

La cosa più superba è la notte

Sopra: Vincent van Gogh, “Notte stellata”, 1889

[La cosa più superba è la notte]

La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l’anima si getta all’avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre
per non sentirlo come un rigoglio fisso
fin dentro le pareti.

(Alda Merini)

…per me il domani è già passato

Sentite questa lirica della grande Alda Merini, e che parole di appassionato dolore:

[Non avessi sperato in te]

Non avessi sperato in te
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
che verrai domani
e non capisci che per me
il domani è già passato.

Tratte da: Alda Merini, “Superba è la notte”, Einaudi, 2000.

Alda Merini

Non ho bisogno di denaro…

           Non ho bisogno di denaro.
           Ho bisogno di sentimenti
           Di parole, di parole scelte sapientemente,
           di fiori, detti pensieri,
           di rose, dette presenze,
           di sogni, che abitino gli alberi,
           di canzoni che faccian danzar le statue,
           di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
           Ho bisogno di poesia,
          questa magia che brucia le pesantezza delle parole,
          che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
                                                                               Alda Merini

Veleggio come un’ombra

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.

ALDA MERINI

La Merini

Lirica Antica

Caro, dammi parole di fiducia

per te, mio uomo, l’unico che amassi

in lunghi anni di stupido terrore,

fa’ che le mani m’escano dal buio

incantesimo amaro che non frutta…

Sono gioielli, vedi, le mie mani,

sono un linguaggio per l’amore vivo

ma una fosca catena le ha ben chiuse

ben legate ad un ceppo. Amore mio

ho sognato di te come si sogna

della rosa e del vento,

sei purissimo, vivo, un equilibrio

astrale, ma io sono nella notte

e non posso ospitarti. Io vorrei

che tu gustassi i pascoli che in dono

ho sortiti da Dio, ma la paura

mi trattiene nemica; oso parole,

solamente parole e se tu ascolti

fiducioso il mio canto, veramente

so che ti esalterai delle mie pene.

Alda Merini

Ho acceso un falò

Ho acceso un falò

nelle mie notti di luna

per richiamare gli ospiti

come fanno le prostitute

ai bordi di certe strade,
ma nessuno si è fermato a guardare 

e il mio falò si è spento.

Alda Merini

Alla tua salute amore mio

Accarezzami, amore,
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

Alda Merini

Un omaggio

Festa della poesia

Cari amici, vi riporto la segnalazione inviatami da Nicola e Beatrice

lunedì 21 giugno alle ore 21, presso il cinema Azzurro-Scipioni di Roma (Via degli Scipioni,82) sarò presente in qualità di pianista per la “festa della Poesia”.
Ospite della serata, la poetessa: Beatrice Niccolai.

Sempre per tale occasione sarà proiettato il film di Paolo Brunatto “In cerca di una perduta ragione di vita”.
Film su e con la grandissima poetessa Alda Merini.

Ho pensato di passarvi tali informazioni poichè sarebbe carino organizzare prima o dopo questa “Festa”, un nostro incontro.

Sia io che Beatrice, partecipiamo gratuitamente a questa serata. Credo tuttavia che al pubblico verrà richiesto il pagamento di un biglietto d’ingresso.

Questo è il blog di Beatrice “manovale di parole” – come ama definirsi http://independance.splinder.com/

Pasqua 2010

Un augurio di cuore per una buona Pasqua a tutti voi! Vi ringrazio per quello che mi/ci donate ogni giorno. Sono davvero felice del percorso che abbiamo costruito insieme e che spero continueremo a coltivare. Vi abbraccio e vi dedico questa poesia che mi ha inviato don Felice Riva:

Scoppia di gioia in cielo e sulla terra il Tempo,
quando il corpo di Cristo…
…si toglie le vesti della morte
e si consegna al Cielo.
Quella pietra così fredda
che viene rimossa
rotola ora ai piedi dei peccatori
per liberare la sua Grazia
e consegnare al mondo le chiavi
della Resurrezione.

Alda Merini

Inconscio e Magia – Psiche: “Mi abita il cuore”

Carissimi amici, ecco una vera poetessa-sapiente, Alda Merini: da lei traboccano versi d’Amore furente e divino, in squarci e bagliori improvvisi… Presenterò questa lirica nella mia trasmissione Inconscio e Magia – Psiche domenica 4 aprile alle ore 6:15 circa  su Rai 2. Un abbraccio!

L’ora più solare per me
quella che più mi prende il corpo
quella che più mi prende la mente
quella che più mi perdona
è quando tu mi parli.
Sciarade infinite,
infiniti enigmi,
una così devastante arsura,
un tremito da far paura
che mi abita il cuore.
Rumore di pelle sul pavimento
come se cadessi sfinita:
da me si diparte la vita
e d’un bianchissimo armento io
pastora senza giudizio
di te amor mio mi prendo il vizio.
Vizio che prende un bambino
vizio che prende l’adolescente
quando l’amore è furente
quando l’amore è divino.

Inconscio e Magia – Psiche: “La gelosia che ha una benda sugli occhi”

Carissimi, questa notte su Rai 1 alle ore 3:15 circa, andrà in onda la terza puntata speciale di Inconscio e Magia – Psiche del ciclo dedicato alla gelosia. Aprirò la trasmissione con questi versi della nostra, immensa, Alda Merini (1931-2009):

Gelosia

O animale infruttuoso e becero
che insidi il cuore dell’uomo
e come bruco in una mela giovane
metti il tonfo del tuo peccato.
Tu non sei ilare come il verso
che cresce nel sentimento
sei forzato e gelido
come una mano di morte.

Inconscio e Magia – Psiche: “Incantesimo amaro”

Gentili amiche e amici, domani mattina alle ore 6:15 circa, su Rai 2, andrà in onda una nuova puntata della mia trasmissione Inconscio e Magia – Psiche. Un nuovo viaggio nella poesia sull’onda delle emozioni, che partirà dai sentimenti scardinanti e la commozione traboccante di Lirica antica della grandissima Alda Merini, per poi entrare nella poesia contemporanea italiana di Corrado Calabrò, ospite speciale in studio, di cui vi lascio questa brevissima lirica che in un’immagine racchiude e schiude Amore e Anima.

Natura fredda

Sei apparsa sul mio sentiero
come una nuvola fredda
che in un istante è grande quanto il cielo.

(1976)


Il poeta

Cari Amici della Via del Cuore, vi lascio Maria Allo e il suo omaggio ad Alda Merini:

…questi versi di Alda hanno avuta la capacità di coinvolgermi profondamente…

“Il poeta deve provare di tutto
prima di poter scrivere;
il poeta è come plasma puro
sopra cui Dio imprime a volte
le proprie contraddizioni.”

Da “Destinati a morire” Lalli Ed. 1980 di Alda Merini

Stefano Fiorelli,docente di psicopatologia all’Università di Milano che ha avuto in cura la poetessa per cinque anni nella prefazione dice di lei : “…questa donna pare staccata in due, da una parte la sua vita quasi completamente anonima, chiusa in un guscio di tragica sofferenza, dall’altra l’esplosione della sua lirica, davvero bella, davvero infinita. Ho anche pensato leggendo la Merini al caso Virginia Woolf. Due anime tormentate, ma se l’una aveva almeno un’alcova in cui custodire i suoi angosciosi segreti, la Merini non può, data la sua precaria condizione di vita tacere,quanto l’affligge, lo deve per forza dire, dichiarare, dichiarare al lettore”

Namastè

“…una vena di candore.”

Cari amici, oggi Alda Merini ci ammalia con questa “ballata” densa di suggestioni e sentimento. Presenterò  questa lirica nella mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche”,  in onda domani mattina su Rai 2 verso le 6:15 circa, in una puntata completamente dedicata alla grande poetessa milanese.
Un abbraccio a tutti voi, buon week-end!

Io ti farò soltanto nocimento,
come una maga al pieno delle forze
che vuole amore solo per fiorire,
voglio sedere accanto al tuo bivacco
e scaldarmi a una vena di candore.

…dei dolcissimi amanti

Vi consiglio Alda Merini segnalata prima da Rossano e poi da Valeria. Forza, che vi viene dal profondo?

“Amai teneramente dei dolcissimi amanti
senza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
e fui preda della mia stessa materia.
In me l’anima c’era della meretrice
della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
e fui soltanto una isterica”.

Lirica antica

Cari amici, l’articolo di oggi è un omaggio alla nostra Alda… Lascio la parola alla sua grande poesia:

Lirica antica

Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l’unico che amassi
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m’escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta…
Sono gioielli, vedi, le mie mani,
sono un linguaggio per l’amore vivo
ma una fosca catena le ha ben chiuse
ben legate ad un ceppo. Amore mio
ho sognato di te come si sogna
della rosa e del vento,
sei purissimo, vivo, un equilibrio
astrale, ma io sono nella notte
e non posso ospitarti. Io vorrei
che tu gustassi i pascoli che in dono
ho sortiti da Dio, ma la paura
mi trattiene nemica; oso parole,
solamente parole e se tu ascolti
fiducioso il mio canto, veramente
so che ti esalterai delle mie pene.

(Alda Merini)