I colori dell’Alchimia

Cari amici,

vediamo insieme  il significato ermetico del NERO, del BIANCO, del GIALLO e del ROSSO secondo la filosofia esoterica.

 

Questi sono i colori dell’alchimia, la scienza parallela alla magia che vuole trasmutare non il piombo in oro, come credono gli stolti, ma la mente asfittica dell’uomo, chiusa e ottusa, in un’intelligenza aperta e tollerante (oro).

Le tonalità corrispondono a questi significati:

Nero (Nigredo) —   È la notte, l’oscurità del dolore. È quella scheggia della nostra vita in cui tutto sembra senza speranza e senza scopo. I problemi avviluppano e soffocano. Tutto è tetro e cupo. Ma è anche il momento in cui una voce lontana comincia a sussurrare: «Attento, così stai soffrendo troppo, devi cambiare». E nel buio pesto si accende un pallido fuoco. La coscienza ha intrapreso il lentissimo giro del «cangiamento».

Bianco (Albedo) —    È il momento in cui la persona inizia a capire che è necessaria una trasformazione.

Giallo (Citrinitas) —  È il momento in cui il processo si è messo in moto e inizia il percorso della mutazione di sé. Ma questo sentiero è doloroso, occorre lasciarsi dietro i difetti, le preoccupazioni, le piccole meschinità e gli egoismi. È una fase dura e spesso chi intraprende il sentiero è tentato a questo punto di tornare indietro. Eppure c’è anche una forza interiore, ormai matura, che non rinuncia e continuamente sprona a proseguire.

Rosso (Rubedo)  —   È l’esplorazione raggiante della nuova personalità. Il vecchio io è come una crisalide, avvizzisce e lascia il posto alla nuova farfalla. La mente si è aperta e le piccole meschinità, le invidie, i rancori, i tremori, le paure e le angosce sono ormai alle spalle. È la rinascita. Una nuova vita attende chi ha iniziato il calvario.

 

Il colore dei mestieri

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzano prima degli uccelli
e hanno la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.

Gianni Rodari

I colori dell’autunno

Autunno, Thomas Moran (1837-1926)

Città

Livida alba, io sono senza dio.
Visi assonnati vanno per le vie
sepolti sotto fasci d’erbe diacce.
Gridano al freddo vuoto i venditori.

Albe più dense di colori vidi
su mari su campagne inutilmente.

Mi abbandono all’amore di quei visi.

Sandro Penna

Rosso e azzurro

Ho atteso che vi alzaste,

Colori dell’amore,

E ora svelate un’infanzia di cielo.

Porge la rosa più bella sognata.

Giuseppe Ungaretti

Quando…

Quando, bambino mio, ti porto balocchi multicolori, comprendo perché c’è un così grande gioco di colori, nelle nubi, nell’acqua, e perché i fiori sono così ricchi di colori – quando ti regalo, bambino mio, balocchi multicolori.

Quando, bambino mio, intono il mio canto per farti danzare, allora comprendo veramente perché c’è musica nelle foglie, e perché le onde mandano un coro di voci al cuore della terra che volentieri ascolta – quando intono il mio canto per farti danzare.

Quando, bambino mio, pongo dolci nelle tue avide mani, apprendo perché c’è il miele nel calice del fiore e perché i frutti si colmano segretamente di soavi succhi – quando pongo dolci nelle tue avide mani.

Rabinadrath Tagore

Preghiera

PREGHIERA

Dammi un confine
che non sia limbo
utero dell’Etna
dal fiato caldo
inchiodato alla roccia
dove Empedocle
seguì “vertute e canoscenza “
che non sia eco
dei profondi abissi
parvenza
che illude
anche le corolle
sibilo di vento
che distrugge
Dammi grandi ali di neve
e un ramo d’ulivo
perchè la lingua
non sa oggi
articolare parole
sciogliere enigmi
liberare profezie
strappare l’ombra
in cui viviamo
ma nella parola che sale
cantami i colori
d’azzurri fremiti
ne sentirò il silenzio
sui litorali d’ulisse
che ricerco da sempre

M.Allo

“Il colore della notte”

Carissimi, vi lascio a Maria Allo e al sotterraneo incanto dei suoi colori…mentre aspetto i vostri…

“Non c’è più nulla più dolce dell’amore
Quale dolcezza lo supera? Sputo
anche il miele. Così Nosside dice.”

IL COLORE DELLA NOTTE

Fu viola quella notte
come fiori di bouganville
sulle mie tempie
e dietro casa

Incessanti sospetti
di silenzi
m’esplosero lividi
in bocca e nelle crepe
dei sospiri
come grappoli appassiti
furibonde raffiche
mi schiantarono fin dalle radici

(Ombre barriere fughe)

Il vento frusciava
indifferente
nell’ansimare
d’un presentimento

Perchè dovrei confessarti
il vortice del cuore
nel magma incandescente
senza posa
perchè mai
in agonia mi parve
sulla battigia
il rumore del mare
quando azzurro era il sogno
quella sera
e tu come puoi conoscere
la misura
dell’amore che non ha misura?

Ricordo
tra un mucchio di pietra
e l’infinito
sperso quel viola
che ancora m’assale

Ora capisco
Il colore della notte

On the Road

Ed ecco il secondo Post di oggi, sabato. Lo reagala Matteo a tutti noi. Inviandoci un Kerouac splendente:

“Ciao Gabriele, ciao compagni di zattera, per resistere bisogna essere un pò pazzi..e per fortuna molti di noi …. vorrei condividere questo frammento di Kerouac del lontano 1959

“la gente che mi interessa,
perchè per me l’unica gente possibile sono i pazzi,
quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati,
vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo,
quelli che mai un luogo comune,
ma bruciano , bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo,
che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno OOOOOOOOh”

Jack Kerouac, On the Road

CAPUT LUCIS: dal 30 luglio al 4 agosto torna il grande spettacolo

Cari amici, a partire da questa sera, 30 luglio 2009, inizia la settima edizione di “Caput Lucis”, il Campionato Mondiale d’Arte Piromusicale: una grandiosa e consolidata manifestazione che mette in scena avvincenti coreografie di fuochi, progettate ed eseguite dai migliori maestri del mondo, la cui principale caratteristica è la perfetta sincronia tra l’esibizione pirotecnica e musica di accompagnamento. Quest’anno l’evento vedrà protagoniste cinque nazioni: l’Italia, vincitrice della scorsa edizione e campione in carica, la Croazia, l’Ucraina, la Spagna e l’Inghilterra. La manifestazione, organizzata dalla società Adverta, è ospitata negli spazi del Fashion District Outlet di Valmontone. Nel corso delle 6 giornate è previsto un nutrito programma: concerti, cabaret, intrattenimento culturale e ludico. All’interno di questo contesto curerò e condurrò, per il secondo anno consecutivo, un talk show in diretta, con la partecipazione di numerosi ospiti. Un dibattito che coinvolgerà attivamente tutti gli spettatori parlando di temi di attualità e cultura con un linguaggio accessibile a tutti, alternando gli scambi di idee a momenti d’intrattenimento, con l’accompagnamento musicale, gli interventi di comici e prestigiatori ospiti delle serate. Un’occasione per fermarsi a riflettere prima di lasciarsi incantare dalla notte di luce, suoni e colori di “Caput Lucis”.

I colori dell’Alchimia

Cari amici,

vediamo insieme  il significato ermetico del NERO, del BIANCO, del GIALLO e del ROSSO secondo la filosofia esoterica.

 

Questi sono i colori dell’alchimia, la scienza parallela alla magia che vuole trasmutare non il piombo in oro, come credono gli stolti, ma la mente asfittica dell’uomo, chiusa e ottusa, in un’intelligenza aperta e tollerante (oro).

Le tonalità corrispondono a questi significati:

Nero (Nigredo) —   È la notte, l’oscurità del dolore. È quella scheggia della nostra vita in cui tutto sembra senza speranza e senza scopo. I problemi avviluppano e soffocano. Tutto è tetro e cupo. Ma è anche il momento in cui una voce lontana comincia a sussurrare: «Attento, così stai soffrendo troppo, devi cambiare». E nel buio pesto si accende un pallido fuoco. La coscienza ha intrapreso il lentissimo giro del «cangiamento».

Bianco (Albedo) —    È il momento in cui la persona inizia a capire che è necessaria una trasformazione.

Giallo (Citrinitas) —  È il momento in cui il processo si è messo in moto e inizia il percorso della mutazione di sé. Ma questo sentiero è doloroso, occorre lasciarsi dietro i difetti, le preoccupazioni, le piccole meschinità e gli egoismi. È una fase dura e spesso chi intraprende il sentiero è tentato a questo punto di tornare indietro. Eppure c’è anche una forza interiore, ormai matura, che non rinuncia e continuamente sprona a proseguire.

Rosso (Rubedo)  —   È l’esplorazione raggiante della nuova personalità. Il vecchio io è come una crisalide, avvizzisce e lascia il posto alla nuova farfalla. La mente si è aperta e le piccole meschinità, le invidie, i rancori, i tremori, le paure e le angosce sono ormai alle spalle. È la rinascita. Una nuova vita attende chi ha iniziato il calvario.