È l’amore

È l’amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.
La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l’unica.

A cosa mi serviranno i miei talismani:
l’esercizio delle lettere, la vaga erudizione,
le gallerie della Biblioteca, le cose comuni,
le abitudini, la notte intemporale, il sapore del sonno?
Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo.

È, lo so, l’amore: l’ansia e il sollievo di sentire la tua voce,
l’attesa e la memoria, l’orrore di vivere nel tempo successivo.
È l’amore con le sue mitologie, con le sue piccole magie inutili.

C’è un angolo di strada dove non oso passare.

Il nome di una donna mi denuncia.

Mi fa male una donna in tutto il corpo.

Jorge Luis Borge

14 Risposte

  1. …”la nuova spazialità virtuale dello psichico”…! Un mondo proprio, che è difficile da mettere in comune e analizzare: ne avevo sentito parlare.
    E’ per certo la malattia di questo secolo e che snatura tutte le funzioni del corpo, che angoscia! Epperciò la psiche vive la sua complessità come un’interezza privata del senso della vista per toccare, del senso del tatto per sentire, del senso del gusto per orientarsi… E’ quella catastrofica abdicazione della ragione a favore del dominio della subordinazione al più debole per prenderne il posto. Che malattia perniciosa, questo Amore fine a se stesso, è vero, senza farmaco che colmi per tempo le lacerazioni interiori che provoca e cancelli ogni traccia del suo sgorgare puro. Non ha bisogno, l’essere umano, di invecchiare, di mettersi all’ascolto e meno che mai di importunare con la propria presenza, se è malato, la visione del mondo dei sani… E’ vero, questa esperienza prematura dell’Ade potrebbe distrarli dal perseguimento della meta. Siamo in ritardo, siamo in ritardo: è vero!
    Che nostra signora degli eviri preservi la nostra psiche dalla rimembranza delle chirurgiche amputazioni: io qui ho soltanto una goccia come panacea e un’altra goccia come veleno. Chi me le affidò dimenticò le scadenze e di lasciarmi il bugiardino. E’ la catastofe: in men che non si dica saremo tutti in-amorati senza saperlo descrivere con esattezza.

  2. Significativo, almeno secondo me, il passo :

    “..A cosa mi serviranno i miei talismani:
    l’esercizio delle lettere, la vaga erudizione,
    le gallerie della Biblioteca, le cose comuni,
    le abitudini…”..

    …come a dire? Non è da tutti… è trans-formativo… nel senso che ci supera.. e ci plasma a suo piacimento. Chi? Eros… La passione ci possiede… e non viceversa…

  3. “Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo”, E’ bellissimo e maledetto il vivere questa condizione ma chi non l’ha vissuta almeno una volta speri di viverla.

  4. La misura entro la quale il Nume di una passione può essere rappresentato a livello cosciente è proprio quel rito, che porta ad un dialogo interiore con quel Nume, ad interiorizzarlo, a superare le lacerazioni che provoca tra ciò che è dentro il Sè e ciò che accade fuori. Anche una prigione può trasformarsi in un tempio, l’individuo in un luogo sacro. E’ l’Immagine che non può essere condivisa che, invece, blocca il processo di trans-formazione di quella “forza” che, sommersa, sommerge.

    (Penso al dialogo tra la volpe e il piccolo principe e non ho paura di parlare di abitudini, né di fase creativa di un rito.)

  5. Secondo me il poeta è all’interno dello stesso rito iniziatico.. dell’amore (di Eros).. dentro quel dialogo, non ne è che una parte “suo malgrado”… mi verrebbe da dire “una prigione liberatrice”… (mi scuso per il gioco di parole)..

  6. È nella fase in cui l’Io anticipa l’assedio del proprio recinto privato in cui il tempo è circolare. È l’amore romantico che cambia maschera e si evolverà uscendo per strada per “incontrarsi” di nuovo, in fondo è l’unica maschera, ma in una dimensione collettiva. Presto quell’Io lo farà. Oppure non permetterà che il mito dia un senso alle “cose comuni” con cui si è circondato. Vedremo.

  7. Anche Questo è AMORE che non comprende né Eros e neanche psiche…

  8. Per alzata di mano, c’è qualcuno tra noi che ambisce, per quest’uomo, a qualcosa di più immenso di nessuna speranza? Chi vuole dargli un’opportunità affinché non risorga veloce e incosciente come sempre?

  9. Caro Rafeluzzzzzzu, hai mandato un grande video, che tocca il cuore e l’ anima di chi, ama questi grandi esseri chiamati animali. Mito, ma siamo sicuri che il loro amore è privo di eros e di psiche ?

    Giorni fa, mentre , camminavo con la macchina, ai bordi della strada, ho visto un volatile che strisciava per terra , era in difficoltà e non riusciva a volare.

    Sono sceso dalla macchina, l’ ho preso e ho chiamato un mio amico, veterinario, il quale mi ha indirizzato ad una clinica globale per gli “animali”, in quanto non tutti i veterinari siano specializzati, per l’ assistenza di questi SPIRITI CELESTI.

    Quando sono arrivato, in questa clinica, la dottoressa l’ ha visitato e mi disse che non era ferito e né perdeva del sangue. Le dissi : “ Dott.ssa, mi sembra che il volatile stia per morire e non abbia più la potenza e il senso del volo ?”

    La dottoressa preparata e brava, si è messa a ridere e mi disse : “ Egregio signore, questo volatile, “ non ha nulla “, solamente ha svolazzato basso e ha urtato qualche macchina in movimento, per cui, il colpo gli ha portato un trauma e momentaneamente non riesce ad alzarsi .

    Adesso che è qui, da noi, gli daremo da mangiare, lo proteggeremo e gli faremo sentire che è al sicuro. Fra qualche giorno, mi richiami e le dirò come è andata a finire l’ avventura. “

    Dopo una settimana, l’ ho richiamata e mi disse che il volatile si era ripreso, in ottime condizioni e che era ritornato a volare nel firmamento.

    Le dissi : “ Dott.ssa, il volatile l’ ho preso ad una distanza di 10-12 km, dalla vostra clinica, come fa questo uccello, a ricordarsi dei suoi “ amici “, dei suoi affetti, del suo nido, per mangiare e dormire, vista la distanza ?

    La competente terapista, mi diede una grande lezione :” Caro signore, molti volateli volano ad un altezza di 600 mt, dove un essere umano,non ce la farebbe a respirare, le oche e i cigni volano ad una quota di circa 9000 mt e i volateli per spostarsi da un continente, ad un altro, non hanno gli aeri, i treni, le macchine, il navigatore, la cultura, i libri, etc etc. questi esseri creati dalla magia del Divino, per orientarsi si servono del sole, delle stelle e del campo magnetico, viaggiano notte e giorno e per il pranzo si nutrono di insetti. “

    Rafeluzzzzzzu, ho voluto raccontare questa povera novella, che mi è capitata nei primi giorni di maggio, per “ lodare “ ed essere più vicini agli “ animali “, per amarli e per capire che hanno delle forze cosmiche e magiche che l’ uomo non possieda . Bau, bau, bau.

  10. …5783… 5784… 5785… 5786… Ce la faccio… Ce la faccio… 5789…

  11. Carissima Valeria Nel tuo caso mi devi perdonare almeno 770.000 volte 7😀

  12. Carissimo Luiggggione con grande gioia mi inchino al tuo bel cuore e ti ringrazio anche per il video che denota quando spontaneo amore c’è nei nostri fratelli minori….Amore che lo mostrano attraverso la geometria sacra ed il simbolismo che si esprime attraverso il loro volo …..

  13. … Io mi sono emozionata, ora lo dico, basta con le confessioni con il conta gocce, per il simbolismo della meccanica sacra dello scontro tra l’uccello e la macchina, che nella fattispecie non era un aereo e per fortuna perché tra alati sarebbe scattata la competizione. Invece quel povero uccello era il Mozart, il genio che ha osato sottrarsi alla malia del vortice inconscio per segnare una nuova strada e consegnare alla memoria collettiva del suo gruppo la viva testimonianza che viver si può come individuo uccello, lontano dall’organismo stormo. Scusate la digressione parabolica sull’eterna dicotomia onirica…

  14. … Dunque Raffaele, ti dico che non credo tu voglia il mio perdono, che non posso darti 770.000 volte 7 prima che tu compia qualcosa meritevole di perdono. Non abbiamo tutto questo tempo. Basta così: mi è andata meglio di quanto sperassi. Buona vita!

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