“Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù”

Sopra: Dosso Dossi, “Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù”, 1523-24 ca.

Amatissimi,

vi propongo oggi questo particolare dipinto del grande pittore Giovanni di Niccolò Luteri, detto comunemente Dosso Dossi (1486? – 1542 ca.), uno dei principali artisti attivi alla corte ferrarese degli Este all’epoca dell’Ariosto.

Caliamoci ora in quell’epoca e nella Ferrara nel primo Cinquecento, e comprendiamo i complessi intrecci allegorici ed esoterici che animano l’opera. Che vi sia un messaggio nascosto, “secreto”? Aspetto le vostre riflessioni.

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22 Risposte

  1. Giove simboleggia la creatività e l’arte. Non credo sia un caso il fatto che egli dipinga “farfalle”, cioè “anima”. Vedo quindi in questo un palese messaggio “a fare anima” nel senso più forte dell’espressione. L’arcobaleno che appare dietro il cavalletto forse rappresenta il snetiero del Fato, della strada che ognuno di noi ha da seguire nel suo passaggio terreno. Mercurio probabilmente è qui intermediario tra il mondo esterno e quello interiore dell’uomo. Egli con gesto chiaro chiede silenzio e raccoglimento affinchè l’iniziato possa concentrasi su quanto sta per intraprendere.
    Forse, a livello più generele, si potrebbero vedere rappresentate nel quadro le fase alchemiche come intese dai grandi “medici dell’anima”!

  2. Cara Beatrice,
    e il gesto di Mercurio? Baci baci

  3. Un abbraccio straripante d’affetto, Gabriele caro!

  4. Un abbraccio straripante d’affetto, Gabriele carissimo.. 😉

  5. Carissimo Luigi,
    sei troppo caro. Un abbraccio straripante anche a te. A presto!

  6. Giuliano Kremmerz scrive nella “Scienza dei magi” che:

    “Ermetismo vuol dire Scienza per Eccellenza, verità rapita agli dèi ascosi alle sommità del cielo, scienza delle sottilissime relazioni che passano tra il visibile e l’invisibile e che tutti gli uomini, perfezionando sé stessi, coltivando il loro intelletto, assottigliando il loro spirito, possono raggiungere.
    Perché praticamente parlando questo Ermes o Mercurio è un dio pei volgari, cioè per il pecorume, mentre che filosoficamente non vuole indicare che una forza, o , meglio, l’intelletto di una forza altissima, sottile che rende dio l’uomo che lo raggiunge e lo comprende.
    Il poeta nei momenti di estro – il matematico che risolve problemi arditissimi – il fisico che scopre una legge nuova – l’oratore facondo che mette parole, idee e modulazioni in armonia con un fascino che trasporta un’assemblea – il musico che tocca note emozionanti fino al delirio sono o possono essere dei protetti di questo Ermes sottilissimo di cui possono ottenere in uno stadio particolare delle loro pulsazioni ipercelebrali l’intelletto completo”

    Stando così le cose penso che il gesto di Mercurio che esorta al silenzio significhi che per “entrare”, comprendere e assimilare la scienza ermetica si chiede all’iniziato concentrazione, dedizione, introspezione, raccoglimento interiore e soprattutto che la scienza per Eccellenza è riservata solo a coloro che, come dice sempre il Maestro,

    “solennemente fanno voto di essere innanzi ad ogni debolezza umana forti e giusti – di amare il prossimo come se stessi – di desiderare sempre il bene e mai il male”.

  7. Teaaaaaaaaaaa carissima,
    ma dove sei finitaaaaaa?????

  8. un istante ….dammi un istante …….

  9. Giove dipinge le farfalle, simbolo di spensieratezza……. Mercurio incarna il mistero della vita. Caro Gabriele sono al mare. Secondo Enzo Paci ” Il senso della vita e’ insito in noi” e noi abbiamo un mistero da vivere……. Un abbraccio, caro Gabriele. Cari amici, a presto. Vi dedico questi versi: “Vorrei”
    Vorrei volare,
    vorrei vibrare
    vorrei….vorrei
    vivere il tramonto sulle onde
    di un mare infinito
    in uno spazio,
    inverosimile……
    Rosa

  10. ……… mi incanta il viso di Giove …..tutto assorto, contemplativo e raccolto in ciò che dipinge ……….
    Mercurio sa che è un momento raro .
    la Virtù …..è dappertutto……… in ogni cosa ….ma bisogna che taccia finchè il risultato non sia completato

    Il luogo è un luogo di arte, dalle pareti affrescate, e raro è il riposo in estasi di Giove sempre inquieto………. Mercurio è il dio più adatto a proteggere l’ispirazione, perchè è Mercurio il dio meno egoista quello che ci completa e ci espone alla realtà…………. la Virtù è la saggezza del silenzio, in questo istante………. Essa è Virtù ..perchè completa quel che è già ……basta solo lo sguardo, della Virtù…… non servono le parole….
    C’è felicità, in questo dipinto, non ebbrezza……..

    P.s. carissima amorevole e Beatrice ….il tuo nome mi quieta……….
    p.s. 2 ……ma d’ov’è l’arcobaleno…. 🙂 è solo un ‘arco di …volta in volta’
    🙂 🙂

  11. …Perchè Zeus, la Ratio, possa esprimersi in farfalle o Immagini o Emozioni è “logico” che Hermes – l’intermediario tra l’Anima, l’Io ed il mondo – debba azzittire la Virtù, “priva” di tutto ciò che è infero! Perchè è logico e vero che …” La porta dell’apprendimento è chiusa dal di dentro. (Chris Argyris)”

    “Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all’uomo come essa veramente è, infinita. Invece l’uomo si è da se stesso rinchiuso, fino a non vedere più le cose, se non attraverso le strette feritoie della sua caverna.”
    (William Blake)

    Ed in fine:
    “Quello che il bruco chiama fine del mondo il resto del mondo chiama farfalla.”
    (Lao Tzu)

  12. Perfetto, cara Beatrice! Hai centrato il significato, pienamente, almeno per quello che mi riguarda!

  13. Cara Rosa,
    grazie di questo contributo dal mare, che è Psiche. A presto

  14. Ma che bella la citazione di Lao Tzu. Grazie, Valeria!

  15. Grazie Carissima Valeria
    per queste belle significative parole di grande saggezza….

  16. E’ anche bella ed assai significativa la citazione di (William Blake), parla appunto del centro permanente, del punto di osservazione, della finestrella che è possibile spostare consapevolmente per osservare/vivere s altrei aspetti di quella multi realtà che ci circonda… così come è anche citata perfettamente nei minimi particolari da Castaneda….

  17. L’Immaginazione, Raffaele, per Blake è rottura delle catene e degli steccati con i quali una falsa morale tiene prigioniera “la divina Immagine”, il Genio, il Demone: Lui esalta i sensi e li mette al servizio dell’Arte, in questo modo libera le energie del suo “centro emozionale”, sede del Genio. E’ un “dentro-fuori”; Blake irrompe nel mondo, non si limita a spiarlo dietro una finestrella mobile… Un suo diavolo dice: – Che ne sapete se un qualunque uccello che taglia le strade dell’aria non è un immenso mondo di delizia chiuso dai vostri cinque sensi? (Da :The marriage of Heaven and Hell)

  18. Prof, … (mi alleno con la simpatia, attento!)
    E che ne dice di questa interpretazione: Se Zeus si mette a dipingere farfalle invece di lanciare fulmini… pensieri e… intuizioni, vorrà dire che domani pioverà (l’arcobaleno è un segno! ed il verbo è al futuro, dato che non si è mai visto un arcobaleno prima della pioggia… e non ci sono asini che volano… No, nemmeno uno!
    Allora, prof, che ne pensa?

  19. Cara Valeria,
    questo sflasamento spazio-temporale è proprio di Anima… Bisognerebbe chiedere a Giove e ai piccoli frammenti di Psiche volanti, se sulla tela c’è, per caso, scritto il tuo nome…

  20. …Se guarda con attenzione sulla tela, c’è scritto proprio “svarvaleriare”, da cui il tardo “sfarfallare” , con sincope e trombo della “v” in “f” ed entrata di lallazione che mi guastò il suffisso…
    Per l’appunto svarvaleriava, Giove, quel giorno, ai piedi dell’arcobaleno monocromo: presumo che la risata del dio non potesse che essere foriera di conseguenze… Ah, se Mercurio non avesse interferito! Ma che svarvalerieggio a fare?
    Un bacio 😀

    (C’ho impiegato una giornata per pensarla, questa!)

  21. Cara svarvaleriante,
    sei troppo simpatica. Grazie di questa tua tempesta di gioiosa autoironia!
    Un immneso abbraccio

  22. …Giusto da vent’anni sto elaborando il Principio di Complementarità degli Opposti (di cui il Caduceo e Mercurio sono i simboli più antichi) come Principio universale, con il fine ultimo di applicarlo alla Fisica, come già cercò di fare Nils Bohr, il Fisico (Nobel) negli anni trenta. C.G. Jung lo applicò alla Psicologia del profondo aprendo così le porte della Conoscenza alla dimensione del sacro, ma sotto il nome di “Dialettica”, da più di due millenni esso aspira a diventare il Principio fondante della stessa Filosofia, l’incarnazione del Logos nell’intelletto umano.
    Pertanto Hermes non è solo l’ispiratore dell’Arte e del sogno, non è solo l’antico Maestro dell’Alchimia, ma è l’archetipo della Verità ultima redentrice, è il “Salvator Spiritus et Naturae” e si identifica simbolicamente con lo stesso Cristo Redentore: la Croce, infatti, insieme al Tao, all’Axis Mundi, ecc., è anch’essa il segno della Complementarità Universale).
    Ho scritto molto su questo tema, ma mi sono ripromesso di non pubblicare nulla fin quando non raggiungerò la meta (se ci riuscirò), cioè la dimostrazione (in Fisica) della validità universale del Principio.
    Sarebbe una rivoluzione senza precedenti, l’unificazione delle “due culture” (la razionale-scientifica e la mistico-religiosa, le scienze della Natura e le scienze dello Spirito), ma soprattutto sarebbe la prova finale dell’esistenza di Dio. Infatti, la Complementarità si presenta come un Principio i cui attributi logico-strutturali coincidono mirabilmente con quelli che l’intera Storia del mito e del simbolo religioso attribuisce universalmente alla figura Divina (Unità, Dualità, Trinità, Onnipresenza, fondamento di Verità e di Conoscenza, ecc.) Insomma, sembra proprio l’oggetto della venerazione di Nicola Cusano:

    ““Ho trovato un luogo in cui Tu sarai scoperto in maniera rivelata, luogo cinto dalla coincidenza degli opposti. Ed è questo il muro del paradiso nel quale tu abiti, la cui porta è custodita dallo spirito più alto della ragione, che bisogna vincere se si vuole che l’ingresso si
    apra. Ti si potrà vedere al di là della coincidenza degli opposti, ma mai al di qua”. [N. CUSANO: De visione Dei]

    Ma la cosa singolare è che io sono sempre stato orgogliosamente ateo, fino a vent’anni fa quando, una mattina alle sei, ebbi una visione interiore piuttosto impressionante, al culmine della quale mi si presentò proprio il simbolo del Caduceo.
    A chi dovesse interessare questa ricerca, sono disponibile per qualsiasi chiarimento o approfondimento.

    Cari saluti

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