La nascita di Venere: riflessione

(Sandro Botticelli, La nascita di Venere, 1482-1485)

Il mare dell’inconscio. Afrodite che nasce dal mare vuol dire l’emersione dell’Anima individuata. Questo è possibile solo con la potenza d’Amore. Quindi Eros rende la vita interiore come viscerenziata. Senza Amore tutto questo non è possibile. (vedi Giordano Bruno. Un abbraccio.

Gabriele

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Presenza di Dio

E, sempre parlando come psicologo, io affermo che la presenza di Dio si manifesta, nell’esperienza profonda della psiche, come una “coincidentia oppositorum”; tutta la storia delle religioni, tutte le teologie attestano che la “coincidentia oppositorum” è una delle formule più comuni e più arcaiche per esprimere la realtà di Dio.

Carl Gustav Jung

Marsilio Ficino: “La follia poetica”

Giorgione o Tiziano, “Concerto campestre”, 1509 ca.

Oggi entriamo nel primo degi stadi della FOLLIA secondo Marsilio Ficino… aspetto le vostre riflessioni:

L’anima è tutta piena di discordia e dissonanza; quindi per prima cosa è necessaria la follia poetica, che attraverso i toni musicali risvegli ciò che è intorpidito, attraverso la dolcezza dell’armonia plachi ciò che è turbato, e infine attraverso la consonanza delle cose diverse cacci la dissonante discordia e temperi le varie parti dell’anima.

da “Libri de vita coelitus comparanda”

Narcisismo

(Nicolas Pouissin, Eco e Narciso, 1629)

Il narcisismo in psicologia è la concentrazione di interessi psicologici sull’Io. Esiste un narcisismo primario, che è “naturale”, una tappa ineludibile del processo di crescita, lo schema per cui il bambino investe l’energia libidica su di sé prima di investirla su oggetti esterni, in modo da acquisire un immagine unificata del proprio corpo e costruire un primo abbozzo dell’Io nella relazione con la figura di accudimento. Esiste poi un disturbo narcisistico di personalità (narcisismo secondario: la persona rimane ripiegata su se stessa nella necessità di rivivere un’esperienza originaria – il modello emozionale della vita fetale, l’unico momento di estremo benessere che ha percepito. Si tratta di una persona in cui prevale una visceralità gratificata dal soddisfacimento dei propri bisogni: l’altro rischia, in questo modo, di non venire considerato come esistente indipendentemente, ma semplicemente come il proseguimento di sé.

Umberta Telfener