Continuando a ricordare Hillman: Ermes

“Qualsiasi singola divinità può prevalere, farsi monoteistica, ed Ermes oggi è ovunque. Vola per l’etere, viaggia, telefona, attraversa ogni confine. In particolare, Ermes è nel mercato, in quello azionario, visto che nel mondo capitalistico oggi tutti giocano in borsa, tutti attuano scambi, vanno in banca, commerciano, vendono, acquistano. E poi, naturalmente, c’è il World Wide Web, la rete mondiale di Internet. Per cui siamo in uno stato di intossicazione comunicativa e informatica. Non ha importanza quale sia l’informazione, non ha importanza con chi comunichiamo, lo facciamo e basta e questa è una malattia ermetica – un’overdose, un monoteismo di Ermes. Un eccesso di Ermes”.

James Hillman

“Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù”

Sopra: Dosso Dossi, “Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù”, 1523-24 ca.

Amatissimi,

vi propongo oggi questo particolare dipinto del grande pittore Giovanni di Niccolò Luteri, detto comunemente Dosso Dossi (1486? – 1542 ca.), uno dei principali artisti attivi alla corte ferrarese degli Este all’epoca dell’Ariosto.

Caliamoci ora in quell’epoca e nella Ferrara nel primo Cinquecento, e comprendiamo i complessi intrecci allegorici ed esoterici che animano l’opera. Che vi sia un messaggio nascosto, “secreto”? Aspetto le vostre riflessioni.

“…una Sapienza Superiore”

Carissime-i, ecco Marina. La sua riflessione merita un successivo dibattito.

…però, però, in fondo, Wotan, Ermes, suggeriscono la ricerca di una Sapienza Superiore anche attraverso la comprensione profonda delle parole. E, a tal riguardo, mi viene in mente un altro mito che anni fa avevo incontrato per caso: Le nozze tra Filologia e Mercurio. Dopo questo incontro la vita di Filologia non sarà più la stessa: ora, per ascendere con Lui, dovrà abbandonare tutta la Sua sapienza terrena e percorrere il periglioso cammino verso la Sapienza Divina.
In fondo, pensavo a quanto “le domande” siano importanti, a quanto lo siano per me. Io chiedo, sempre: a casa, nel mio letto, in macchina, anche quando sono in mezzo agli altri, tanto è vero che mi si rimprovera di “assentarmi mentalmente”. Credo che fare domande a sé stessi o al Cielo sia la stessa cosa, ma solo quando le domande sono veraci. Perché chi pone domande cerca risposte e queste arrivano o scendono, come preferite, nelle loro forme, e se ci si affida all’Ermes che dimora in noi, Egli, ben noto anche per la sua destrezza manuale (prego, chiedere curriculum di Ermes ad Apollo per avere un punto di vista allargato), è capace anche di rubarle pezzo dopo pezzo le risposte, finché il puzle non sia completo…ed io, ebbene sì, ne so qualcosa: sono una spugna, che detto in altre parole è “io sono una gazza ladra”…come Wotan, che per averlo percepito ho preso inevitabilmente ad emulare, oltre che nella passione per i viaggi, anche nel goffo tentativo di diventare “un poeta”; figuriamoci!
Anni fa, all’inizio di tutto questo, nel pieno dell’ignoranza (ignorare) scrissi che nell’ultima delle mie vite io avrei voluto nascere Aquila Reale…creai, anni dopo un Blog, “L’Ultima Aquila Reale, dove soprattutto pubblico poesie…poi, scoprii, leggendo un libro che Odino, travestito da Aquila rubò ad uno Guardiano il Prato della Poesia.
Saluti.