Regina della Notte

Karl Friedrich Schinkel, “Apparizione della Regina della notte”.
Gouache per una scenografia (1815) de “Il flauto magico”

Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

(Kahlil Gibran)

La fortuna può assumere molte forme (Il Vecchio e il Mare)

Pandora

(Jules Joseph Lefebvre, Pandora, 1882)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Epimeteo, angosciato per la sorte di suo fratello (Prometeo) si affrettò a sposare Pandora, che per volontà di Zeus era stupida, malvagia e pigra quanto bella: la prima di una lunga serie di donne come lei. Subito essa aprì il vaso che Prometeo aveva affidato a Epimeteo raccomandandogli di tenerlo chiuso, e nel quale si trovavano tutte le Pene che possono affliggere l’umanità: la Vecchiaia, la Fatica, la Malattia, la Pazzia, il Vizio e la Passione. Subito esse volarono via a stormo e attaccarono i mortali. Ma la fallace Speranza che Prometeo aveva pure chiuso nel vaso, li ingannò con le sue bugie ed evitò così che tutti commettessero suicidio”.

Da “I miti greci” di Robert Graves, edizioni Longanesi.

“No, non rimpiango niente”

Cari amici,
vi deidico questa meravigliosa opera d’arte di quella che per me è la Saffo della canzone francese. E voi, cosa rimpiangete?

“Non, Je Ne Regrette Rien”

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Ni le bien, qu’on ma fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal!

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
C’est payé, balayé, oublié,
je me fous du passé.

Avec mes souvenirs,
j’ai allumé le feu,
mes chagrins, mes plaisirs,
je n’ai plus besoin deux!
Balayés les amours,
et tous leurs trémolos,
balayés pour toujours,
je repars à zéro.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Car ma vie, car mes joies,
aujourd’hui
ça commence avec toi.

Inno a Iside

 

 (Iside che allatta il figlio Horus)

[…] Dea dalle molte facoltà,
onore del sesso femminile.
[…] Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee,
[…] nemica dell’odio […],
[…] Tu regni nel Sublime e nell’Infinito.
Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali.
[…] Sei tu che, da sola, hai ritrovato tuo fratello (Osiri), che hai
ben governato la barca, e gli hai dato una sepoltura degna di lui.
[…] Tu vuoi che le donne (in età di procreare) si uniscano agli uomini.
[…] Sei tu la Signora della Terra […]
Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini!

(Tratto dal Papiro di Ossirinco n. 1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a. C.)