“Tu sei matto”

Gentilissime amiche e gentilissimi amici,
la nostra Beatrice ha risposto ad Hikmet con questa citazione di Alessandro Baricco, tratta da “Oceano mare”. Come il protagonista, attendo le vostre “lettere” in questa scatola di mogano che è il nostro/vostro blog.

Buona giornata!

Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo.
Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo –
“Tu sei matto”.
E per sempre lo amerà.

13 Risposte

  1. Care Parole
    è a voi che mi rivolgo, voi che siete il tramite tra i pensieri del cuore e la loro libera espressione….voi che come Angeli rivelate al loro destinatario proprio i pensieri del cuore!

    Fiumi di parole come fiumi in piena sospinte solo dalla forza del cuore hanno trovato la loro ultima destinazione nell’oceano blu del tuo cuore!
    Parole, parole, quante parole….a volte parole inutili, superflue, forse inopportune, a volte parole di confessione, di perdono, di preghiera, a volte troppe poche parole, oppure parole celate sotto altre parole per chissà quale timido timore del cuore, a volte parole di fuoco, a volte parole dolci, amare, a volte parole allegre, il più delle volte parole di speranza, d’affetto, di gratitudine o di solitudine, a volte parole che volevano portare una voce nella solitudine e nel silenzio, a volte parole che erano grida di aiuto o volevano offrire aiuto, a volte parole messe in versi che erano i versi dettati dal cuore di un piccolo cuore, a volte parole sottintese….parole, parole, quante parole!
    A volte, il più delle volte, parole espresse dagli occhi, da sguardi intensi che erano parole profonde, sincere, intime e inenarrabili.
    Fiumi di parole che nascevano dal cuore, da un cuore sincero rivelando solo se stesso; parole che da un cuore arrivavano diritte ad un altro cuore, un cuore inaridito dalle tempeste di sabbia in un inverno di fuoco. Parole che volevano solo curare, alleviare, scaldare, sostenere, riportare la pace dove regnava la guerra e riportare il sorriso dove albergava la collera. Parole che volevano placare un anima inquieta e piena di rabbia, ricordando al suo cuore ferito, tradito, deluso e disilluso che dal buio si può uscire, che oltre la porta c’è la luce, oltre la porta c’è un inimmaginabile cielo sereno ed un sole dolce e radioso pronto ad illuminare la rinascita! Parole che volevano infondere forza e coraggio, parole che volevano solo offrire la loro piccola manima e prenderti per mano….parole che passo dopo passo volevano riportati alla vita, a quella vita a cui hai chiusa la porta.
    Parole che volevano solo dare amore, parole che volevano trascendere la parole e trovare un canale per entrare nel tuo cuore….e parlarti…niente più!
    Parole solo parole, quante parole….forse troppe parole, forse troppe poche parole e troppi silenzi, forse troppe parole più sul “niente” che sul “tutto”, forse troppa paura della potenza delle parole, parole che poi in realtà sono “Angeli”….
    Parole che viaggiano nell’etere, nell’web e che per strade virtuali arrivano inspiegabilmente nel pc e le leggi dattiloscritte, colorate e piene di “sorrisini”; oppure parole più tradizionali scritte su carta con quella cosa sferica chiamata penna, che si mettono in una busta che si chiama “lettera” e che si consegnano a mano o si spediscono con quella cosa chiamata francobollo, le quali quando giungono al destinatario offrono ancora il sapore di antiche tradizioni ormai andate perdute; queste parole scritte su carta, consegnate a mano o spedite col francobollo, queste parole che rivelano la calligrafia e noi stessi, queste parole scritte con inchiostro blu o nero forse sono quelle più belle, quelle più vere, quelle senza veli, quelle che lasciano un’impronta nel cuore.
    Parole, parole, quante parole….lasciare tutte queste parole chiude in un cassetto del mio cuore sarebbe violare la spontaneità della mia anima; lasciare chiuse tutte queste parole nel mio cuore sarebbe tornare la persona razionale, che aveva paura di emozionare e di emozionarsi, lasciare tutte queste parole chiuse nel mio cuore significherebbe violare le leggi del mio cuore.
    Parole, parole, parole che hanno in sé il senso del destino…parole che forse un giorno riusciranno a parlare anche al tuo cuore….parole sempre piene di speranza, parole che volevano essere speranza!

  2. C’é un pò di Platone in questo e una donna che é sempre stata la
    “nostra”,ma che non incontremo mai –
    Egill

  3. Cara Beatrice,
    le parole sono un’alta forma di Magia, e tu, come sempre, ci hai “fascinato”…

  4. Gentile Egilllarosabianca,
    parole vere… Buona giornata!

  5. Cara Egilllarosabianca

    è la medsima interpretazione che diedi io a questo brano di Baricco quando, svariati anni, lo lessi. Soltanto che mi sento un pò più ottimista: io penso che l’altra metà della mela la si incontra prima o poi nella vita, il problema secondo me è riconoscerla e poi che l’incontro avvenga nel momento giusto!!
    un bacio

  6. E Crescendo Impari

    E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
    Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando,
    come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
    La felicità non e’ quella che affannosamente si insegue
    credendo che l’amore sia tutto o niente,…
    non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto”
    e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…,
    la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare,
    di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
    Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose….
    …e impari che il profumo del caffé al mattino e’ un piccolo rituale di felicità,
    che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
    che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,
    che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
    E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi,
    di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
    che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
    e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
    che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno,
    e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
    E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco,
    di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi
    e lunghi più di tante ore,e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina,
    leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo
    e le distanze ed essere con chi ami.
    E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato,
    sono piccolo attimi felici.
    E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
    E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
    E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
    E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
    che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
    E impari che nonostante le tue difese,
    nonostante il tuo volere o il tuo destino,
    in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
    Jonathan Livingston.
    E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

    Anonimo Ligure

  7. …Sarebbe bastato opporre resistenza alla marea: spegnere la luna, dire “basta scrivere, mi alzo, ora Dio lo vengo a prendere e lo porto a ballare nelle piazze”, consigliargli un abbigliamento consono all’occasione…
    sarebbe bastato dargli un bacio di incoraggiamento sul naso…
    A che serve amarsi di sogni lo spiego meglio con questo:

    Ah, Dio Amore, tu solo sai quando è tempo di incontrarsi… ( 🙂 sorriso amaro! )

  8. Cara Valeria, Sandor Maria risponderebbe:

    “Due persone non possono incontrarsi neanche un giorno prima di quando saranno mature per il loro incontro”.
    Bacii

  9. Salve a tutti,siete dei magici poeti,è vero che la poesia è di per sè magia,ma voi tutti con una sensibilità, che oltrepassa l’esperienza quotidiana, mi affascinate,mi lanciate vertiginosamente verso spazi sconosciuti che solo -mi ripeto-la sensibilità può capire.Volate molto alto,tenendo presente la vostra umanità che vive sempre nell’ambivalenza tra l’esistere e il desiderio di essere più.Il Prof Gabriele dà sempre l’incipit con il suo calore letterariio,ha creato un blog travolgente,anche se io non vi navigo spesso ,perchè non so Volare come Voi tutti.Buona serata alfredo

  10. …Dopo l’incontro si spera che non abbiano paura di amarsi e trasformarsi.

  11. Caro Alfredo,
    hai detto delle cose molto belle…ma non sminuirti: sei a tutti gli effetti uno di noi, e voli con noi e accanto a noi smepre….anzi…..
    VOLA più spesso da queste parti: hai sempre cose interessanti da dirci e tante cose da insegnarci!!!!
    Ti abbracciooo

  12. Caro Alfredo,
    chi è in Psiche, come te, ha sempre le ali. Ti aspettiamo!

  13. ….l’eventualità c’è, cara Valeria!! Amarsi, amare e trasformarsi richiede coraggio, il mettersi in gioco e alternare gioie a dolori e non tutti hanno questo coraggio pur avendo trovato Amore e essendo stati colpiti dal suo dardo…..ma che vita sarebbe quella “senza battiti”, mi domando?
    Ma se non corriamo il rischio non lo sapremo mai!

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