Grazie a tutti!

Carissimi,

ringrazio tutti per gli auguri e per le belle parole che mi avete scritto. I vostri pensieri sono, per me, davvero un buon inizio.

Gabriele

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Da “Lettere appassionate”

Nella saliva
nella carta
nell’eclisse.
In tutte le linee
in tutti i colori
in tutti i boccali
nel mio petto
fuori, dentro
nel calamaio – nelle difficoltà a scrivere
nello stupore dei miei occhi
nelle ultime lune del sole
(il sole non ha lune) in tutto.
Dire “in tutto” è stupido e magnifico.
Diego nelle mie urine – Diego nella mia bocca
nel mio cuore – nella mia follia – nel mio sogno
nella carta assorbente – nella punta della penna
nelle matite – nei paesaggi – nel cibo – nel metallo
nell’immaginazione.
Nelle malattie – nelle rotture – nei suoi pretesti
nei suoi occhi – nella sua bocca
nelle sue menzogne».

Frida Kahlo

Mi chiesi

Mi chiesi,
che peso potesse avere una carezza,
quale dubbio si nascondesse nell’intenzione,
quale cicatrice facesse della ferita solo un graffio.
Lasciarsi pervadere dall’istinto la consolò
desertificando pensieri su futuri senza mani..
Tra l’orizzonte e il cielo subiva solo il mare,
l’unico abbraccio che non tradiva riva,
l’unico impeto che non trascinava sabbia,
l’unica nuvola che non partoriva pioggia.
L’oscurità si rese complice della ragione
erodendo il plagio di una sconfitta in due.
L’amore vide ciò che il fuoco incenerì per noia.

E sorrisi,
ancora in lui..

Miranda Galati

Samsara, film documentario dal fascino inesauribile

http://www.maridacaterini.it/news/698-samsara,.html

di Massimo Lanzaro

Straordinaria

Elle
Esiste una fatalità di pensiero che accompagna, con inesorabilità,
la fragilità di certe donne, rendendo la loro esistenza
solo sabbia marmorea di clessidre in frantumi.
Sono donne che precipitano nei loro occhi, annegando l’universo
in pupille retrattili, perdendo il senso di un buio che attraversa la luce.
Temono un abbandono, pur essendosi dimenticate di loro stesse,
e contano fili di perle legati con nodi scorsoi, che implacabili,
razionano aria e respiro.
E poi, c’è Lei, quella che non si riconosce, quella che veste di nero
le sue contraddizioni e che superbamente percorre, su passi denudati,
fantasie di unicorni danzanti, adagiando chimere su sogni di cipria
e sorrisi dormienti.
Vive una devastazione del cuore che le impedisce di ritrovarsi
in quel ritratto scomposto, che lo specchio nasconde,
indossa orecchini di cigno e pigiama di seta dal colore blu_cielo
per sentirsi bambina e ritrovare la donna che nessuno guardò.
Non porta orologi, che scandiscano un tempo che le scivola addosso, impietoso,
e trattiene risposte tra lacrime e scrigni dalle chiavi introvabili,
esorcizzando un destino, che la volle seconda, il quel fremito antico
che l’orgoglio ricopre.
Miranda Galati

Lineamenti

Quel che è stato è passato
lo leggi nei lineamenti del mio viso
gli amori e gli addii
nelle intensità del sorriso

Tornare a casa

“La filosofia è in fondo nostalgia,è il bisogno di essere a casa,dovunque.
Allora dove stiamo andando? Stiamo sempre tornando a casa.”
Novalis, Frammenti