Lettera

Questo silenzio fermo nelle strade,
questo vento indolente che ora scivola
basso tra le foglie morte o risale
ai colori delle insegne straniere…
forse l’ansia di dirti una parola
prima che si richiuda ancora il cielo
sopra un altro giorno, forse l’inerzia,
il nostro male più vile… La vita
non è in questo tremendo, cupo, battere
del cuore, non è pietà, non è più
che un gioco del sangue dove la morte
è in fiore. O mia dolce gazzella,
io ti ricordo quel geranio acceso
su un muro crivellato di mitraglia.
O neppure la morte ora consola
più i vivi, la morte per amore?

Salvatore Quasimodo

Devo molto a quelli che non amo

Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
sulla questione aperta.

Wisława Szymborska

 

Lettera

Questo silenzio fermo nelle strade,
questo vento indolente che ora scivola
basso tra le foglie morte o risale
ai colori delle insegne straniere…
forse l’ansia di dirti una parola
prima che si racchiuda ancora il cielo
sopra un altro giorno, forse l’inerzia,
il nostro male più vile… La vita
non è in questo tremendo, cupo, battere
del cuore, non è pietà, non è più
che un gioco del sangue dove la morte
è in fiore. O mia dolce gazzella,
io ti ricordo quel geranio acceso
su un muro crivellato di mitraglia.
O neppure la morte ora consola
più i vivi, la morte per amore?

Salvatore Quasimodo

Caro maestro

Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo
che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure
che per ogni malvagio c’è un eroe,
per ogni egoista c’è un leader generoso.

Gli insegni, per favore,
che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata
con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere,
ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.

Nel gioco con gli amici,
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole
di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso,
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili
e duro con i duri
e a non accettare le cose
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.

Gli insegni ad ascoltare tutti ma,
nel momento della verità, a decidere da solo.

Gli insegni a ridere quando è triste
e gli spieghi che qualche volta
anche i veri uomini piangono.

Gli insegni
ad ignorare le folle che chiedono sangue
e a combattere anche da solo contro tutti,
quando è convinto di aver ragione.

Lo tratti bene, ma non da bambino,
perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere
il coraggio di essere impaziente
e la pazienza di essere coraggioso.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore
ed anche in se stesso,
perché solo così può avere fiducia negli uomini.

So che le chiedo molto,
ma veda cosa può fare, caro maestro.

Lettera di Abraham Lincoln all’insegnante di suo figlio

Disperazione e dignità

“Il mio sogno consiste nel vedere ogni essere umano impegnato in un lavoro”.

Dall’ultima lettera di Salvatore De Salvo, 64 anni, disoccupato da 7, morto suicida con la moglie.

La lettera di Natale

“Tu sei matto”

Gentilissime amiche e gentilissimi amici,
la nostra Beatrice ha risposto ad Hikmet con questa citazione di Alessandro Baricco, tratta da “Oceano mare”. Come il protagonista, attendo le vostre “lettere” in questa scatola di mogano che è il nostro/vostro blog.

Buona giornata!

Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo.
Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei?
Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo –
“Tu sei matto”.
E per sempre lo amerà.

Scrivere ad un figlio/a

Il messaggio di Amalia…

Professore, mio padre è morto da più di venti anni. Non viveva con me e così ci scrivevamo delle lettere. Lui mi trattava come una donna, sebbene fossi una ragazzina. Ebbene quelle lettere sono sorprendentemente attuali per la donna che oggi sono diventata. E sì sono la sua anima che risuona ancora,ma insegna ancora.. E’ bellissimo, ora lo capisco, scriversi lettere tra genitori e figli…

Cara Amalia, condivido pienamente tanto è vero che, quando mio figlio aveva circa dieci anni, gli dedicai un romanzo. Lui era il protagonista del libro (Un’avventura nel rinascimento). “Coincidenza” vuole che, lo scorso anno dopo aver prestato la mia autovettura proprio a mio figlio, trovai un foglietto piegato in quattro. Il foglio riportava una lettera che lui aveva scritto per sua figlia. Quella lettera è ancora con me e, sperando di non violare la sua “intimità”, voglio condividerla con voi. Lo faccio con il “pretesto” di domandarvi, voi avete mai scritto qualcosa per i vostri figli?

LETTERA A MIA FIGLIA

Mia cara Laura, AMATISSIMA figlia,
il solo guardarti mi restituisce la totalità dell’esistenza.
La pienezza dell’essere al mondo.
Oggi, mentre ti scrivo, hai poco più di un anno e mezzo.
Ancora non parli. Dici poche cose. Essenziali.
Ripeti il verso di alcuni animali, i capelli sono “taghe da”, “bum me”, vuol
dire cadere.
Hai una personalità forte. Marcata. Evidenzi, già ora, determinazione e
indipendenza. Almeno così sembra.
Amore mio, ricordati sempre, nelle paure e nelle insicurezze, nelle emozioni
più intense e nelle malinconie più profonde e oscure, che cercherò con tutto me
stesso, che le tue paure siano coraggio e le incertezze miglioramento nel
domani.
Nei silenzi e negli addii, negli abbandoni e nelle attese, sarò sempre
presente.
Avvolgiti nei pensieri e nelle azioni più nobili, non misurarti nei desideri
esteriori, sii disponibile e accogliente con le persone più deboli e indifese.
In un sospiro d’amore, nell’eternità d’un bacio, in un sogno o nelle carezze
delle persone “gentili”, ricerca la pienezza d’aver vissuto.
Il resto è il vuoto che trapassa, stalla e inneggia al male.
AMATISSIMA figlia, da quando sei con me, sono felice.
Sorrido estasiato.
L’estensione del mio cuore è immensa.
Sono completo e null’altro serve al mio cuore.
Tuo papà

Rosario Naddeo

A tutti gli amici del Temenos ed anche a chi capita per la prima volta o per caso su questo blog: è tornato il Viandante. Mi ha mandato una bellissima lettera e un’ottima bottiglia di vino.

Per ora non posso dire altro.

Ma immaginavo che avrei fatto lieti tutti gli amici di Interagiranime nel comunicare il suo ritorno.

Comunque ci è vicino.

…Per concludere ecco a voi Pessoa. Vi mando con affetto una poesia che ho letto molte volte in trasmissione e che mi è stata anche segnalata da Tony Kospan il 10 settembre scorso:

SOLTANTO NON SAREBBE

“La vita sarebbe

forse più semplice

se io

non ti avessi mai incontrata

Meno sconforto

ogni volta

che dobbiamo separarci

meno paura

della prossima separazione

e di quella che ancora verrà

E anche meno

di quella nostalgia impotente

che quando non ci sei

pretende l’impossibile

e subito fra un istante

e che poi

giacchè non è possibile

si sgpmenta

e respira a fatica

La vita

sarebbe forse

più semplice

se io

non ti avessi incontrata

Soltanto non sarebbe…

la mia vita.”

Incontro

Oggi vi propongo una MAGIA. E’ di Massi:

“Sono felice di condividere su invito del caro Gabriele una soria di coincidenze che mi hanno emozionato e toccato molto.
Ho attraversato una crisi con la mia amata . Lei era sempre più distante e aveva alzato un muro tra noi .Le lame della sua freddezza mi trafiggevano il cuore , quanti giorni di dolore e di distanza sempre maggiore, fino a che lei non si fa senitire più
senza avere il coraggio di dire che l’amore per lei era finito.Spinto dalla forza del mio impavido cuore , che si sa è l’ultimo ad ad arrendersi , anzi non ne voleva proprio sapere di arrendersi alle evidenze . Continuavo a cercarla con messaggi
ai quali regolarmente , non ricevevo risposta. é stata una via crucis durata tanti giorni. , e si faceva negare tramite i suoi familiari con i quali c’erano stati degli scontri. Alle telefonate e messaggi senza risposta, dopo che un suo familiare mi disse che non voleva sentirmi più, il mio cuore non voleva ancora arrendersi e ho continuato a scriverle mail e lettere d’amore , e rose notturne che le portavo sentendomi un umile Romeo senza farmi vedere nel buio della notte , no il mio amore mi spingeva disperatamente verso lei .Ma tutto era inutile , e la dura realtà era che lei non mi amava più. era il momento di vivere uno dei dolori più grandi , che un anima può provare : le pene d’amore .
Un dolore che solo i poeti riescono a esprimere ..
Giorni e notti col buio nell’anima , e con un dolore solitarioindicibile .

Passa del tempo. Ma il guaio che l’amore non passa e il dolore sempre un forte grido dentro .
Inutile cercare un motivo, lei non mi amava più !
Quanto sarebbe durato questo terribile dolore ..
I giorni sono passati , ma l’amore no , e il dolore sempre lì ad ogni risveglio più forte che mai.
Una mattina in treno , una ragazza seduta di fronte a me tira fuori dalla borsa il ” piccolo principe ” , un libro che amo tanto e che mi univa al mio amore ; infatti vederlo lì mi tirava fuori dalla memoria i ricordi del cuore , quando glielo regalai ne rimase entusiasta , e sciegliemmo insieme delle frasi del libro , e quando ce le dicemmo avevamo scelto le stesse , e ci ripetevamo : ” la cosa che mi commuove di più nel piccolo principe era la sua fedeltà ad un unica rosa ” ci sono milioni di rose amore , ci ripetevamo amore mio , ma tu sei la mia rosa !
immerso nei ricordi ( quanto è vero Gabriele che Mnemosine è la madre …di tutto) mi rendo conto che ho perso la mia fermata , e scendo così alla seguente . ancora immerso in me stesso , nei labirinti della memoria a fatica riprendo contatto con la cosiddetta realtà .
Ma per me , l’unica realtà era un amore perso , ma sempre vivo nel cuore : non dico che fosse necessario quel fantastico libro per farmela venire in mente , perchè neanche per un attimo se ne era andata via , ma certo metteva il dito nella piaga i ricordi che suscitava.

Camminavo camminavo , ma la mia anima era chissà in quali distanze per cercare il suo perduto amor .
All’improvviso , la mia trance è interrotta , perchè c’è qualcosa che scivolando dalle mani di una persona che mi cammina davanti , sta per cadermi tra i piedi , rallento istintivamente , per non pestare ….mi chino per raccogliere, NO! , non ci posso credere , quale dio , o demone , vuole qualcosa da me ? è questo il pensiero che mi pensa , accorgendomi che l’ oggetto che mi sono chinato a raccogliere è un libro : ma non un libro qualunque , ebbene si , ho in mano il piccolo principe , anzi per la precisione il
” principito ” in spagnolo . Stupore doppio , la donna che amo è di madre lingua spagmola e la copia che le regalai è una copia in spagnolo identica a quella che ho in mano come se fosse piovuta dal cielo ; ne sarei quasi convinto se non mi trovassi a restituirlo alla ragazza cui era caduto dalle mani , e che mi sorride dolcemente ringraziandomi in spagnolo . Esterefatto dall’accaduto , pensavo al libro ” nulla succede per caso ” al nostro Gabriele e al suo “coincidenze miracolose ” , sentivo forti emozioni per quello che mi era accaduto …quante persone a Roma girano con il piccolo principe in mano , in spagnolo , e quante probabilità ci sono che una di queste mi cammini davanti e che in quel preciso momento il libro mi cada tra i piedi , roba da matti ! ma sembra proprio che causa -effetto non sia l’unica legge e queste ccoincidenze quando ti toccano ti fanno entrare in un mondo “altro ” .
e se stessi sognando , mi chiedo ? perchè no , e poi non siamo noi fatti della stessa sostanza dei sogni , dice Shakespeare  ? una cosa è certa che se dovessi considerare l’accaduto , statisticamente sarebbe davvero improbabile è dir poco.
Giro l’angolo della strada e c’è una piccole libreria che conosco , ma che è da molto tempo che non ci capito .
Pochi passi e sono di fornte alla entrata , ai lati della entrata come due guardiani su una soglia , due scatole di libri di occasione , ben ordinati .Sono fumetti giapponesi , che non suscitano i miei favori , sto per varcare la soglia , ma sembra che uno dei guardiani mi chiami , perchè l’occhio mi cade su un unico libro obbliquo rispetto agli altri allineati quasi fosse stato un righello. Quasi non credo ai miei occhi e penso che un dio si prenda gioco di me , facile intuire che ho in mano ancora lui .: ” il piccolo principe ” per la seconda volta in pochi minuti .
entro e lo acquisto senza nemmeno pensare al fatto che ovviamente il libro ha già un posto speciale nella mia modestissima libreria ma a cui tengo molto.
Tre euro . da non credersi , quando il libraio mi dice il prezzo del libro penso agli alchimisti , quando dicono che la perla è mischiata con cose di poco valore in apparenza ma che valgono tantissimo . inoltre uscendo dalla libreria passo e gli scatoloni guardiani sono lì , e mi immagino che uno di loro abbia sollevato il piccolo principe , unico intruso , tra solo fumetti giapponesi , per farmelo notare..
Lo sfoglio , aspettando di svegliarmi prima o poi da queste coincidenze che assomigliano a un romanzo , e che viste da fuori magari sono poca cosa ma sul mio vissuto hanno esercitato un effetto di ” incanto ” . sfoglio il libro , e quando leggo il nome della persona a cui è appartenuto il libro in passato , un onda di brividi mi passa e mi invade ; il nomeè lo stesso della mia amata !
chi si sta divertendo a giocare a dadi col mio cuore trafitto ?
qualcuno forse mi vuole dire qualcosa ?
la sera stessa decido di scrivere una lettera al mio amore perduto . Ma che sto facendo , è tutto inutile dice la ragione ,
fallo comunque dice il cuore sognatore .
La lettera è scritta , domani la spedirò .
La notte sogno di fare l’amore con la donna che amo !
al risveglio mi rendo conto di quanto sia vero un sogno ,
di quanto mi sembrasse vero fare l’amore con lei , e se non mi fossi svegliato e potessi capire che era solo un sogno non avrei mai dubitato della verità di quello che ho vissuto.
Penso che tutta la nostra vita allora può essere un sogno .
e finchè non ci svegliamo non lo piossiamo sapere.
Spedisco la lettera , pochi giorni dopo , il mio amore , incredibile ma vero mi manda un messaggio : ” sai è strano quello che mi hai scritto , e proprio poco prima di ricevere la tua lettera la gatta , stava per partorire e ha scombussolato e messo sotto sopra tutti i libri che tengo in fondo all’armadio , per farsi uno spazio per partorire ,
Dall’armadio ha tirato addirittura fuori il piccolo principe .
così l’ho aperto e ho pensato al nostro amore , e ho capito
e sentito che non ho mai smesso di amarti .
il messaggio della donna che amo e che , incredibilmente ho sotto gli occhi , a questo punto non so proprio più nulla se sia vero o solo un sogno , a questo punto non so più nulla , so solo questo che lei mi dice che mi ama e che se fosse solo un sogno prego di non svegliarmi mai.

 Il suo messaggio finisce con queste parole : ” sai Massi ho sognato che facevamo l’amore , era bellissimo , sembrava proprio vero “