Blake: contatto con gli spiriti

“William Blake era in contatto con gli spiriti che gli dettavano versi profondi e oscuri, disegni di un mondo di anime elette. E lui li trasmetteva ai suoi lettori, aprendo il sipario su un mondo nuovo. Lo stesso ha fatto Lord Byron, vagando di porto in porto con l’avventura nel cuore, tramutando la sua stessa vita in un lungo canto poetico, innalzando il poeta a invidiabile figura romantica.”
Tratto da “Libroterapia”di Miro Silvera, Salani Editore.
(William Blake, La sconfitta)

Cu’ mme’

Le Baccanti

“… e serti d’edera si ponevano sul capo, o di quercia o di smilace fiorito. Ci fu chi prese il tirso e ne percosse una pietra, da cui, come rugiada, stille d’acqua sgorgarono, chi invece batté col ramo il suolo, ed in quel punto una fonte di vino sprigionò il dio; chi aveva voglia di una candida pozione, con la punta delle dita incideva la terra ed ecco, aveva una gran copia di latte, e dai tisi d’edera distillavano correnti dolci di miele.”
Euripide
(William-Adolphe Bouguereau, La giovineaa di Bacco, 1884)

Lati psicopatici

Non mi stancherò mai di ripetere che tutti noi nel nostro paesaggio psichico abbiamo della lacune, dei luoghi vuoti, delle steppe, che costituiscono i nostri lati psicopatici.
Adolf GuggenbnbuhlCraig

“Riaverti”

Carissimi, vi lascio questa lirica di Giuseppe Conte, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, oltre che autore di pregevoli traduzioni, romanzi e saggi. Nato nel 1945 a Imperia , è tra i poeti più apprezzati della sua generazione per la discorsività e il messaggio vitalistico della sua poesia. È autore di saggi tra cui “La metafora barocca” del 1972 e “Terre del Mito” del 1991, e di romanzi come “Primavera incendiata” del 1980, “Equinozio d’autunno” del 1987 e “I giorni della nuvola” del 1990. Tra le sue raccolte poetiche vi segnalo “L’ultimo aprile bianco” del 1979, “L’Oceano e il Ragazzo” del 1983, “Le stagioni” del 1988, “Dialogo del poeta e del messaggero” del 1991,”Il sonno degli dei” 1999, “Nuovi canti” del 2001, ecc. Ha curato la straordinaria antologia “LA POESIA DEL MONDO. Lirica d’Occidente e d’Oriente”, pubblicata da Ugo Guanda Editore nel 2003 che ho presentato centinaia di volte a “Inconscio e Magia – Psiche”. Abbiamo avuto l’onore di ospitarlo nella rubrica radiofonica di ECORADIO “La Grande Madre”.

“Riaverti”

È così facile riaverti?
ritrovarti anche dopo l’abbandono
dopo che ti ho derisa, che ti ho detto
odiosa, e che imputavo a te la grazia
mancata di ogni carezza e di ogni bacio.
Oh, allora io volevo essere un daino
solitario nell’alba, che sa puntare
le narici al tepore di calendula
dei primi raggi. E ti scacciavo, come
se tu fossi infedele al mio desiderio
tu che di tutti i desideri sai
la fonte. Ora sei tornata.
Sei nuova e sei con me, vicina,
anima.

Sopra: Franz Marc , “Rehe im Walde”, II, 1914

Regina della Notte

Karl Friedrich Schinkel, “Apparizione della Regina della notte”.
Gouache per una scenografia (1815) de “Il flauto magico”

Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

(Kahlil Gibran)

La fortuna può assumere molte forme (Il Vecchio e il Mare)

Pandora

(Jules Joseph Lefebvre, Pandora, 1882)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Epimeteo, angosciato per la sorte di suo fratello (Prometeo) si affrettò a sposare Pandora, che per volontà di Zeus era stupida, malvagia e pigra quanto bella: la prima di una lunga serie di donne come lei. Subito essa aprì il vaso che Prometeo aveva affidato a Epimeteo raccomandandogli di tenerlo chiuso, e nel quale si trovavano tutte le Pene che possono affliggere l’umanità: la Vecchiaia, la Fatica, la Malattia, la Pazzia, il Vizio e la Passione. Subito esse volarono via a stormo e attaccarono i mortali. Ma la fallace Speranza che Prometeo aveva pure chiuso nel vaso, li ingannò con le sue bugie ed evitò così che tutti commettessero suicidio”.

Da “I miti greci” di Robert Graves, edizioni Longanesi.

“No, non rimpiango niente”

Cari amici,
vi deidico questa meravigliosa opera d’arte di quella che per me è la Saffo della canzone francese. E voi, cosa rimpiangete?

“Non, Je Ne Regrette Rien”

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Ni le bien, qu’on ma fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal!

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
C’est payé, balayé, oublié,
je me fous du passé.

Avec mes souvenirs,
j’ai allumé le feu,
mes chagrins, mes plaisirs,
je n’ai plus besoin deux!
Balayés les amours,
et tous leurs trémolos,
balayés pour toujours,
je repars à zéro.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Car ma vie, car mes joies,
aujourd’hui
ça commence avec toi.

Inno a Iside

 

 (Iside che allatta il figlio Horus)

[…] Dea dalle molte facoltà,
onore del sesso femminile.
[…] Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee,
[…] nemica dell’odio […],
[…] Tu regni nel Sublime e nell’Infinito.
Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali.
[…] Sei tu che, da sola, hai ritrovato tuo fratello (Osiri), che hai
ben governato la barca, e gli hai dato una sepoltura degna di lui.
[…] Tu vuoi che le donne (in età di procreare) si uniscano agli uomini.
[…] Sei tu la Signora della Terra […]
Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini!

(Tratto dal Papiro di Ossirinco n. 1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a. C.)

 

 

Potere curativo della poesia

“[…] I poeti sono innanzitutto dei maghi che sanno aprire porte segrete. Sperimentano, da veri scienziati della parola (e del sentimento), prima di tutto su se stessi, il potere curativo di un verso, in grado di riconciliare il lettore con la vita […] Quasi di nascosto i poeti, scienziati sublimi e con così pochi riconoscimenti, continuano ancora oggi a scambiarsi pensieri di guarigione, dialogando con uomini e donne di altri secoli, trasformando, nel loro laboratorio di alambicchi, ogni tragedia personale in un balsamo a cura delle ferite riportate. A ragione Karen Blixen, scrittrice e pittrice danese, aveva annotato che ‘le perle sono come le favole dei poeti: un malanno trasformato in bellezza’“.

Da “Libroterapia” di Miro Silvera

(Karen Blixen)

Rosa fresca aulentis[s]ima

John William Waterhouse, “The Soul of the Rose” o “My Sweet Rose”, 1908

«Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ la state,
le donne ti disiano, pulzell’ e maritate:
tràgemi d’este focora, se t’este a bolontate;
per te non ajo abento notte e dia,
penzando pur di voi, madonna mia».

[…]

(Cielo d’Alcamo, XIII sec.)

Bellezza e verità

Dei doni più preziosi della vita – bellezza e verità – vedo la prima nel cuore di chi ama e la seconda nella mano di chi lavora.

Kahlil Gibran

(Jules Joseph Lefebvre, La verità, 1870)

Preghiera a Iside

(Inviata da Anna Ferrara al nostro blog.)

O Regina del Cielo,
O Benedetta Iside,
O Madre Celeste,

Tu che in ogni tempo sei salvatrice dell’umana specie
Tu che nella Tua grande generosità porgi aiuto ai mortali
Tu la cui bocca, Madre, sa pronunciare gli incantesimi

Nutrimi,
Abbi cura di me e confortami
Aiutami a ritrovare le parti disperse della mia personalità spirituale
come hai cercato e ritrovato le parti disperse del Tuo Sposo Divino.

Sorreggimi nelle avversità
Proteggimi con il Tuo Amore Benevolo
Guidami verso la Tua Luce

Tutto il Creato Ti Venera e Ti Invoca

O Regina del Cielo
O benedetta Iside
O Madre Celeste.

Tratta da: Ada Pavan Russo, Iside – Promessa d’immortalità, Edizioni Libreria Iside, Venezia.

Michael

“Michael, o Michele, il cui nome derivante dall’espressione Mi-ka-El significa “chi è come Dio?” e “simile a Dio”, è l’arcangelo guerriero della luce e del fuoco. Principe supremo delle schiere celesti, colui che insorge contro Satana per domare le Forze del Male e precipitarle negli Abissi”.

Dal “Dizionario dell’inconscio e della magia” di Gabriele La Porta

(Bonifacio de Pitati, San Michele combatte il diavolo, 1530)

Intelligenza

(Plotino)

“L’atto d’intelligenza è nostro, poiché l’anima è intelligente e l’atto d’intelligenza è la sua vita migliore; esso ha luogo quando l’anima pensa e quando l’intelligenza suprema agisce su di noi: essa infatti è una parte di noi stessi e un essere superiore al quale tendiamo”.

Plotino

Sognatore

Preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.

Kahlil Gibran

Meditazione

Meditare significa attendere Dio.

Mahatma Gandhi

Ma, Mamá, Mami, Mamo, Madre

Al di là delle appartenenze religiose…

Sopra: Antonello da Messina, “La Madonna Annunziata”, 1476 circa.

[…]

China sulle nostre ferite e ossa rotte spirituali, lei ci esorta a smettere di crederci soli nelle prove che affrontiamo… quando invece lei è sempre con noi, e possiamo sempre correre da lei, sempre nasconderci sotto il suo manto inviolato, sempre farci guidare dalla sua saggezza tanto duramente conquistata… perché anche lei sopportò miracoli e sofferenze in vita sua, e perse tutto ciò che la sua anima aveva di più prezioso nel mondo ottenebrato dall’umana stoltezza, debolezza, fragilità di spirito…
Eppure è ancora qua, radiosa di luce, Vaso di Sapienza Eternamente Effusa, a esortarci a ricordare che per invocarla non c’è nulla di complesso da fare: basta chiamarla con quel nome-del-cuore inscritto nell’anima di ciascuno di noi prima di inviarci sulla Terra, quell’unica parola che ciascuno di noi conosceva ben prima di sapersi nutrire e reggere in piedi da solo… La Primissima Parola scritta nei cuori di tutta l’umanità in tutto il pianeta:

Ma
Mamá
Mami
Mamo
Madre

Tratto da “Forte è la Donna. Dalla Grande Madre Benedetta insegnamenti per i nostri tempi”, di Clarissa Pinkola Estés, edito da Frassinelli, 2011.

Mon Dieu! Mon Dieu! Mon Dieu!

Mon Dieu! Mon Dieu! Mon Dieu!
Laissez-le-moi
Encore un peu,
Mon amoureux!
Un jour, deux jours, huit jours…
Laissez-le-moi
Encore un peu
A moi…

Libertango e “I passeri perduti”

I passeri perduti

                                                                                          
Amo i passeri perduti
che tornano dall’aldilà
a confondersi con un cielo
che mai più potrò recuperare.

Tornano di nuovo i ricordi,
le ore giovani  che ho dato
e dal mare giunge un fantasma
fatto di cose che amai e persi.

Tutto fu un sogno, un sogno che perdemmo
come perdemmo gli uccelli ed il mare,
un sogno breve e antico come il tempo
che gli specchi  non possono riflettere.
Dopo cercai di perderti in tante altre
e quell’altra e tutte eri tu;
infine riuscii a capire quando un addio e’ un
addio,
la solitudine mi divorò e fummo due.

Tornano i passeri notturni
che volano ciechi sul mare,
la notte è uno specchio
che mi  ridà la tua solitudine

Sono solo un passero perduto
che torna dall’aldilà
a confondersi con un cielo
che mai più potro recuperare.

Mario Trejo

La Via del Cuore – Oggi in radio 89.3 (Radio Manà Manà)

Carissimi, vi ricordo che oggi, dalle 17,30 alle 18,30, condurrò, come di consueto, il programma radiofonico dal titolo: “La Via del Cuore” su Radio Manà Manà 89.3. Come sempre, sui temi trattati in studio, sono “aperte” le dirette telefoniche, chiamando al numero 0694539481-82.  SMS 334 9229505.Vi aspetto!

Gabriele

L’arte

L’arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude.

Alexandre Dumas padre

Da “Il fanciullino”

« Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro Giosué Carducci, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l’oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l’uno e l’altra […] ».

Giovanni Pascoli

La pioggia nel pineto

 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

(Scritta da Gabriele D’Annunzio ad Eleonora Duse)

Partita a scacchi con la morte – Il settimo sigillo

« CAVALIERE: Allora la vita non è che un vuoto senza fine! Nessuno può vivere sapendo di dover morire un giorno come cadendo in un nulla senza speranza.
MORTE: Molta gente non pensa né alla Morte né alla vanità delle cose. »

Carissimi, che sentimenti vi suscitano queste scene del film diretto da Ingmar Bergman?

“Giusto mezzo”

A te, che elogi il “giusto mezzo” come sistema di vita, io rispondo: “Chi di noi vorrebbe essere tiepido, né caldo né freddo; o vacillante fra la vita e la morte; o tremulo come gelatina, né fluido, né solido?”.

Kahlil Gibran

Recuerdos de la Alhambra

Dedico a tutti voi uno dei miei brani preferiti.
Mnemosyne cara, nostalgia, malinconia…

 

Questa sera vi aspetto tutti per l’ultima puntata di “Come state?”

Carissimi, questa sera dalle 21,00 alle 24,00 su Cinquestelle tv, tornerò con l’ultima puntata della prima stagione di “Come state?”.
Vi invito ad intervenire in diretta per raccontarmi le vostre storie e per dirmi… “come state”.
Come sempre, i temi che affronteremo riguarderanno il lavoro, la famiglia, l’amore, la salute, la sanità e altro ancora.

ALCUNE INDICAZIONI PER VEDERE IL PROGRAMMA E PER INTERVENIRE
Per le dirette chiamare (dalle 20.30): 800.16.85.33 (numero verde)
SKYPE: cinquestelle.tv – cinquestelle.tv2
DIGITALE TERRESTRE: canale 64 (Cinquestelle Tv)
PIATTAFORMA SKY: canale 945
STREAMING: http://www.cinquestelletv.it (cliccando su LIVE TV)
oppure:
TELE MILANO CITY (MILANO)
TELE VENETO (VENETO)
CREMA TV (LOMBARDIA)
TELEMILANOCITY (LOMBARDIA)
TELE 37 (FIRENZE)
CINQUESTELLE (LAZIO)
TELEMAX (ABRUZZO)
TELEMOLISE (MOLISE)
ITALIA 2 (CAMPANIA)
NAPOLI TV (CAMPANIA)
TELEMIA (CALABRIA)
CITYONE (CALABRIA)
TELESTAR (SICILIA)
TVT (SICILIA)

N.B. Queste emittenti si collegheranno proprio verso le 21.00
Vi ringrazio a tutti

Gabriele

La Luce Oltre La Porta – in onda su Radio Manà Manà 89.3

Carissimi, vi ricordo che dal lunedì al venerdì , dalle 8.30 alle 9.30, sono in onda, insieme a Roberto Arduini, con il programma radiofonico d’informazione dal titolo: “La Luce Oltre La Porta” su Radio Manà Manà 89.3. Come sempre, sui temi trattati in studio, sono “aperte” le dirette telefoniche, chiamando al numero 0694539481-82.  SMS 334 9229505

Vi aspetto!

Gabriele

Blade Runner

“Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come le lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”.

Secondo voi, cosa pensate volesse dire veramente il  replicante Roy Batty?

“Il nostro pensiero comprende il visibile e l’invisibile”. René Magritte

“Importante nella mia pittura è ciò che essa mostra“.
Questa semplice affermazione riassume le evidenti diversità che contraddistinguevano la sua opera da quella degli altri esponenti del surrealismo.
L’opera ha vita propria, svelarne l’invisibilità equivale a coglierne il senso. Per Magritte il mondo delle idee vive nelle visioni e il suo stile pittorico, riporta nelle immagini, la naturalità della magia, del pensiero, dell’invisibile, eludendo ogni artificio, dalla teatralità della metafora e della metamorfosi di Dalì, alla prolificazione dei fantasmi desertici di Tanguy. Come il soffio del vento solleva il pulviscolo, la pittura solleva il sapere. Quindi non più gesto pittorico inteso esclusivamente come abilità tecnica, ma trasmissione del pensiero attraverso un piano estetico. Il pittore, oltre a saper pensare deve far pensare. Ne risulta un’immagine strettamente collegata al pensiero, un’immagine che è pensiero. La sensibilità all’interno della materia, le cose fisiche divengono, quindi, il tramite dell’invisibile e di conseguenza il pensiero divine visibile grazie al pittore.
Nel pensiero visibile gli oggetti sono denudati dal nostro significato intrasoggettivo e si scopre la magia, intesa come volere, potere, entrare in tutte le forme, in tutte le identità senza dimorare in nessuna, dal termine “mogen”. L’universo si schiude sotto i nostri occhi è l’impossibile, l’inspiegabile, l’assurdo, l’ipotetica visione onirica appare con la più disarmante naturalità nel mistero del surreale. Davanti a opere come La grande famiglia, allora è logico chiedersi: sono le nuvole a farsi colomba o viceversa? Ma per un’altra grande opera La firma in bianco è lo stesso Magritte a risponderci: “Le cose visibili possono essere invisibili. Se qualcuno va a cavallo nel bosco, prima lo si vede, poi no, ma si sa che c’è, nella Firma in bianco, la cavallerizza nasconde gli alberi e gli alberi la nascondono a loro volta: Tuttavia il nostro pensiero comprende tutte e due, il visibile e l’invisibile. E io utilizzo la pittura per rendere il pensiero visibile.”
Il pensiero visibile in immagini attraverso le quali l’artista intravede il possibile, il tangibile, il non senso. Composizioni che rimandano oltre l’apparenza delle cose e racchiudono, nella loro solenne integrità surreale, le poetiche sfumature del mistero e del canto del cigno come ultimo avamposto della mente. Ma anche la magia, l’appartenenza alla non forma, evocatrice di atemporalità e di spazialità sovrapposte. Incredibili visioni, traslate da ragionamenti filosofici, che semplificano il senso e trascinano la realtà esterna dentro il pensiero visibile.
Lo spostamento del senso avanza e l’opera Golconde diviene esistenza surreale sospesa nell’infinito. In un ipotetico non luogo della mente, avanzano solidi palazzi dall’architettura belga, la realtà è più vicina di quanto si pensi ma si frantuma all’orizzonte quando, la trasmigrazione del reale tocca le vette del pensiero visibile e il mistero sfugge a ogni regola e a ogni certezza cognitiva. Fedele alla sua natura enigmatica induce a riflessioni sulla profondità interiore celata dietro le inquietudini dell’ignoto, i turbamenti del ricordo e le sensazioni del sogno. Il pensiero tesse la sua tela su una superficie dove il vero e il reale hanno lo stesso spessore delle cose della realtà.
Su questo bordline l’artista intreccia i tasselli di vari stimoli creativi scolpendo nella più fluida e nitida poetica dell’inconscio figure svuotato di anima e di spirito fermate in un tempo indefinito.
Appaiano così gli omini in soprabito e bombetta rivolti tutti verso lo spettatore. Giochi d’ombre improbabili, di uomini che avanzano come la pioggia nella sua nella perenne stabilità di movimento, tutto nella sospensione assoluta di uno spazio metafisico per una visione surreale al limite dell’astrazione.
Fonte: http://www.akkuaria.com

Vi segnalo: “Sogno d’amore” e il Quattrocento

“Noi e la terra”

Sopra: Vincent Van Gogh, “Notte stellata sul Rodano”, 1888

Gentili amici,
vi propongo questa lirica sorprendente di Lucian Blaga (1895-1961), filosofo e poeta romeno, nato a Lancram, in Transilvania, nel 1895, e morto a Cluj nel 1961. Tra le sue opere più note ricordiamo “Poemi di luce” (da cui è tratta “Noi e la terra”) e “Gradini insospettati”:

“Noi e la terra”

Quante stelle che cadono stanotte.
Tien fra le mani il dèmone della notte il pianeta,
soffia scintille come contro un’esca
furiosamente, ché divampi il fuoco.
Stanotte, che precipitano
tante stelle, il tuo corpo
di strega adolescente fra le braccia
m’arde come in un rogo.
Folle,
come lingue di fuoco alzo le braccia
per sciogliere la neve dalle tue spalle nude,
per succhiarti, famelico, e rubarti
potenza, sangue, vanto, primavera, tutto.

Lucian Blaga, in “LA POESIA DEL MONDO. Lirica d’Occidente e d’Oriente”, a cura di Giuseppe Conte, Parma, Ugo Guanda Editore, 2003.

L’odio

(Ideogramma cinese che rappresenta l’odio)

“Egli mi ha ingiuriato, egli mi ha battuto, egli mi ha vinto, egli mi ha derubato”: coloro che non accolgono tali pensieri, in costoro si placa l’odio”.

Buddha

Fascino

(Oscar Wilde ritratto da Napoleon Sarony nel 1882)

“Vi sono due tipi veramente affascinanti: coloro che sanno tutto, e coloro che ignorano tutto”.

Oscar Wilde

 

“Incontro”

Cari amici,
in questa domenica vi propongo questa lirica di Karen Blixen (1885-1962), pseudonimo di Karen Dinesen, l’autrice danese del celeberrimo “Out of Africa” (“La mia Africa”) del 1937.

Chissà a chi pensava, a quale struggimento si deve la nascita di queste parole…

“Incontro”

 Ah, quando sei lontano e nessuno
più nomina il tuo nome –
quando ovunque mi rechi sento
cupo e gelido un vuoto –

comincio a credere che tu sia solo un sogno
nato dalle brame della mia mente,
e a questo sogno ho dato vita e nome
e in ultimo il tuo aspetto –

– ma quando poi ti vedo e posso
sentire ancora le tue forti parole,
e posarti ancora il capo sulla spalla –
ascoltare ancora il suono della tua voce –

allora so che il resto è solo notte,
malvagi sogni che presto scorderò,
so che tu mi porti nella luce
e che in te dimorano la vita e il giorno.

Karen Blixen in “POESIE D’AMORE DEL NOVECENTO”, Oscar Mondadori, 2008.

Opening – Philip Glass

Natura e sogno

(William Turner, Ivy Bridge, 1813)

“Esiste o no

il sogno che smarrii

prima dell’alba?”

Jorge Luis Borges

Addio

(Cromolitografia, Amicizia, amore e verità, pubblicata da Currier & Ives, 1874)

Il mondo si addormenta… Son qui in piedi e aspetto il mio amico…

Lo aspetto per dargli l’ultimo addio. O Amico, ardo dal desiderio

Di godere accanto a te la bellezza di questa sera. Dove sei?

Mi lasci così a lungo sola! Vago avanti e indietro con il mio liuto

Sui morbidi sentieri erbosi. O bellezza! O d’amore-e-vita eterni

Inebriato mondo!

Gustav Mahler