Da “Il barone rampante”

«Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l’altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia… Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa
per venirle incontro, poteva dirle: “Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto.” e sarebbe stata di nuovo felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: “Non ci può essere amore se non si è sé stessi con tutte le proprie forze».

Italo Calvino

6 Risposte

  1. Lo scollamento tra l’Io e il dio che gli respira dentro e che gli dà un’altra direzione.

  2. E’ proprio così!!!

    “Non ci può essere amore se non si è sé stessi con tutte le proprie forze».

    mancasse anche una sola briciola. microscopica parte di sè
    allora non sarebbe valso a niente,
    se non si è con amore
    con tutti se stessi
    fino all ulitmo
    centesimo
    del nostro essere
    neanche un atomo può mancare,
    allora sarebbe una “truffa”.

    Per essere insieme bisogna
    esserci entrambi e per intero.

    Che cosa può nascere quando si
    partecipa solo in parte?

    Tutte le forze e le debolezze
    devono esserci, deve esserci tutto di noi…

    Questo rende tutto molto più difficile e arduo,
    ma è assolutamente necessario,

    quale luce può esserci
    se si omette un ombra, anche una sola piccola?

    Bisogna esserci insieme!!!

    interamente
    assieme.

  3. Guai senza ombre guai all’albero che cresca fuor di terra, amar di te gli occhi che brillano nel buio, tutto intiero, ed amarti tutto amor di superficie a nulla valse l’amor per la radice.

  4. quando due profondi pozzi
    ti portano tra sideree stelle
    senza tempo nè spazio
    ti riconosci nell’esterno che era interno
    e il tuo amore è una coppa
    e ciò che vi è in essa è attorno,
    conosci quel seme nero di coscienza buia
    e le tue labbra covano chicchi sanguinanti
    al cuore aperto come frutto di melograno
    i chicchi sparsi attorno, stelle intorno a lunare solco
    le tue ciglia attorno ai tuoi sogni disegno

  5. […]L’indomani fu per Emma una giornata tristissima. Tutto le
    sembrava avvolto da una nera atmosfera che galleggiasse confusamente sulla superficie delle cose e il dolore si ingolfava nella sua anima con fiochi ululati come fa il vento d’inverno in un castello abbandonato. Era il dolore causato dal fantasticare su qualcosa che sapeva di sicuro non sarebbe più tornato, dalla stanchezza che prende di fronte al fatto compiuto, quello stesso dolore che si può provare all’interruzione di ogni moto abituale, al brusco arresto di una vibrazione prolungata. […]

    (Da Madame Bovary, Flaubert)

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