Benvenuti ai libristi toscani

 Cari amici,
con grande piacere, vi annuncio la nascita dell’associazione LIBRISTI. Il Gruppo di Giornalisti Scrittori Toscani intende valorizzare, promuovere e sviluppare la ricca attività dei giornalisti che hanno pubblicato o solo scritto, stanno pubblicando o solo scrivendo, pubblicheranno o solo scriveranno un libro, una commedia, una poesia o un’enciclopedia!
L’unione fa la forza e l’auspicio è che faccia anche cultura e diffusione della lettura.
Tra gli intenti della costituenda Associazione Giornalisti Scrittori Toscani c’è la realizzazione di una pubblicazione periodica e di un blog, l’organizzazione di presentazioni, eventi e premi, la ricerca di una sede nel centro di Firenze e di un nome.
Ad oggi è un work in progress.

“Una stanza senza un libro e’ come un corpo senza anima”
Cicerone

Gabriele

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11 Risposte

  1. Reblogged this on A n i m a e S p i r i t o and commented:
    Molto interessante!!!!

  2. Una bellissima iniziativa, complimenti

  3. L’iniziativa è davvero eccellente e mi auguro,vivendo io a Firenze,che si realizzi al più presto.
    A proposito di ciò che ha detto Cicerone penso che i libri non possono essere messi tutti allo stesso livello.C’è libro e libro…
    Ci sono libri che sono davvero fondamentali per coltivare la nostra anima e libri che sono spazzatura.
    A tal proposito mi sento in dovere di ringraziare Gabriele che nelle sue trasmissioni ha sempre consigliato testi di autori che sono e sono stati veri Maestri per tante persone e francamente anche per me.Grazie Gabriele,sei indispensabile .
    Anna da Firenze

  4. …La costruzione di un amore, …mi piace guardarla salire… mischia il sangue col sudore… è come un castello di sabbia in riva al mare… (da Fossati)

    Bellissima iniziativa!

  5. Un bel fiorire di idee!!!

    a proposito di fiorire e idee

    una storia prima di dormire….

    Nel prato di un giardino pubblico, con il tiepido sole della primavera, in mezzo all’erba tenera, erano spuntate le foglie dentellate e robuste dei Denti di Leone. Uno di questi esibì un magnifico fiore giallo, innocente, dorato e sereno come un tramonto di maggio. Dopo un po’ di tempo il fiore divenne un “soffione”: una sfera leggera, ricamata dalle coroncine di piumette attaccate ai semini che se ne stavano stretti stretti al centro del soffione.
    E quante congetture facevano i piccoli semi. Quanti sogni cullava la brezza alla sera, quando i primi timidi grilli intonavano la loro serenata.
    “Dove andremo a germogliare?”.
    “Chissà?”.
    “Solo il vento lo sa”.
    Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento. I semi partirono attaccati al loro piccolo paracadute e volarono via, ghermiti dalla corrente d’aria.
    “Addio.., addio”, si salutavano i piccoli semi.
    Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede. C’era un pizzico di polvere depositato dal vento e dalla pioggia, così meschino in confronto alla buona terra grassa del prato.
    “Ma è tutta mia!”, si disse il semino. Senza pensarci due volte, si rannicchiò ben bene e cominciò subito a lavorare di radici.
    Davanti alla screpolatura nel cemento c’era una panchina sbilenca e scarabocchiata. Proprio su quella panchina si sedeva spesso un giovane. Era un giovane dall’aria tormentata e lo sguardo inquieto. Nubi nere gli pesavano sul cuore e le sue mani erano sempre strette a pugno.
    Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento. Rise amaramente: “Non ce la farai! Sei come me!”, e con un piede le calpestò.
    Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro.
    Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella. Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità.
    Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l’amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi. Rialzò la testa e respirò a pieni polmoni. Diede un gran pugno sullo schienale della panchina e gridò: “Ma certo! Ce la possiamo fare!”.
    Aveva voglia di piangere e di ridere. Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore.
    Le piante sentono l’amore e la bontà degli esseri umani. Per il piccolo e coraggioso Dente di Leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.

    Non chiedere al Vento perché ti ha portato dove sei. Anche se sei soffocato dal cemento, lavora di radici e vivi. Tu sei un messaggio.
    Anche queste piccole storie sono semi portati dal Vento. Dove atterreranno e che cosa faranno solo il Vento lo sa.

    ——————————————————————————

    si intitola via col vento, ma col film non a niente a che fare
    se non solo il messaggio:
    di non arrendersi mai

    trovata su una di quelle pagine
    un pò usurate
    su uno di quei libri
    un pò letti
    cha hanno ancora
    qualcosa da raccontare:

    una storia
    appunto
    anche se piccola
    pur sempre una storia

    io la storia la intitolerei

    IL FIORE CHE NON VOLEVA MORIRE

    O IL FIORE CHE A TUTTI COSTI VOLEVA NASCERE

    due facce della stessa medaglia

    fatto sta
    che egli riesce
    e vive!!!

    ce la fa!!!!

    🙂

    Raffaele questa storia
    mi ricorda vagament quei raggi di vita
    di cui parlav

  6. Per te, mio caro Gabriele, splende un giorno di Luce Radiosa. Con immenso affetto…

  7. Carissima Melusina quel divino sole interiore celatamente è già presente in ogni cuore….. bisogna solo scoprirlo risvegliarlo per manifestarlo fuori alla stessa affine luce del sole 😀

  8. Carissima Melusina la riporto per il tuo magnifico cuore e per tutti i radiosi astanti di questa preziosa casa…..

    La Piccola Anima e il Sole.

    C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che
    disse a Dio: “Io so chi sono!” “Ma è meraviglioso!” E dimmi, chi sei?”
    chiese il Creatore.

    “Sono la Luce!” Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso. “E’ proprio vero Tu sei la Luce.” La Piccola Anima si sentì tanto felice, perché aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare.

    “Oh!” mormorò, “è davvero fantastico!” Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sé una certa agitazione, perché voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri essere Chi E’ in Realtà) e, dopo aver esordito con un: “Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?”

    E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?”

    “Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!” “Ma tu sei la Luce”, ripeté Dio, sorridendo di nuovo.
    “Sì, ma voglio scoprire cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima.
    “Eh, già”, ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina,
    “avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito
    d’avventura. “Poi cambiò espressione. “Però, però…C’è un problemino…”
    “Di che si tratta?”
    “Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e,
    di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei perché
    non c’è niente che tu non sia.”

    “Ehh?” balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a
    seguirlo. “Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il Sole senza di te.
    “Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella… perchè non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati?”
    “Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione!” Lui sorrise di nuovo. “L’ho già trovata”, affermò. “Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre.”

    “E che cosa sarebbero queste tenebre?”

    “Sono ciò che tu non sei”, fu la sua risposta. “Mi faranno paura?” “Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio. “In effetti,
    non esiste nulla di cui aver paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.”

    “Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.
    Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto. “E questa è una vera benedizione”, affermò, “perché, se così non fosse, tu non riusciresti a
    distinguerle.

    “Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, né che cos’è Su se non ci fosse Giù, né Veloce senza Lento. Non sapresti che cos’è la destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero Là e Poi.

    “Perciò”, concluse, “quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle. Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!” “Intendi dire che non è sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima;

    “Ma naturalmente!” ridacchiò Dio. “E’ sicuramente un bene!

    Rammenta, però, che ‘speciale’ non significa ‘migliore’. Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato.
    Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.”

    “Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo
    di gioia. “Posso essere speciale quanto voglio?”
    “Oh, sì, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta; “In che modo ti va di esserlo?” “In che modo? Non capisco.”

    “Beh”, suggerì Dio, “‘essere la Luce ’ non ha altri significati, ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi. Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E, ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?”

    La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. “ne ho
    trovati un sacco!” esclamò infine. “Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!”

    “Sì!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco
    che cosa significa essere la Luce.”

    “So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola
    Anima sprizzando felicità da tutti i pori. “E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata ‘essere disposti al perdono. non è forse speciale essere indulgenti?”

    “Oh, certo”, assicurò Dio. “E’ molto speciale.” “Va bene, è proprio quello che voglio essere. voglio saper perdonare. Voglio Fare Esperienza in questo modo.”

    “C’è una cosa che dovresti sapere.”

    La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava
    ci fosse sempre qualche complicazione. “Che c’è ancora?” ribatté con un sospiro.

    “Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio.

    “Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito. “Nessuno”, ripeté il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non
    esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.” Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoi simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perché si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare.

    Osservando le innumerevoli altre anime radunate lì intorno, non poté fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.

    “Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio.
    “Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo essere speciale in quel senso.”

    La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa si prova ad essere
    tristi.

    Ma un’Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse: “Non te la prendere, io ti aiuterò.”
    “Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?”
    “Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!” “Tu puoi…”
    “Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza.”

    “Ma perché? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima.
    “Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino ad offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te – che sei
    in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla
    velocità del pensiero – a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante
    da compiere questo atto malvagio?”

    “E’ semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perché ti Amo.”

    Sentendo questa risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
    “Non essere tanto meravigliata, Piccola Anima. Tu hai fatto lo stesso
    per me. Davvero non ricordi?
    “Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu ed io. Nel corso di tutte
    le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo
    giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne
    rammenti.

    “Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giù, la Sinistra e la Destra. Il Qui e il Là, l’ Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male: siamo ambedue state la vittima e l’oppressore. “Ci siamo incontrati spesso, tu ed io, in passato; e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.

    “E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica, “io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il ‘cattivo’. Commetterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di Colui Che Perdona.”

    “Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?”

    “Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio, “ci faremo venire qualche bella idea.” Poi soggiunse a voce bassa: “Sai, tu hai ragione
    riguardo ad una cosa”. “E quale sarebbe?”

    “Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura
    il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi toccherà fingere di
    essere ciò che non sono. E, quindi, ti chiedo in cambio un favore.” “Oh, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava. “Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!” Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese: “Che cosa posso
    fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!”

    “E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio. “Ognuno di voi lo è!
    E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli.”
    A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: “Che cosa posso fare per te?”
    “Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante…” “Sì? Sì…” “Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica gravemente. “Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!”
    “Bene”, commentò l’Anima Amica, “perché, vedi, dopo che avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per
    come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo.

    “Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremmo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.”

    “No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima. “Io ti ricorderò! E
    ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l’opportunità di provare Chi
    Sono.”

    “Quindi l’accordo fu fatto. E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare.

    Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che con il suo amore l’aveva resa possibile.

    E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza – specialmente tristezza ricordava quello che aveva detto Dio. “Rammentatelo sempre”, aveva
    affermato con un sorriso, “Io vi ho mandato solo angeli.”

  9. Caro Luigi, lirica intensa e ben interpretata. Grazie. Baci e abbracci.

  10. Salve, sono un giovane scrittore esordiente di Firenze. Volevo avere novità su questo progetto di scrittori riuniti.
    Grazie

  11. Caro Tommaso, si tratta di un vecchio post. Non abbiamo più avuto notizie al riguardo. La redazione

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