Libri e promesse: Salone Internazionale del Libro di Torino

Amici carissimi,
siamo noi a scegliere i libri e sono i libri a scegliere noi?
Sono appena partito con Egidio Senatore alla volta della mia amata Torino per lasciarci sorprendere dalle meraviglie del XXVIII Salone del Libro 2015.
Saremo felicemente ospiti dello stand della Gran Loggia d’Italia (Lingotto Fiere, Via Nizza 280 – Padiglione 2 – stand K25 – J 26).
Alle 16:00 terremo il dialogo-conferenza “AMOR OMNIA VINCIT”.
Libero accesso per tutti, soprattutto per i divoratori di testi, quotidiani, periodici ed altre gioiosità a totale profusione. Il nostro motto è sempre lo stesso,”abbracciamoci”!.

(Ridere e sorridere aiuta a vivere, sempre meglio approfondire le tematiche dell’entusiasmo piuttosto del muro invalicabile degli ammusoniti)

Intervista: Massimo Lanzaro risponde ad alcune domande sul libro “DSM Cinema! – I film che spiegano la psiche“.

Massimo Lanzaro è nato a Napoli classe ’71. Medico, psichiatra e psicoterapeuta, è stato Primario al Royal Free Hospital di Londra e Direttore Sanitario in Italia e in Inghilterra. Con il suo libro “Dsm-Cinema! I film che spiegano la psiche” si è classificato al terzo posto nel concorso di Creatività letteraria 2014.

Di Massimo Lanzaro Opera Uno propone un’intervista e la presentazione del libro “Dsm-Cinema! I film che spiegano la psiche“.

Presentazione del libro “Il mito della sociologia”

Carissimi,
vi segnalo la presentazione del libro “Il mito della sociologia – intervista a Franco Ferrarotti” (ed. Solfanelli) di Mario Sammarone che si svolgerà domani 23 ottobre presso la casa delle Letterature, ore 17:00, a Roma.
Vi parteciperanno  il prof. Franco Ferrarotti, Massimo Di Forti – giornalista de il Messaggero, il dott. Danilo Campanella, l’editore Marco Solfanelli e l’autore Mario Sammarone.
mito sociologia

Libro consigliato: “La bugia dell’alchimista”, il segreto della Porta Magica del Marchese Palombara

Naturalmente, un manoscritto.
Non si può fare a meno, leggendo La bugia dell’alchimista (La lepre edizioni, 2014), di riandare ad illustri precedenti, in primis, per citare i più famosi, I Promessi Sposi e Il Nome della Rosa. È la solita prassi: grazie ad un escamotage letterario ampiamente frequentato, ancora una volta un rinvenimento di antiche carte serve a creare storie, raccontate volgendosi a pari grado a fatti realmente accaduti e all’invenzione letteraria.
Nel caso di questo romanzo, viene fortunosamente rinvenuto un diario, scritto da una donna sconosciuta alla storia, tale Lisbetta Vincioli, nello stesso giorno della morte di Massimiliano Palombara, il 16 luglio 1685. Molto del conseguente intreccio è imperniato sulla puntigliosa caccia della protagonista Cristina alla ricerca dell’identità di Lisbetta.
Per gli amanti di vicende storiche, Massimiliano Palombara è stato un tipico uomo del Seicento, un nobile inquieto come il suo tempo, desideroso di mantenere la sua posizione ma soprattutto teso alla ricerca di quella sapienza occulta, ossessione di ogni uomo di cultura del tempo. Il Palombara ha pubblicato due opere, entrambi con lo stesso titolo, La Bugia, trattatelli di argomento alchemico.
E qui inizia il gioco di allusioni e depistaggi: di quale “bugia” si tratta? Di quella che si intende con una menzogna, oppure dell’oggetto che serve come porta candela, talvolta usato dagli alchimisti ed effettivamente raffigurato sulla copertina dell’opera di Palombara? Siamo nel dominio dell’Alchimia, dell’Opera al Nero, e quindi in un mondo di chiaroscuri dove nulla di ciò che sembra, o viene detto, è vero. Ma neppure falso.
La protagonista del romanzo, Cristina, è una studiosa di codici secenteschi. Un bel giorno trova nell’archivio di Palazzo Massimo, a Roma, il manoscritto firmato da Lisbetta Vincioli, a lei sconosciuta. Leggendo il diario e dipanando gli avvenimenti, avvenuti più di trecento anni prima, vive ella stessa una storia al presente, scoprendo analogie e specchiandosi nel passato.
Ma “cosa è specchio di cosa?” La risposta sarà data ancora dalla conoscenza alchemica: la corrispondenza di ogni componente dell’universo è la chiave dell’intreccio. L’affinità della luce e dell’ombra, dell’alto e del basso, come dice anche il Padre nostro: “Sicut in coelo et in terra”. Ma lo sforzo di Cristina di pervenire alla soluzione dell’enigma del manoscritto si rivelerà innanzitutto un lavoro su di sé.
A tutto questo Massimiliano Palombara ha dedicato la vita, trascorsa nello studio e nella dedizione all’Arte più oscura ma anche più luminosa. Egli era un uomo impegnato politicamente e anche militarmente, per realizzare i suoi sogni, nel crogiolo di un tempo in cui la durezza ha temprato il suo animo – tanto per rimanere nella terminologia alchemica.
Possedeva una villa all’Esquilino, dove fece costruire la cosiddetta Porta Magica – un monumento sito a Piazza Vittorio conosciuto da quasi tutti gli odierni romani –, essa stessa “una bugia” che porta la luce. Sembrano rimandi inspiegabili e senza connessione, ma il geroglifico della Porta Magica è il simbolo di una “bugia” che illumina l’accesso alla porta della conoscenza, per invitarci a portare i nostri passi su una via impervia che, sola, può darci la consapevolezza più alta.
L’archetipo della porta si trova in molte tradizioni ermetiche, basti pensare alle due porte delle anime di Porfirio e dei neoplatonici, che gli uomini oltrepassavano al termine della loro vita, per accedere purificati ai mondi superiori della luna e del sole.
Poi c’è il discorso del matrimonio interiore, ovvero della riunione dei due principi maschile e femminile, espresso a molti livelli del romanzo in maniera simbolica. “Le nozze chimiche” – nome di un manifesto rosacrociano scritto nel Seicento e trasmessosi nei secoli a venire – e la corrispondenza degli animi sono la quintessenza dell’Opera, che con fede e fiducia vuole creare un uomo migliore.
Lisbetta Vincioli è colei che sembra incarnare questo principio. Nel diario ritrovato da Cristina, è scritto che ella si recò dal Palombara come portatrice di una misteriosa custodia, contenente libri magici. Ma molto di più si rivelerà lei stessa compagna e dono per lui, legandosi al nobiluomo romano per il resto della sua vita e trovando così, insieme, il premio dell’opera.
Lisbetta però è anche Lesbio Lintuatici, un tecnico teatrale che ha operato nella compagnia dei Confidenti. Infatti, sotto queste mentite sembianze maschili, si è celata per vivere un’esistenza più libera e per poter accedere allo studio, opportunità precluse a una donna del Seicento. Lisbetta ha quindi riunito nella sua persona le opposizioni uomo-donna, realizzando l’androgino. Ennesimo rimando, ennesimo specchio, che tuttavia la protagonista Cristina decifrerà, scoprendo che ogni uomo deve essere materia, vaso e fuoco per raggiungere la meta vagheggiata.
È sufficiente questo intreccio? No di certo! Nella trama secentesca, contro-storia di quella che vive Cristina nel presente, si introduce un nuovo grande personaggio, la regina Cristina di Svezia, alter ego della protagonista anche nel nome. La regina di Svezia fu un’adepta delle arti occulte al pari di Caterina de’ Medici, regina di Francia, ma siamo nel Seicento, secolo della magia, secolo rosacroce.
La bugia dell’alchimista è scritto con notevoli conoscenze storiche e ricco di citazioni della tradizione alchemica, originalmente interpretati. Una curiosità del romanzo è che sia firmato in maniera spiazzante da Jason D’Argot, un personaggio che, come l’ebreo errante, rivive in tutte le epoche storiche, dal 440 d.C. quando nacque a Smirne fino ai nostri giorni, passando per Medioevo e Rinascimento, tra esperienze rosacruciane e massoniche ed attività letteraria e politica.
Ma il nome dell’autore non è scelto a caso, come nulla lo è in questo romanzo (e nelle arti occulte): Giasone è colui che conquista il vello d’oro, altro modo segreto di definire il premio alchemico, premio sicuramente ottenuto dal Palombara, come si vedrà nel sorprendente finale. Egli, come già D’Argot, può aggirarsi in carne e ossa tra noi dopo secoli di esistenza per indicarci la via che ha già trovato, vivendo così sotto i cieli di tutte le epoche.
Un libro molto interessante che, tuttavia, anche per i più scettici verso certi argomenti, si potrà leggere come appartenente alla migliore tradizione del romanzo storico, come ci spiega anche la curatrice Fiammetta Iovine in una delle presentazioni romane della Bugia. Un libro ben documentato e scritto con una lingua che si fa antica, quasi aulica, nella parte che racconta la storia di Lisbetta; ma sempre con uno stile introspettivo e coinvolgente che ci farà riflettere e che ci suggerirà, forse, cosa sia la vera trasformazione interiore: esercizio della coscienza e riflessione, pratica costante e viaggio periglioso, ma illuminante, dentro di noi.
Naturalmente, un manoscritto.

Mario Sammarone

Venerdì scoprite come me “Cross Roads”

Cross Roads

Il nuovo bestseller di Paul Young
Pubblicato da Verdechiaro Edizioni
Presentato da Gabriele La Porta

Venerdì 13 Gugno 2014 Ore 19.00

CENTRO OLISTICO HARMONIA MUNDI

Via Dei SS. Quattro, 26/a – 00184 ROMA
Tel: 0670478834 – 3493400396 – www.harmonia-mundi.it

Carissimi amici,
venerdì presenterò a Roma, presso il Centro Olistico Harmonia Mundi, di cui vi lascio tutti i riferimenti, “Cross Roads“, il nuovo libro di Paul Young. Vi aspetto numerosi per poter far “respirare” l’elemento numinoso che c’è in noi.

Dopo 7 anni, finalmente anche in Italia il secondo romanzo di W. Paul Young, autore del bestseller “Il Rifugio”. Un libro che parla di scelte, di partecipazione, di relazioni, parla delle conseguenze delle nostre azioni. “Cross Roads” è il luogo dove tutto crolla, tutto viene sfidato, perché possa emergere la possibilità di un cambiamento genuino. Fa ridere e piangere, sorprende e meraviglia: è una testimonianza della ricerca della bellezza e dell’autenticità, e del bisogno che abbiamo di questi valori. Tutti noi siamo chiamati a compiere delle scelte, ad attraversare delle strade, a guardarci negli occhi, ad amarci l’un l’altro. È la storia di un uomo prigioniero della sua stessa creazione.
Anthony Spencer è un uomo egoista, orgoglioso del suo successo come self-made man, seppur raggiunto a costo di scelte dolorose. Un’emorragia cerebrale lo lascia in coma in ospedale. Si “risveglia” in un mondo surreale, che rispecchia la sua vita sulla terra, nel bene e nel male. È qui che, forse per la prima volta nella sua vita, ha incontri genuini con altre persone, che gli danno una speranza di redenzione. Avrà il coraggio di fare la difficile scelta che gli permetterà di risolvere l’ingiustizia commessa prima di cadere in coma?

W. Paul Young (1955) è autore del romanzo “Il Rifugio”, bestseller in tutto il mondo con 18 milioni di copie vendute, nato dal desiderio di esplorare il rapporto dell’uomo con Dio in situazioni di trauma e disperazione. Nato in Canada, è cresciuto tra le tribù indigene con i genitori missionari nella Nuova Guinea Occidentale. Dopo aver sofferto gravi perdite nell’infanzia e nella giovinezza, ha cresciuto 6 figli e vive con la famiglia negli Stati Uniti.

Ingresso Libero. Iscrizione sul sito.

Benvenuti ai libristi toscani

 Cari amici,
con grande piacere, vi annuncio la nascita dell’associazione LIBRISTI. Il Gruppo di Giornalisti Scrittori Toscani intende valorizzare, promuovere e sviluppare la ricca attività dei giornalisti che hanno pubblicato o solo scritto, stanno pubblicando o solo scrivendo, pubblicheranno o solo scriveranno un libro, una commedia, una poesia o un’enciclopedia!
L’unione fa la forza e l’auspicio è che faccia anche cultura e diffusione della lettura.
Tra gli intenti della costituenda Associazione Giornalisti Scrittori Toscani c’è la realizzazione di una pubblicazione periodica e di un blog, l’organizzazione di presentazioni, eventi e premi, la ricerca di una sede nel centro di Firenze e di un nome.
Ad oggi è un work in progress.

“Una stanza senza un libro e’ come un corpo senza anima”
Cicerone

Gabriele

…a proposito di libri

Alcuni libri devono essere assaggiati,
altri inghiottiti,
e pochi masticati e digeriti.

Francesco Bacone, “Saggi”

“Il bibliotecario” di Giuseppe Arcimboldi

Cuori spezzati

Carissimi,
mi permetto di consigliare a tutti voi un libro appena uscito. L’autrice è Ginette Paris, una psicoterapeuta di cui abbiamo parlato molto. Il testo è “Cuori spezzati (Guarire dalla perdita di un amore)”, edito dalla Moretti & Vitali.

Gabriele

Presentazione “Tu chiamale se vuoi coincidenze”

Carissimi,
domani 8 dicembre, a Roma, dalle 15 alle 16, presenterò il mio nuovo libro “Tu chiamale se vuoi coincidenze”, edito da La lepre,  nell’ambito della manifestazione “Più libri più liberi”, presso il Palazzo dei Congressi all’Eur. Vi aspetto!

Gabriele

“Tu chiamale se vuoi coincidenze”: in libreria da oggi

Amici carissimi, vi informo che da oggi è in libreria il mio ultimo lavoro: “Tu chiamale se vuoi coincidenze”, edito da La Lepre edizioni. Un bacione a tutti e fatemi sapere cosa ne pensate.

Gabriele

Risvegli

 «Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un …libro (L’amante di Lady Chatterley, per esempio), o fa un viaggio, o parla con Richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo (quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte): assenza di piacere. Questo è tutto. Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo (o muoiono in questo modo), senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte».

Anaïs Nin

“La Grande Madre” su ECORADIO

Carissime amiche e carissimi amici,

oggi andrà in onda la mia rubrica letteraria La Grande Madre su ECORADIO, ogni sabato alle ore 15:30 e in replica la domenica sempre alle ore 15:30. Un momento della giornata, questo vuole essere il programma, in cui fermasi a riflettere, insieme, attraverso i libri che più ci “aprono” alla nostra interiorità, e quindi al pensiero ecologico vissuto in profondità, ri-avvicinandoci all’intimità della natura, alla Grande Madre. Presenteremo saggi, romanzi, raccolte poetiche, testi di filosofia, ecc., con l’intervento anche di autori ed editori. Le frequenze sono per Roma 88.3 FM e per Napoli 92.1 FM. È possibile, inoltre, seguire la trasmissione su internet sul sito www.ecoradio.it cliccando, in alto, su “ascolta”. Vi aspetto. Un abbraccio!

“Tu chiamale se vuoi coincidenze”

Amicissimi!!!!

Il primo ottobre esce il mio ultimo libro “Tu chiamale se vuoi COINCIDENZE” per “La Lepre Edizioni”.

Sono decine di storie inspiegabili dal punto di vista razionale. Premonizioni, intuizioni folgoranti, interruzione dello spazio-tempo, sono i punti nodali di ciascuna di queste “coincidenze”.

Questo nome, appunto coincidenze, è stato creato da Jung e sta a significare la connessione tra due dimensioni: quella nostra, ordinaria, e quella di un “altro” universo, quello in cui il tempo sembra non scorrere e delle cause che si mischiano con gli effetti. Insomma, le coincidenze non vanno esaminate con la logica razionale, ma con un pensiero “altro”, aperto ad ogni fenomeno e ad ogni ipotesi. Senza steccati e pregiudizi. Con la mente rivolta al meraviglioso e al sublime.

Le storie proposte sono illustrate dai disegni di Donatella Scatena

Gabriele

Il libro come nutrimento necessario

“Se sinora i libri hanno aiutato l’umanità intera a crescere –  e tutto sommato anche a migliorarsi – il merito è di chi vi ha creduto, di chi ha scritto quei milioni di volumi mettendovi dentro cuore e messaggi. I libri sono come bottiglie di un grande naufragio. Prima o poi, galleggiando sul mare degli anni, approdano a una qualche riva, e qualcuno vi può leggere dentro le parole scritte, che si tratti di una storia, di un grido d’aiuto, o di un incitamento a vivere lontano”.

Miro Silvera

“La Grande Madre” 12-13 marzo 2011

Carissimi amici,

condivido con voi la trasmissione “La Grande Madre”, andata in onda sabato 12 e domenica 13 alle ore 15:30 circa su EcoRadio.  La puntata è divisa in due  video perchè youtube non permette la pubblicazione di video con durata superiore a 15 minuti. La qualità non è ottima, ma prossimamente cercheremo di migliorare. Spero di aver fatto cosa a voi gradita. Buona giornata e a presto!

Un libro è come riscritto

Un libro, dunque, è come riscritto in ogni epoca in cui lo si legge e ogni volta che lo si legge. E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l’altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi.

Leonardo Sciascia

Il libro essenziale

Il libro essenziale, il solo libro vero, un grande scrittore non deve, nel senso corrente, inventarlo, poiché esiste già in ciascuno di noi, ma tradurlo.

Marcel Proust

Anima Animae 22

Gentili amiche e amici,

accoci ancora con Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Vi ringraziamo sentitamente per l’attenzione che ci mostrate con la quantità e la qualità delle opere che ci state spedendo alla redazione di Cinquestelle TV. In questa puntata presenteremo le raccolte di poesie “Nell’ora che soffia” di  Luigi Roscigno e “Una profonda commozione di  Sebastian Montero, il libro doppio “L’onorevole e altri racconti”“Ora che si fa sera” e “Dal divano a Fronesi” di Salvo Geraci. Spediteci, è importante, insieme alle vostre opere una liberatoria che ci autorizzi a presentarle a titolo gratuito.

Leggeremo, per concludere, qualche passo de “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Buona giornata!

CONTATTI

Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

Anima Animae 21

Amiche e amici cari,

torniamo con una nuova puntata di Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Continuiamo a parlare  di voi e a leggervi grazie a tutte le opere che ci avete spedito. In questo appuntamento presenteremo la raccolta di poesie “Il cielo dentro” di  Nunzio Granato, il romanzo “Un amore al tempo della primavera di Praga di  Raffaele Bianca, leggeremo poi la poesia “Al dio dei ritorni” di Maria Allo, il libro doppio “L’onorevole e altri racconti”“Ora che si fa sera” di Salvo Geraci,  e un e-book, l’utilissimo manuale di filosofia di Angelo Conforti “Percorsi della Filosofia”, vol. 2.

Entreremo poi nelle pagine di Ginette Paris e del suo “La rinascita di Afrodite”, ed. Moretti & Vitali. Buona giornata!

CONTATTI

Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

Anima Animae 3

Gentili viaggiatori,

condivido oggi la terza puntata di “Anima Animae”, la mia nuova trasmissione dedicata ai libri e all’Interiorità in onda tutti i giorni, tranne il martedì, su Cinquestelle tv. In questa puntata passeggeremo in quel “cortile” di meditazioni e memorie, dal denso spessore psichico, costruito da Thomas Moore in “Nel chiostro del mondo. Pensieri per la vita quotidiana”, ed. Moretti & Vitali. Ripercorrendo la sua giovanile esperienza monastica, lo psicoanalista junghiano offre singoli momenti della vita di un monaco filtrando profonde e immediate riflessioni che aiutano a  ri-trovare «il sacro là dove avevamo immaginato soltanto secolarità». A presto!

Anima Animae 2

Carissimi,

vi auguro buon SOL INVICTUS (e quindi BUON NATALE).

Ecco la seconda puntata di “Anima Animae”, la mia trasmissione dedicata ai libri e all’Interiorità in onda tutti i giorni, tranne il martedì, su Cinquestelle tv. Nel corso della trasmissione entreremo in Psiche guidati da “Per un ritratto dello scrittore da mago” di Paolo Lagazzi, ed. Moretti & Vitali.

Grazie di tutto l’affetto che mi donate ogni giorno. Un abbraccio!

Enrico Cheli – libro “Percorsi di consapevolezza”

Voglio un carico di vino di rubino

Voglio un carico di vino di rubino, e un libro di versi.
Mi occorre appena lo stretto necessario,
e un pezzo di pane.
Poi io e te seduti in un luogo deserto …
Questa è una vita superiore al potere d’ogni sultano.
Non t’affliggere così vanamente,
vivi contento,
e nell’ingiusta via della tua sorte,
vivi con giustizia.
Giacché in conclusione
questo mondo è il nulla,
pensa di essere il nulla,
e libero vivi.
Per quanto d’ogni lato io volga lo sguardo,
scorre nel giardino un rivo di paradiso.
La piana è divenuta un paradiso,
non parlare d’inferno!
Siedi qui in paradiso,
assieme a un volto di paradiso.

Omar Khayyam

Pensieri sufi

Vi è un solo Dio, l’Eterno, l’Essere Unico non esiste altri che Lui.
Il Dio dei Sufi è il Dio di tutti i credi, il Dio di tutti. I nomi non hanno alcuna importanza per i sufi. Allah, Dio, Khuda o Bhagwan, tutti questi nomi e altri ancora sono i nomi del suo Dio e tuttavia per lui Dio è al di sopra dei limiti di un nome. Egli vede il suo Dio nel sole, nel fuoco, negli idoli adorati da alcune
sette e Lo riconosce in tutte le forme dell’universo pur consapevole che è al di sopra di tutte le forme; Dio è in tutto e tutto è in Dio, essendo Lui il Visibile e l’Invisibile, l’Essere Unico…
In Dio il sufi vede la perfezione di tutto ciò che è alla portata della percezione umana e tuttavia Lo riconosce come essere al di sopra della percezione umana. Lo considera come l’amante considera la sua amata e accetta tutte le cose della vita come provenienti da Lui, con perfetta rassegnazione. Il nome sacro di Dio è
per lui come la medicina per il malato. Il pensiero divino è la bussola con la quale egli dirige il suo scafo verso le rive dell’Immortalità. L’ideale di Dio è per il sufi come un ascensore con il quale egli si innalza fino al Fine Eterno, il raggiungimento del quale è il solo scopo di vita.
Vi è un solo Maestro, lo Spirito-Guida di tutte le anime, che costantemente
conduce i suoi seguaci verso la Luce.

Il sufi comprende che benché Dio sia la sorgente di ogni sapere, di ogni ispirazione e di ogni guida morale, è un essere umano che Dio sceglie per comunicare la Sua saggezza al mondo. Egli la comunica per mezzo di colui che è umano agli occhi del mondo, ma Dio nella sua coscienza. È l’anima matura che attira
le benedizioni del Cielo e Dio parla attraverso di essa. Benché Dio parli continuamente per mezzo di tutte le cose, tuttavia è necessario, per colpire coloro fra noi che fanno orecchie da mercante, che Egli parli per mezzo di un uomo. Lo si è visto in tutte le epoche della storia dell’umanità, Shiva, Buddha, Rama, Krishna
da un lato, Abramo, Mosè, Cristo e Maometto dall’altro – poi altri ancora, noti o ignoti al mondo, sono stati gli esempi di un Maestro che vive la vita di Dio sotto forma umana. In altre parole:
le loro forme umane erano come i mantelli, i differenti abiti portati dalla stessa persona che solo per questo sembrava differente ma che tuttavia era pur sempre la stessa persona….
Vi è un solo Libro, il sacro manoscritto della natura, la sola Scrittura che possa veramente illuminare il lettore.
Il sufi, quando gli occhi della sua anima si sono aperti e la sua vista si è schiarita, legge nel sacro manoscritto della natura la Legge Divina che i Maestri dell’Umanità hanno sempre attinto dalla stessa fonte e insegnato ai loro discepoli. Benché il linguaggio non sia sufficiente per esprimere la Verità interiore, tuttavia quel poco che può essere detto con le parole è stato scritto a mano e trasmesso di tanto in tanto alla posterità sotto la forma di Sacre Scritture. Gli uomini hanno combattuto e si sono disputati sull’autenticità di questi libri, non volendo accettare che un altro libro fosse simile al loro. Attaccandosi così alla lettera e perdendo
di vista lo spirito, essi hanno creato le differenti sette. In tutti i temi il sufi ha rispettato tutti questi Libri ed ha ritrovato nel Vedanta, nello Zend Avesta, nella Kabbala, nella Bibbia, nel Corano e negli altri testi sacri, la stessa Verità che egli legge nell’incorrutibile manoscritto sacro della natura. Agli occhi del veggente, ogni foglia d’albero è una pagina del Libro Santo che contiene la Rivelazione divina e in ogni momento della sua vita egli è continuamente ispirato leggendo e comprendendo il Testo Sacro della Natura.

Hazrat Inayat Khan

Hazrat Inayat Khan (1882-1927) fu un musicista di grande valore che rinunciò a una brillante carriera in campo musicale per dedicarsi completamente alla diffusione del Messaggio Sufi in Occidente. La traduzione del testo è tratta dal Bollettino del Centro Sufi Italiano del 1981.

Hazrat Inayat Khan

1. Vi è un solo Dio, l’Eterno, l’Essere Unico, non esiste altri che Lui.
2. Vi è un solo Maestro, lo Spirito Guida di tutte le anime, che costantemente guida verso la Luce i suoi fedeli.
3. Vi è un solo Libro, il sacro manoscritto della Natura, l’unica Scrittura che possa illuminare chi legge.
4. Vi è una sola Religione, il diretto avanzamento verso l’Ideale, che costituisce il vero scopo della vita di ogni anima.
5. Vi è una sola legge, la legge della reciprocità, alla quale obbedisce l’anima scevra di egoismo con vigile senso di giustizia.
6. Vi è una sola Fratellanza, la Fratellanza umana, che unisce tutti i figli della terra, senza distinzione, nella Paternità di Dio.
7. Vi è una sola Morale, l’Amore che, nato dall’abnegazione, sboccia in opere di bene.
8. Vi è una solo Oggetto di lode, la Bellezza, che attraverso le forme, eleva il cuore di chi l’adora dal Visibile all’Invisibile.
9. Vi è una sola Verità, l’effettiva conoscenza del nostro essere, interiore ed esteriore, che è l’essenza di tutta la Saggezza.
10. Vi è una sola Via, l’annientamento del falso ego nell’io vero, per cui l’essere mortale si eleva all’immortalità, in cui risiede ogni Perfezione.

Hazrat Inayat Khan

La scelta

Cari amici, cosa vi spinge nella scelta di un libro? Vi “guida” l’immagine della copertina? L’incipit? L’argomento? L’autore o il titolo? Quali sono le letture che vi hanno “folgorato”? Nei romanzi, ad esempio, quanto trovate determimante l’incipit? Io, spesso, è dopo la sua lettura che decido se proseguire o abbandonarlo.

Alcuni esempi…

IL PROCESSO
Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato.

IL CASTELLO
Era tarda sera quando K. arrivò. Il paese era affondato nella neve. La collina non si vedeva, nebbia e tenebre la nascondevano, e non il più fioco raggio di luce indicava il grande Castello. K. si fermò a lungo sul ponte di legno che conduceva dalla strada maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente.

CENT’ANNI DI SOLITUDINE

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio

IL DESERTO DEI TARTARI

Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
Si fece svegliare ch’era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa da tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c’era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.
Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita.

TROVARE L’AUTORE

Maria Sara mi chiede “qualcosa” che non so. Aiuto!

Gentile Prof. La Porta seguo, quando mi è possibile, la sua bella trasmissione e, a volte, prendo appunti su qualche frase o su qualche poesia o su un libro.
Ebbene tra i miei appunti ho trovato questa frase:
“Se crescesse un fiore ogni volta che mi fai sorridere camminerei per sempre su un prato fiorito”.
Vorrei conoscerne l’autore. Potrebbe aiutarmi? Grazie
Maria Sara Raimondo

Cara Maria Sara, ti confesso che non lo so. Chi di voi può essere d’Aiuto? Grazie a tutti. A presto!

In Anima per migliorare

E’ ricominiata la stagione.

Sul piano di Anima sembra promettere cose belle e buone. Ho trascorso l’estate a presentare il mio libro e a fare conferenze e ho visto persone sempre più numerose che cercano la via d’accesso alla profondità psichica.

Amici miei carissimi, penso che il viaggio in Anima sia l’unico antitodo ad un mondo di speculatori senza remore.

Sono le creature come noi che devono fare la Resistenza. Naturalmente, è un’azione assolutamente non-violenta, ma vi ricordo che simbolicamente la “Vergine ha partorito, la Luce si diffonde”.

Giovanni Gocci, “Incontro con la fiaba”

Copertina GocciCon questo particolare e significativo testo, il Professor Giovanni Gocci, Psicoterapeuta, Psicologo analitico, Direttore della Scuola di Psicoterapia psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana “H. Bernheim” di San Martino Buon Albergo (Verona), saggista e poeta, trova nella fiaba uno strumento capace di aiutare l’uomo contemporaneo, intriso di materialismo, scientismo, ipertrofia della razionalità, a riappropriarsi della dimensione interiore.
Il volume è un’originale raccolta di fiabe che, invece di essere tratte dal serbatoio della tradizione popolare, sono state immaginate, scritte e drammatizzate direttamente da persone durante le terapie di gruppo; la vera protagonista è, così, quella che Gocci definisce “la fiaba personale”. Raccontandosi e raccontando la fiaba personale si riattiva la capacità creativa dell’inconscio, permettendo l’affioramento di quelle immagini archetipiche, prima oscurate dalla razionalità e dal nostro Ego imperante, che consentono la comprensione della Psiche.
Come infatti sostiene l’autore: «Nella fiaba, come nel sogno, l’anima testimonia se stessa e gli archetipi si rivelano nella loro naturale combinazione, sotto la forma di Re, Regina, Vecchio, Saggio, Strega, Animale etc…». Per Gocci la fiaba “cura”, è uno strumento terapeutico in quanto permette di far ri-emergere le immagini dell’anima perduta. In questo senso, ogni fiaba testimonia una tappa di quello che Jung ha definito processo di individuazione: attraverso i racconti che curano ci si immerge in se stessi, si tende al Sé, alla totalità psichica. Si cura l’anima ed anche il mondo da essa abitato.

Seguendo il percorso tracciato dall’autore, che ha inoltre corredato il testo di schede per l’uso didattico e di un ricco materiale di approfondimento, si impara a interloquire con gli inferiores, i daimones, con la componente umbratile e quella numinosa.
«Raccontarsi la fiaba è fare attività educativa ed i suoi assiomi e risultati hanno importanza proprio per la guarigione dei mali della nostra epoca: si ridà dignità all’anima, si fa catarsi, si incontrano le parti oscure di noi, si costruisce il progetto futuro, si racconta la propria storia infinita.»

Giovanni Gocci, Incontro con la fiaba. Gli insegnamenti dei racconti che curano, Edizioni del Poggio, 2007.

 

Dello stesso autore: Comunicazione e cambiamento

DERIVE – Inconscio e Magia ad Anzio

laportadizionarioCarissimi amici, questa sera sarò ad Anzio (RM) per presentare il mio ultimo libro, il Dizionario dell’Inconscio e della Magia, edito dalla Sperling & Kupfer.
L’incontro avverrà nella Villa Imperiale, via Fanciulla d’Anzio, alle ore 21:30 in occasione della chiusura di DERIVE – ANZIO CULTURA, una manifestazione che nasce per promuovere e incentivare la cultura e l’arte in tutte le espressioni e le forme: una sorta di grande contenitore da riempire con letteratura, musica e arti visive.

 

Auguro a tutti una buona giornata. A presto!

Inconscio e Magia in Toscana

Carissimi amici, nel fine settimana sarò in Toscana, dove venerdì 10 luglio presenterò, nella splendida Monte San Savino (AR), il mio ultimo libro, il Dizionario dell’Inconscio e della Magia, edito dalla Sperling & Kupfer, alle ore 17:30 nella Sala Conferenze del Cassero, nel corso di Open Event, una rassegna interculturale di arte, musica, cinema, teatro, poesia e filosofia.

Buona giornata, un abbraccio a tutti!

Mare e parole

Cari amici, domani sera, 8 luglio, sarò a Polignano a Mare (BA) per la presentazione del mio Dizionario dell’Inconscio e della Magia, in piazza dell’Orologio, in occasione della rassegna Festival…il libro possibile-A Sud tra mare e parole.

Vi auguro una felice serata. Con affetto!

In piazza a Lovere

6226Gentili amici, questa sera sarò a Lovere (BG), uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo incantato sul magnifico Lago d’Iseo, per la presentazione del mio ultimo libro, il Dizionario dell’Inconscio e della Magia, edito dalla Sperling & Kupfer, presso la Libreria Mondadori di piazza Tredici Martiri, alle ore 21:00, nel corso della nuova edizione di “Happy hour con l’autore, reading in piazza”.

Auguro a tutti voi un piacevole fine settimana!

 

Legàmi. (Senza spazio e con molto tempo)

Scrive Beatrice in risposta al post di Massimiliano:

“Ciao Massimiliano,

molto particolare la storia del libro che ha legato inconsapevolmente te e la tua amica. Il destino gioca degli “strani” scherzi. Ancora più affascinante il fatto che, guarda guarda, il libro che vi lega all’incontro abbia in qualche modo a che fare con l’argomento “coincidenze”. Il vostro incontro probabilmente è stato voluto dal “fato”, magari ha voluto farvi ritrovare affinché con il vostro affetto vi poteste reciprocamente sostenere nel superare i momenti critici cui accennavi.
Sei fortunato a avere un’amica che ti comprenda nell’anima e con cui condividere la vita. In questo nostro mondo fatto di tanti singoli atomi in cui ognuno viaggia su un proprio binario pensando solo a se stesso ed alla realizzazione delle proprie egoistiche ambizioni personali e rimane freddamente incurante di quello che accade nella locomotiva che viaggia parallelamente, trovare un vero Amico significa a mio avviso trovare una merce molto molto rara e di impareggiabile valore!
È anche bello sapere che esistono dei legami affettivi così profondi e così veri che non conoscono le barriere temporali: il fatto che tu e la tua amica vi siete ritrovati dopo del tempo e l’affetto era rimasto immutato, è davvero una cosa straordinaria.
Dall’esterno vedo come un segnale, perdona l’azzardo, sembra come se il destino vi abbia offerto una nuova opportunità di riprendere la vostra amicizia dal punto in cui, tempo prima, l’avevate lasciata per viverla pienamente nel presente e nel futuro.
Nella tua storia rivedo alcuni riflessi della mia, quella sopra raccontata. Forse sia io che te avevamo bisogno di ritrovare queste persone per sollevarci dal dolore e nello stesso tempo riportare nel nostro cammino un’amicizia importante, profonda e vera accidentalmente smarrita o dimenticata.
Baci baci”.

Vincenzo, mio amico e mio Maestro, è stata una persona che avevo perso.

Lo giudicavo troppo ossessivo. Poi l’ho incontrato per caso a Villa Borghese, a Roma. Io correvo. Lui mi aveva insegnato a correre. Ci siamo salutati. Lui si è commosso. Non ci eravamo mai allontanati

Incontro

Oggi vi propongo una MAGIA. E’ di Massi:

“Sono felice di condividere su invito del caro Gabriele una soria di coincidenze che mi hanno emozionato e toccato molto.
Ho attraversato una crisi con la mia amata . Lei era sempre più distante e aveva alzato un muro tra noi .Le lame della sua freddezza mi trafiggevano il cuore , quanti giorni di dolore e di distanza sempre maggiore, fino a che lei non si fa senitire più
senza avere il coraggio di dire che l’amore per lei era finito.Spinto dalla forza del mio impavido cuore , che si sa è l’ultimo ad ad arrendersi , anzi non ne voleva proprio sapere di arrendersi alle evidenze . Continuavo a cercarla con messaggi
ai quali regolarmente , non ricevevo risposta. é stata una via crucis durata tanti giorni. , e si faceva negare tramite i suoi familiari con i quali c’erano stati degli scontri. Alle telefonate e messaggi senza risposta, dopo che un suo familiare mi disse che non voleva sentirmi più, il mio cuore non voleva ancora arrendersi e ho continuato a scriverle mail e lettere d’amore , e rose notturne che le portavo sentendomi un umile Romeo senza farmi vedere nel buio della notte , no il mio amore mi spingeva disperatamente verso lei .Ma tutto era inutile , e la dura realtà era che lei non mi amava più. era il momento di vivere uno dei dolori più grandi , che un anima può provare : le pene d’amore .
Un dolore che solo i poeti riescono a esprimere ..
Giorni e notti col buio nell’anima , e con un dolore solitarioindicibile .

Passa del tempo. Ma il guaio che l’amore non passa e il dolore sempre un forte grido dentro .
Inutile cercare un motivo, lei non mi amava più !
Quanto sarebbe durato questo terribile dolore ..
I giorni sono passati , ma l’amore no , e il dolore sempre lì ad ogni risveglio più forte che mai.
Una mattina in treno , una ragazza seduta di fronte a me tira fuori dalla borsa il ” piccolo principe ” , un libro che amo tanto e che mi univa al mio amore ; infatti vederlo lì mi tirava fuori dalla memoria i ricordi del cuore , quando glielo regalai ne rimase entusiasta , e sciegliemmo insieme delle frasi del libro , e quando ce le dicemmo avevamo scelto le stesse , e ci ripetevamo : ” la cosa che mi commuove di più nel piccolo principe era la sua fedeltà ad un unica rosa ” ci sono milioni di rose amore , ci ripetevamo amore mio , ma tu sei la mia rosa !
immerso nei ricordi ( quanto è vero Gabriele che Mnemosine è la madre …di tutto) mi rendo conto che ho perso la mia fermata , e scendo così alla seguente . ancora immerso in me stesso , nei labirinti della memoria a fatica riprendo contatto con la cosiddetta realtà .
Ma per me , l’unica realtà era un amore perso , ma sempre vivo nel cuore : non dico che fosse necessario quel fantastico libro per farmela venire in mente , perchè neanche per un attimo se ne era andata via , ma certo metteva il dito nella piaga i ricordi che suscitava.

Camminavo camminavo , ma la mia anima era chissà in quali distanze per cercare il suo perduto amor .
All’improvviso , la mia trance è interrotta , perchè c’è qualcosa che scivolando dalle mani di una persona che mi cammina davanti , sta per cadermi tra i piedi , rallento istintivamente , per non pestare ….mi chino per raccogliere, NO! , non ci posso credere , quale dio , o demone , vuole qualcosa da me ? è questo il pensiero che mi pensa , accorgendomi che l’ oggetto che mi sono chinato a raccogliere è un libro : ma non un libro qualunque , ebbene si , ho in mano il piccolo principe , anzi per la precisione il
” principito ” in spagnolo . Stupore doppio , la donna che amo è di madre lingua spagmola e la copia che le regalai è una copia in spagnolo identica a quella che ho in mano come se fosse piovuta dal cielo ; ne sarei quasi convinto se non mi trovassi a restituirlo alla ragazza cui era caduto dalle mani , e che mi sorride dolcemente ringraziandomi in spagnolo . Esterefatto dall’accaduto , pensavo al libro ” nulla succede per caso ” al nostro Gabriele e al suo “coincidenze miracolose ” , sentivo forti emozioni per quello che mi era accaduto …quante persone a Roma girano con il piccolo principe in mano , in spagnolo , e quante probabilità ci sono che una di queste mi cammini davanti e che in quel preciso momento il libro mi cada tra i piedi , roba da matti ! ma sembra proprio che causa -effetto non sia l’unica legge e queste ccoincidenze quando ti toccano ti fanno entrare in un mondo “altro ” .
e se stessi sognando , mi chiedo ? perchè no , e poi non siamo noi fatti della stessa sostanza dei sogni , dice Shakespeare  ? una cosa è certa che se dovessi considerare l’accaduto , statisticamente sarebbe davvero improbabile è dir poco.
Giro l’angolo della strada e c’è una piccole libreria che conosco , ma che è da molto tempo che non ci capito .
Pochi passi e sono di fornte alla entrata , ai lati della entrata come due guardiani su una soglia , due scatole di libri di occasione , ben ordinati .Sono fumetti giapponesi , che non suscitano i miei favori , sto per varcare la soglia , ma sembra che uno dei guardiani mi chiami , perchè l’occhio mi cade su un unico libro obbliquo rispetto agli altri allineati quasi fosse stato un righello. Quasi non credo ai miei occhi e penso che un dio si prenda gioco di me , facile intuire che ho in mano ancora lui .: ” il piccolo principe ” per la seconda volta in pochi minuti .
entro e lo acquisto senza nemmeno pensare al fatto che ovviamente il libro ha già un posto speciale nella mia modestissima libreria ma a cui tengo molto.
Tre euro . da non credersi , quando il libraio mi dice il prezzo del libro penso agli alchimisti , quando dicono che la perla è mischiata con cose di poco valore in apparenza ma che valgono tantissimo . inoltre uscendo dalla libreria passo e gli scatoloni guardiani sono lì , e mi immagino che uno di loro abbia sollevato il piccolo principe , unico intruso , tra solo fumetti giapponesi , per farmelo notare..
Lo sfoglio , aspettando di svegliarmi prima o poi da queste coincidenze che assomigliano a un romanzo , e che viste da fuori magari sono poca cosa ma sul mio vissuto hanno esercitato un effetto di ” incanto ” . sfoglio il libro , e quando leggo il nome della persona a cui è appartenuto il libro in passato , un onda di brividi mi passa e mi invade ; il nomeè lo stesso della mia amata !
chi si sta divertendo a giocare a dadi col mio cuore trafitto ?
qualcuno forse mi vuole dire qualcosa ?
la sera stessa decido di scrivere una lettera al mio amore perduto . Ma che sto facendo , è tutto inutile dice la ragione ,
fallo comunque dice il cuore sognatore .
La lettera è scritta , domani la spedirò .
La notte sogno di fare l’amore con la donna che amo !
al risveglio mi rendo conto di quanto sia vero un sogno ,
di quanto mi sembrasse vero fare l’amore con lei , e se non mi fossi svegliato e potessi capire che era solo un sogno non avrei mai dubitato della verità di quello che ho vissuto.
Penso che tutta la nostra vita allora può essere un sogno .
e finchè non ci svegliamo non lo piossiamo sapere.
Spedisco la lettera , pochi giorni dopo , il mio amore , incredibile ma vero mi manda un messaggio : ” sai è strano quello che mi hai scritto , e proprio poco prima di ricevere la tua lettera la gatta , stava per partorire e ha scombussolato e messo sotto sopra tutti i libri che tengo in fondo all’armadio , per farsi uno spazio per partorire ,
Dall’armadio ha tirato addirittura fuori il piccolo principe .
così l’ho aperto e ho pensato al nostro amore , e ho capito
e sentito che non ho mai smesso di amarti .
il messaggio della donna che amo e che , incredibilmente ho sotto gli occhi , a questo punto non so proprio più nulla se sia vero o solo un sogno , a questo punto non so più nulla , so solo questo che lei mi dice che mi ama e che se fosse solo un sogno prego di non svegliarmi mai.

 Il suo messaggio finisce con queste parole : ” sai Massi ho sognato che facevamo l’amore , era bellissimo , sembrava proprio vero “

Un viaggio da fare insieme

Mi permetto di consigliarvi un libro che è contemporaneamente un testo di storia, di costume e di cucina. Ma che, in realtà, è una vera esplosione di gioia e buonumore: è di Wladimir Kaminer “La cucina totalitaria” edito da Guanda. È la storia di Wladimir che vuole festeggiare i settant’anni di suo padre.

Sono tutte e due ucraini ma vivono a Berlino e quindi cercano un ristoranre russo nella città tedesca. La delusione è tanta, dato che non c’è più nulla della tradizione in quella cucina troppo internazionalizzata, che il giovane promette di fare con sua moglie Olga un viaggio nell’ex Unione Sovietica, per riscoprire gusti e profumi del passato.

Chi vuole davvero comprendere la storia degli anni del Soviet e dei paesi occupati troverà in queste pagine l’allegria di chi è uscito da un incubo e la festosità di recuperare la propria identità. Ma tutto questo senza recriminazioni o cattiverie.

Tutto è restituito con il sorriso. Ci sono mille storie e aneddoti, come quella dei palazzi di ringhiera ucraini. Orridi casermoni, ma con appartamenti tutti dotati di microbalconi. Al tramonto tutti si affacciavano per chiacchierare e soprattutto per scambiarsi cibo, vino e liquori. Un saliscendi continuo di panieri. Scoppi incessanti di ilarità. E racconti che si intrecciano tra i balconi più vicini e lontani, in un pantagruelico crescendo di abbuffata e canti notturni.

La vita, al di là di tutto si afferma (ed inoltre ci sono delle ricette per noi così astruse da farci rimenere a bocca aperta).
Faccio notare che ai miei tempi mangiavo di tutto e bevevo di tutto in ogni luogo dove andassi, per capire un paese bisogna mangiarlo, ma soprattutto berlo.

Ultrabaci a tutti per l’inizio della settimana.