Il libero arbitrio

Se la luna, mentre completa il suo eterno viaggio intorno alla terra, ricevesse il dono dell’autocoscienza, sarebbe certamente convinta di stare viaggiando secondo la propria decisione lungo la sua strada con la forza di una decisione presa una volta per tutte. Allo stesso modo un Essere dotato d’intuizione superiore e di una perfetta intelligenza, che osservasse l’uomo e le sue azioni, sorriderebbe dell’illusione umana che lo spinge a credere di poter agire secondo il proprio libero arbitrio.

Albert Einstein

3 Risposte

  1. Grazie Gabriele! Post tra i più profondi e veritieri mai pubblicati sul tuo blog. Einstein non per niente era un genio e non gettava i dadi a caso…
    Noi viviamo a cavallo tra il libero e il servo arbitrio, in una situazione borderline (per così dire). E lo sapevano pure due psicologi “non a caso” come Jung e R. D. Laing. L’uomo, infatti, è in balia (e in ballo) di Causa, Caso, Chosmos e Chaos (tenendo conto che il Caso è il modo con cui Dio si presenta quando non vuole essere riconosciuto dagli uomini…).
    Nike

  2. CARO GABRIELE,
    CARI AMICI,

    IL REGISTA RICKY FARINA, DI CUI HO SPESSO POSTATO ALCUNI FILM, PROPRIO IN QUESTO BLOG E CHE GRAZIE A QUESTO BLOG HO CONOSCIUTO, HA REALIZZATO UN PICCOLO FILM SUL GLORIOSO CENTENARIO CON CUI VIVO DA QUATTRO ANNI E SULLA NOSTRA CONVIVENZA.
    MI PARE UNA BELLA COSA CONDIVIDERE CON VOI QUESTO PICCOLO FILM.
    TANTI AUGURI E A PRESTO!!!

    Gino, cento anni, due occhietti vispi e una forza straordinaria, attraverso le sue
    parole entriamo nella semplicità che solo una vita vissuta fino in fondo può dare, a fargli compagnia, da quattro anni, c’è Nicola Gelo, un giovane pianista. Sono a tutti gli effetti una coppia, si amano, si fanno i dispetti, si prendono allegramente in giro, e la solitudine finisce sotto il tappeto, come la polvere.

  3. Seduti a chiaccherare sulla linea dell’orizzonte…

    Da SHOPENHAUER : IL MONDO COME VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE

    […] …devo imparare a comprendere la legge della causalità, secondo il suo significato più profondo, procedendo dalla legge della motivazione.
    Spinoza dice (epist. 62) che il sasso lanciato in aria, se fosse cosciente, crederebbe di volare per volontà propria. Mi limito ad aggiungere che il sasso avrebbe ragione. Il lancio è per esso ciò che per me è il motivo, e quello che, nella condizione ipotizzata, appare come coesione, gravità, inerzia è, nella sua essenza, la stessa cosa che io riconosco in me come volontà, se ad esso si aggiungesse la conoscenza.
    Spinoza, in quel punto, aveva diretto la sua attenzione sulla necessità con cui il sasso vola e l’aveva voluta trasferire, a ragione, alla necessità del singolo atto di volontà di una persona. Io invece considero l’intima essenza, che conferisce significato e validità ad ogni necessità reale (cioè effetto dalla causa), come presupposto di questa, e che nell’uomo si chiama carattere, nel sasso qualità, ma che in entrambi è la stessa cosa che, una volta conosciuta immediatamente, è chiamata VOLONTA? e che nel sasso ha il grado più debole di evidenza, di oggettività, mentre nell’uomo ha il grado più forte. Questa entità identica con la nostra volontà nella tendenza di tutte le cose è stata riconosciuta, con giusto intuito, addirittura da Agostino e io non posso fare a meno di collocare quì la sua ingenua esposizione dell’argomento: ” Se fossimo animali, noi avremmo la vita carnale e ciò che corrisponde al suo sentire e ciò sarebbe per noi un bene sufficiente e se, di conseguenza, la cosa fosse per noi soddisfacente, non chiederemmo altro. Parimenti, se fossimo alberi, non sentendo nulla, non potremmo essere spinti ad amare, ma sembreremme quasi AGOGNARE quello che ci rendesse più fecondi e più fruttiferi. Se fossimo pietre o onde o vento o fiamma o qualcosa di simile, senza nessuna sensazione e senza vita, non ci mancherebbe tuttavia una qualche TENDENZA all’ubicazione e all’ordine. Infatti, i movimenti dei pesi sono come gli AMORI dei corpi, sia che tendano verso il basso, per la pesantezza, sia verso l’alto per la leggerezza. Come infatti il corpo è portato dal peso, allo stesso modo lo spirito è portato dall’amore in qualunque direzione”.
    Già Eulero comprese che l’essenza della gravitazione doveva essere ricondotta ad “inclinazione e brama” (quindi volontà) proprie dei corpi. Ed è proprio questo che lo rende contrario al concetto di gravitazione quale si trova in Newton il quale vuole bandire dalla fisica il concetto di attrazione intesa come qualitas occulta, per compiacere coloro che “amano i principi chiari e comprensibili”…

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