Cranach a Roma

DAL 15 OTTOBRE 2010 AL 13 FEBBRAIO 2011

Galleria Borghese
Piazzale Museo Borghese (Parco di Villa Borghese) 00197 – Roma
Informazioni e prenotazioni biglietti

CHIUSO LUNEDI, 25 DICEMBRE, 1 GENNAIO

Per la prima volta in Italia, alla Galleria Borghese le opere del grande pittore tedesco Lucas Cranach il Vecchio.

Dal 15 ottobre 2010 fino al 13 febbraio 2011 la Galleria Borghese propone per la prima volta al pubblico italiano la figura e l opere di Lucas Cranach il Vecchio, massimo esponente, assieme a Albrecht Durer, della rinnovata pittura tedesca del 1500. La mostra intende dare un’immagine complessiva della produzione artistica del pittore rinascimentale, artista di corte e innovatore, legato alle tradizioni fiamminghe ma contaminato anche dalle novità figurative italiane.

“Lucas Cranach. L’altro Rinascimento” è curata dal Prof. Bernard Aikema, storico dell’arte tra i massimi studiosi dell’artista tedesco, e da Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese, promossa dalla Soprintendenza Speciale PSAE per il Polo Museale della Città di Roma e organizzata da MondoMostre.

Nella storia dell’arte, Cranach è forse maggiormente noto come amico e partigiano di Lutero, con il quale ha gettato le basi di un’ iconologia protestante. Ma Cranach, a capo di un grande ed attivissimo atelier nella città di Wittenberg, introduceva nella pittura tedesca anche altri soggetti, soprattutto una nuova imagerie del nudo, dell’erotico, nonché dei temi umanistici ed una ritrattistica particolarmente incisiva ed innovativa. Cranach esponente di un “altro Rinascimento”, diverso dal classicismo teorizzato e praticato dal suo grande contemporaneo e concorrente Albrecht Durer, diverso anche dal Rinascimento italiano. Artista di corte ma in modo innovativo in grado di definire un linguaggio formale del tutto nuovo e visivamente molto attraent. Nella mostra verranno presentate circa 45 opere pittori che fra le più significative di Cranach, provvenienti dalle massime collezioni pubbliche e private, europee e statunitensi – alcune praticamente per la prima volta fuori della loro sede. Circa dieci xilografie dimostrano la incredibile virtuosità e inventività del Cranach nel medium grafico.

Seneca

Comincia a vivere subito e considera ogni giorno come una vita a sé.

Qualunque cosa succeda

Qualunque cosa succeda
Non avrei mai immaginato di potermi sentire cosi
come se non avessi mai visto il cielo prima d’ora
voglio scomparire in un tuo bacio
Ogni giorno ti amo sempre di più
Ascolta il mio cuore,
puoi sentire che sta cantando
mi sta dicendo di darti tutto
le stagioni possono cambiare,
dall’inverno alla primavera
Ma io ti amerò fino alla fine dei giorni
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Ti amerò finché morirò
Improvvisamente il mondo sembra un posto perfetto
Improvvisamente si muove con una grazia perfetta
Improvvisamente la mia vita
non sembra cosi sprecata, tutto ruota attorno a te
non ci sono montagne troppo alte
Non ci sono fiumi troppo selvaggi
Cantando questa canzone mi sento li al tuo fianco
Nuvole di tempesta possono coprire Il cielo
e le stelle possono entrare in collisione
ma io ti amerò fino alla fine del tempo
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Io ti amerò finché morirò
Oh, qualunque cosa succeda, qualunque cosa succeda
Ti amerò, ti amerò
Improvvisamente il mondo sembra un posto perfetto
Qualunque cosa succeda
Qualunque cosa succeda
Io ti amerò finché morirò.

Di tutto ghiotto, e d’ogni cosa privo

Tu sei per la mia mente, 
come cibo per la vita.
Come le piogge di primavera,
 sono per la terra.
E per goderti in pace,
combatto la stessa guerra
che conduce un avaro
per accumulare
 ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e,
 subito dopo,
roso dal dubbio,
che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima,
 voglioso di restare solo con te,
poi, orgoglioso che il mondo
 veda il mio piacere.
Talvolta,
sazio di banchettare del tuo sguardo,
subito dopo,
affamato di una tua occhiata.
Non possiedo,
né perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te,
 o da te io posso avere.
Così ogni giorno,
soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto,
e d’ogni cosa privo.

 

 WILLIAM  SHAKESPEARE

 

 

Delle volte, infinite volte

Delle volte
infinite volte
vorrei piangere
di nascosto
a me stesso

Anonimo

Sarò sempre grata alla vita

Vocatus atque non vocatus deus aderit

Il contatto con ciò che è dentro di noi, con la profondità dell’inconscio, è assolutamente necessario perchè indica il cammino.
E non dimentichiamo le parole di Jung “Vocatus atque non vocatus deus aderit”.
“Se riusciamo a capire e a sentire che già in questa vita abbiamo un legame con l’infinito, i nostri desideri e i nostri atteggiamenti mutano …Anche nel nostro rapporto con gli altri uomini la questione decisiva è se in essi si manifesti o no un elemento infinito.Il sentimento dell’illimitato, comunque, si può raggiungere solo se siamo definiti al massimo..”

Elvezia Benini