Nell’Interiorità di Anima — “Emozione”…

Emozione (1)

… L’emozione infatti è la fonte principale della presa di coscienza. Senza emozione non c’è trasformazione delle tenebre in luce, dell’inerzia in moto. […] Un complesso è realmente superato soltanto quando lo si è consumato vivendolo fino in fondo…

Carl Gustav Jung, citato in John Weir Perry, Emozioni complessi relazioni, in AA.VV., Anima – Per nascosti sentieri, Moretti e Vitali, 2001, pag. 186

Emozione (2)

Queste profonde emozioni viscerali, del fegato, dei genitali, del cuore, queste risposte del sangue animale ci tengono in sintonia, in contatto con il mondo che ci circonda, con la sua bellezza… questi divini influssi, come Blake chiamava le emozioni, non sono nostri. Il desiderio, la rabbia, la paura e la vergogna sono echi dell’anima del mondo, il presentarsi nel mondo di qualità che danno al nostro corpo e al nostro spirito informazioni su come essere…

James Hillman, Politica della bellezza, Moretti e Vitali, 1999, pag. 64

Estasi (1)

La Luce Increata è l’Energia divina. Chi la contempla risente dapprima la presenza di Dio vivente. Questa sensazione dell’Immateriale è immateriale, intellettuale, ma affatto mentale. Essa rapisce l’uomo in un altro mondo con tanta potenza e sottigliezza che egli non si accorge del momento e non sa più se è nel suo corpo o al di fuori. Tuttavia egli ha del suo essere una coscienza più forte e più lucida, più profonda; nello stesso tempo, preso dalla dolcezza dell’amore divino, dimentica se stesso e il mondo; in ispirito, afferra l’Inafferabile, vede l’Invisibile e lo Respira.

Anonimo Maestro Spirituale, citato in Pietro Bornìa, Il Guardiano della Soglia, introduzione di Giuliano Kremmerz, Rebis, 1987, pag. 19

Estasi (2)

L’innamoramento si può a buon diritto considerare un’estasi, nel senso letterale, fisico-dinamico della parola, come ek-stasis, in quanto disloca il già dislocato, le due opposte tinture maschile e femminile, facendo intravedere al di là della loro opposizione l’androgino, il maschile nel femminile e il femminile nel maschile e la loro reciproca fusione.

Franz von Baader, Filosofia erotica, Rusconi, 1982, pag. 29

35 Risposte

  1. Mi piace l’emozione di Jung e l’estasi dell’anonimo maestro spirituale..
    Per emozione è estasi e l’estasi è emozione.
    Di tangibile non c’è nulla ma le “sento” tutte nel pieno di me stessa.
    Un 2009 ricco di soddisfazioni caro Gabriele e che il nuovo anno le porti ciò che il suo cuore desidera e la sua anima aspira.
    Con rinnovata stima la musa che non ispira ma che è in continua ricerca di ispirazione ^_^

  2. Gentile Professore,
    questi Suoi scritti sull’estasi d’amore e sulle emozioni viscerali mi hanno portato alla memoria un mio scritto del mese di ottobre, che io avevo catalogato sotto la voce “appunti del mio viaggio all’inverso” e poi dimenticato. Grazie a lei oggi l’ho rivalutato e trasferito sul mio blog, facendo aperto riferimento al mito di Amore e Psiche.
    Le riporto solo qualche riga perché prenderei troppo del Suo spazio:

    “…improvvisamente, mi resi conto che tutto era scaturito dall’irrefrenabile desiderio di conoscere Amore, era stato lui, anzi il suo sguardo a farmi deviare dal percorso imposto verso quello destinato…già, perché dopo avere cominciato a scrivere non ho potuto più fare altro: se il tempo siamo noi, quando scrivo io sono il tempo………di quell’uomo affascinante, di Amore, io non conoscevo nulla se non i suoi occhi e nei suoi occhi mi pareva di smarrirmi in un’altra dimensione, nella quale erano custoditi ricordi che non riuscivo a visualizzare ma dei quali potevo percepire, con nostalgia, l’intensità dei sentimenti. Il solo guardarlo mi scuoteva un’emozione che mi smoveva le viscere e poi saliva, saliva, fino a togliermi il respiro. Fu allora che provai uno struggente senso di mancanza…e compresi che, chiunque fosse, lui mi mancava nell’anima………….i desideri e le passioni sono forze interiori della natura, i veri poteri sovrannaturali dei quali dispone l’uomo, capaci di sovvertire l’ordine delle cose.

    Grazie, Marina.

  3. cara marina, per dimostrarti quanto sono d’accordo con le tue affermazioni ti confido che sto ricostruendo un filo rosso che congiunge i presocratici fino a Jung passando per i neoplatonici, Pico della Mirandola e Giordano Bruno e questo filo rosso è EROS ovverosia AMORE. credo che esista appunto una vera e propria FILOSOFIA DELL’AMORE.

  4. Nel buio dell’anima le emozioni sono il fuoco , bruciano,
    ma fanno luce, si puo’ finalmente vedere quello che non si
    riusciva a scorgere o che non si voleva scorgere.

    Queste fasi si possono paragonare alle tre fasi alchemiche
    di Nigredo -Albedo-Rubedo ?

    La ringrazio in anticipo

    Vincenzo

  5. Vincenzo, le fasi sono: Nigredo – Albedo – Citrinitas – Rubedo.
    Le emozioni si muovono in un ambito più vicino alla RATIO rispetto alle PASSIONI.

  6. La ringrazio per la gentile risposta.

    Riguardo le emozioni lei dice sono piu’ vicine alla ratio
    quindi piu’ vicine alla coscienza, mentre le passioni si muovono in profondita’ , cosa intende esattamente per passioni ? hanno a che fare con la nostra intima essenza,
    intesa come qualcosa che non ci riempie mai abbastanza ?
    di cui non siamo mai sazi ?
    possono derivare da quello che si chiama Daimon ?
    A quale elemento achimistico si possono paragonare le passioni ?

    Mi scusi per le troppe domande ma l’argomento mi affascina.

    Vincenzo

  7. Vincenzo, le passioni sono grumi di energia che percorrono in modo diseguale tutti gli esseri umani. Anticamente le passioni venivano rappresentate sotto forma di Dei. Afrodite, energia dell’Amore; Ares energia dell’aggressività; Pseidon energia psichica e così a seguire. La passioni possono essere rappresentate anche sotto forma di draghi. Uccidere il drago è una bestemmia. Bisogna farsi kmangiare dal Drago (uno dei processi alchemici) e poi uscirne (ti ricorda nulla Pinocchio?)

  8. Allora quando Jung diceva gli Dei sono diventati malattie
    cosa intendeva ? forse che ci ammaliamo perche’ non siamo in grado di vivere le nostre passioni ? Farci quindi inghiottire
    dalle nostre passioni esserne divorati puo’ essere salutare ?
    Non e’ che poi rischiamo di perdere ogni controllo ? di diventarne per cosi’ dire schiavi ?
    Certo, ricordo che Pinocchio venne ri-sputato dal pescecane
    ma lui aveva un padre che l’amava ,che soffriva per lui,che lo cercava sempre, e’ molto difficile da soli , vero Professore ?
    In effetti e’ proprio una bella favola e molto significativa.
    Le posso fare una domanda ? per tornare al tema degli Dei, come vede lei il passaggio
    dal politesismo greco al monoteismo ebraico/cristiano,
    e’ secondo lei un impoverimento od un arricchimento dal punto di vista psicologico? in fin dei conti il cristianesimo
    mi sembra piuttosto diffidente dalle passioni.
    L a separazione tra bene e male nel cristianesimo mi sembra piu’ marcata , cosa ne pensa delle due teologie ?

    Grazie in anticipo per il suo cortese parere.

    Vincenzo

  9. GABRIELE,
    solo oggi leggo la Sua risposta del 9 gennaio…strano, devo proprio essere fuori fase…comunque!, guardi che a me è successo proprio questo: è stata una passione platonica a mettermi in contatto con il Daimon, a darmene coscienza e, appunto, per dirla alla Allende, dopo, come solo avviene quando s’imbocca la strada indicata da Messer Destino, una serie di coincidenze hanno illuminato il duro cammino…perché ho potuto constatare che, per dirla alla Richiard Bach, se è vero che mai ti viene concesso un desiderio senza che ti venga anche concesso di poterlo realizzare, è probabile che occorra faticare per poterlo, appunto, realizzare.
    Vino rosso. Dionisiaca, poco…
    Un abbraccio affettuosissimo.

  10. Sì, Vincenzo, non siamo più in grado di affrontare il minimo rapporto con le PASSIONI- PATIOR-PATINATO. L’essere divorati è il primo passo. Poi occorre uscire dal ventre del Drago.
    Il Monoteismo ha anticipato e anticipa tutt’ora il tempo psichico.
    Il Politeismo permetteva una maggiore comprensione delle varie spaccature. Mi riconosco di più nell’antichità. il mio punto di riferimento è Giuliano l’Apostata

  11. Lei intende che l’umanita’ non e’ pronta per il monoteismo ?
    Perche’ siamo ancora troppo infantili e abbiamo bisogno di un Panteon piu’ esteso, questo puo’ spiegare l’esteso culto
    dei santi ? in effetti molti sembrano ricalcare antichi culti
    precedenti al cristianesimo.
    Anch’io sono molto affascinato dall’antichita’ , ho trovato molte
    affinita’ personali e cerco di capire me stesso , andando indietro nella storia, perche’ penso che la storia personale
    non sia molto diversa da quella collettiva.
    Cerchero’ di rileggere qualcosa su Giuliano l’apostata (ho letto qualcosa tempo fa,ma non mi ricordo).
    Riguardo l’anticipo psichico del monoteismo mi ricordo che Mose’ aveva un bel da fare per combattere le tendenze
    idolatriche del suo popolo.
    Certo il Politeismo ,riflettendo su quello che dice lei, trovava una divinita’ per ogni aspetto umano, quindi lei pensa in qualche modo adesso siamo un po’ ingessati dal cristianesimo ?
    Ma Zeus il padre degli Dei e degli uomini potrebbe essere un’anticipazione ,dal punto di vista psichico, del Dio giudeo-cristiano ?

    La ringrazio per la pazienza
    Vincenzo

  12. Vincenzo, la negazione del politeismo è la negazione della pluralità psichica. Una jattura per la nostra profondità.

  13. Capisco quello che vuole dire ,non siamo psichicamente
    dei monoliti, cerco di riassumere per quanto posso il suo pensiero, ci sono quindi dentro di noi piu’ energie,che gli antichi chiamavano divinita’, ma veniamo al punto centrale,
    come si organizzano queste energie dentro di noi ?
    Dipende dal nostro “IO” ? come e’ possibile entrare in relazione con esse ? gli archetipi di Jung hanno a che fare
    con queste energie ? da quello che ho letto pare di si, non le nascondo che cerco in tutti i modi, specialmente attraverso i sogni di entrare in contatto con il mio inconscio (con la dovuta umilta) per ottenere slancio vitale (ad un certo punto della mia vita mi sono sentito un morto vivente). Le faccio molte domande perche’ sono contento di avere un interlocutore preparato
    come lei e la cosa mi stuzzica parecchio, vorrei che la mia curiosita’ divenisse vita per me e per altri come me.

    Spero di non disturbarla troppo.
    Vincenzo

  14. Caro Vincenzo Dei-Passioni-<Archetipi –
    Ecco, simbolicamente, l’intreccio. L’inconscio può essere osservato nei sogni. Ogni tanto nell’immaginazione attiva.

  15. Ho capito se m’innamoro e’ Eros che mi possiede, se ho uno scatto d’ira sara’ Marte che mi possiede,se magari non ho
    piu’ voglia di vivere sara’ Thanatos che si fa sentire.
    Quindi visto che queste passioni od energie un po’ si alternano dentro di noi, possiamo dire che dentro di noi,a livello psichico, c’e’ un proprio e vero panteon ,e’ questa la pluralita’ psichica di cui lei parlava precedentemente ?
    Spesso prima di addomentarmi io prego Dio che mi dia tanta
    forza per conoscermi, ed e’ l’unica cosa che chiedo,non ho piu voglia di nient’altro se non questo,secondo lei a quale Dio mi rivolgo,riguardo al suddetto panteon interiore ?
    Non riesco a pregare che a questo Dio invisibile e a nient’altro , mi puo aiutare a dargli un Nome ?

    Sempre la ringrazio per il suo tempo.
    Vincenzo

  16. Sì, vincenzo, è la pluralità psichica a livello di PASSIONI. Ma c’è una pluralità sedimentata dalle esperienze.Un bimbo maltrattato diventa una persona dentro l’uomo che è stato “quel” bimbo.

  17. Mi ha fatto pensare molto la sua risposta perche’ quel bimbo lo porto sempre dentro di me, ed ho impiegato molto per cominciare a farlo parlare.
    Visto che lei e’ un Junghiano ,le voglio raccontare un sogno
    fatto parecchio tempo fa’ (prima di saper di lei e di questo Blog),nel sogno ero vicino ad un albero di fichi,ricordo che c’era mia sorella vicino a me,nel mentre sentivo una voce fuori campo che diceva :
    ” Il tuo nome doveva essere Gabriele”.
    Ovviamente sono andato a cercare il signifcato del nome ,che era “Forza di Dio / Uomo di Dio” ,pensai alla mia curiosita’ sulle religioni che ho avuto da sempre (anche se non sono mai riuscito ad inquadrarmi in nessuna,non amo i dogmi), poi proprio cercando ancora qualcos’altro sul nome di Gabriele ho incontrarto questo sito.
    Non e’ curioso ?

    Grazie ancora
    Vincenzo

  18. Vincenzo, coincidenza. premonitrice. Gabriele porta LA buona notizia. in te “qualcuno” l’aspetta. E “qualcosa” sta per donargliela.

  19. Gia e’ vero, Gabriele e’ l’angelo dell’annuncio a Maria,strana coincidenza come quella che prima di conoscere questo blog avevo cominciato a comprare e a leggere una Storia della
    Filosofia (se non ricordo male lei e’ laureato in questa materia).
    Tempo fa’ mi trovavo in una strana confusione ero ancora sveglio ma ho sentito una voce distinta che diceva “il greco ti salvera” ,dopo ho voluto comprare e leggere spinto da un impulso quella storia della filosofia di cui le parlavo, adesso pero’ mi sta piacendo la mitologia, e sto notando che come diceva lei e’ molto piu’
    utile a capire le persone, le varie sfaccettature, e’ interessante notare le venature psichiche delle varie divinita’ presenti in noi, non l’avevo notato prima, e questo lo devo a lei che me le ha fatte notare in questo blog.

    Grazie ancora
    Vincenzo

  20. Caro Vincenzo, comprati e donati “La nascita della filosofia” di Giorgio Colli. ed. Adelphi.

  21. Lo faro’ al piu’ presto,grazie per il consiglio.

    Qualcosa mi dice che il mondo greco mi dira’ molto ,stanotte
    ho sognato mio padre che voleva vedere la partita della nostra
    squadra di calcio prendendo in prestito il mio digitale terrestre
    ma si poteva usare solo attraverso due accessi dove in corrispondenza vi erano riportate le lettere greche alfa e gamma.

    Grazie di nuovo
    Vincenzo

  22. Vincenzo, tuo padre vuole un dono da te. Quale?

  23. Non lo so che vuole da me, l’ultima volta che ci siamo visti (quasi un anno fa) ho provato a sistemargli il televisore sperando che poi si facesse avanti ,ma lui non mi cerca mai ed e’ chiuso in se stesso da sempre, ed io non ce la faccio a cercarlo,perche’ tanto e’ inutile non cambierebbe nulla,dovrei essere sempre io a cercarlo,lui non si muove, e sono francamente stufo di aspettare,ormai ho capito che quel sogno infantile non si puo’ piu’ realizzare, ho capito che sono solo, e l’unica speranza e’ cercare dentro di me quello che non ho avuto a causa del destino.
    Non so che significa avere un Padre con cui dialogare,
    ed e’ dura,perche’ anch’io sono Padre e molte volte sbaglio,
    e’ che alle volte lo si diventa senza sapere come, e’ proprio
    strana la vita perche’ diventi qualcosa e poi devi cercarne il significato, e gli errori si trasmettono da generazioni.

    Grazie per lo spunto.
    Vincenzo

  24. Tu dici, Vincenzo, gli errori si trasmetono. Penso sia vero. Di più. Si “passono” grumi psichici problematici. Quindi il processo individuativo si compirebbe attraverso varie esistenze di persone diverse.

  25. Infatti mi sono accorto che stavo trasmettendo qualcosa di negativo ai miei figli, e ho cercato di fare marcia indietro, per evitarlo,ma e’ stata dura,e ancora ci sto lavorando forse come dice lei, professore la vita non mi bastera’, e’ un lavoro duro, ma forse e’ l’unico degno di essere fatto.
    La cosa strana e’ che pensavo di essere diverso da mio Padre, ma ne ricalcavo le ombre e le orme,e’ come se lo avessi custodito gelosamente dentro di me,senza essere
    stato capace di costruire un’alternativa efficace al suo modello, del resto forse era l’unico modo per preservarlo da una Madre troppo ingombrante ed affettivamente importante che pero’ avvertivo come minacciosa per la mia
    autonomia.
    Sono proprio un bel problema.
    A proposito di mitologia, lo sa che mi piace Athena come Dea,noto somiglianze caratteriali, e mi piace Ulisse come
    eroe,il suo viaggiare per ritornare in Patria,scampando con intelligenza tanti pericoli e tentazioni e’ affascinante.

    La ringrazio per le sue riflessioni.
    Vincenzo

  26. Vincenzo, Ulisse è Odisseo e conosce Circe e Calypso. Due Maghe.

  27. Mi ricordo che la maga Circe trasformava gli uomini in animali.
    ma non ci riusci’ con Odisseo, mi pare che cerco’ di trattenerlo,
    dell’altra non ricordo molto, dovrei documentarmi.
    Comunque penso che lei si voglia riferire all’aspetto negativo
    del femminile,l’uomo trattenuto nel proprio viaggio di autoconoscenza e crescita.
    Certo si puo’ stare una vita ammaliati e prigionieri, mi sento
    particolarmente vittima di questo fatto , il rapporto con il femminile non e’ facile (Madre in primis) , ma credo sia determinante visto che nasciamo tutti da delle Donne riuscire a districarsi ed avere un rapporto equilibrato con esse, a parole sembra tutto facile,ma non lo e’,lo so’.
    Ci vuole una grande forza interiore, una forza quasi divina,
    ma qua forse subentrano gli Dei ,Professore?
    Mi pare che Odisseo ogni tanto ne usufruisse ? (credo che va a finire che dovro’ rileggere il testo), a pensare che quando ho visto il film da ragazzo,mi sembravanto tutte fantasie,invece altroche’ .

    Grazie per il suo commento
    Vincenzo

  28. ro Vincenzo, leggi “La morte e gli addii” di Luisa Colli, ed. Moretti e Vitali. Il Femminile che ostacola il viaggio di crescita dell’uomo è un retaggio patriarcale.

  29. Mi scusi ma non capisco, mi sono documentato ed ho visto che sia Calipso, che Circe, avrebbero voluto trattenere Odisseo presso di loro e solo l’intervento di alcune Divinita’ lo hanno impedito.
    Certo Lei si riferisce ad un buon rapporto con il Femminile interiore, quello si’ che ci vuole ,sono d’accordo,in fin dei conti Odisseo dimostra capacita’ in questo rapporto,ci sa fare direi,ma se non avesse avuto aiuto dalle Divinita’ ,che fine avrebbe fatto ?
    Ho letto che Athena si e’ prodigata per lui, e Zeus ha inviato Ermes (mi pare nel caso di Calipso).
    Forse ho capito quello che voleva dire Lei ,cioe’ nella crescita non si puo’ escludere il Femminile ,considerarlo un ostacolo e’ un retaggio Patriarcale che ha un effetto contrario ed opposto ( e’ Athena che aiuta Odisseo ,una Divinita’ femminile).

    Grazie
    Vincenzo

  30. Athena, Vincenzo, è una divinità in tutto e per tutto Maschile. L’antitesi di Calipso e soprattutto di Circe. Infatti si innamorano.

  31. Professore questo per me e’ un vero e proprio colpo di scena,
    non me l’aspettavo, perche’ mai i greci avrebbero dovuto esprimere una divinita’ maschile sotto forma di donna ?
    quale ne e’ il significato mi sfugge, mi puo’ aiutare ?
    So che nasce dalla testa di Zeus,che inghiotti’ Metis.
    Athena non s’innamora per scelta, mentre Circe/Calipso grazie al femminile invece si’.
    Come le dicevo notavo somiglianze caratteriali con Athena,
    pensavo di aver trovato una Dea e invece mi ritrovo un Dio.
    Cosa puo’ voler dire da un punto di vista psicologico ?

    Grazie per la sua disponibilita’
    Vincenzo

  32. Caro Vincenzo, da un punto di vista psicologico questo vuol dire che nell’uomo non c’è soltanto VIRILITA’. E nella Donna non solo femminilità. Vedi come il “rovesciamento” ci allibisce?. La profondità non è univoca. In “profondità” persino causa ed effetto si sovrappongono.

  33. Quindi questo vuol dire, che una persona che vive “incosciamente”, cioe’ in modo poco consapevole di se’,mostra un miscuglio disordinato di elementi maschili e femminile non distinti ?
    Se e’ cosi’ si puo’ dire che il contatto con l’incoscio generi confusione ? bisogna uscirne, per determinarsi, ma questo
    non puo’ generare aridita’ spirituale ? si dice che il contatto
    con l’incoscio vivifichi ma bisogna avere una certa cautela.
    Secondo lei qual’e’ il fattore determinante della nascita della coscienza , essa e’ piu’ “maschile” che “femminile” ?
    Athena che sostiene Odisseo puo’ rappresentare la sua coscienza che lo spinge verso casa ? cosa ama Circe in Odisseo ?

    Mi scusi le troppe domande ma l’argomento e’ molto interessante.

    Grazie
    Vincenzo

  34. caro porfessore, i soui scritti sono sempre una pausa lieta nelle mie giornate, grazie

  35. quote, per così poco? grazie

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