CAMBIAMO LE PAROLE PER CAMBIARE LE COSE. Auspici preliminari per una terapia pragmatica della cultura e del linguaggio

(Seconda e ultima parte)

Il sacrificio invece del fare sacro

Spesso nell’antichità classica il rito sacrificale comportava l’uccisione di un animale: ciò ben poteva simbolizzare la scomparsa di un aspetto «inferiore» della personalità. Alcune parti della vittima, cotte, costituivano la base del successivo banchetto, mentre altre parti erano bruciate in offerta al Dio. Come dire che l’animale ucciso, dopo aver subito una trasformazione col fuoco che lo rendesse commestibile, veniva incorporato dai partecipanti (integrazione di parti dell’ombra) a un rito, il cui fine era quello di stabilire un contatto col divino (il sol niger, il divino oscuro).. Oggi si parla di sacrificio in maniera distorta. Invece di rendere omaggio agli dei (interiori, quelli che secondo Hillman se non onorati, riconosciuti, diventano sintomi), si intende “sopportare, sottomettersi” ai nuovi dei: la crisi, il denaro, la prepotenza, il sopruso etc. Cosa ha a che vedere la forzata rinuncia imposta dalle circostanze avverse con il compiere azioni sacre? La successiva evoluzione del simbolo del sacrificio in epoca cristiana vede la scomparsa dell’animale come presenza concreta e della sua fisica uccisione sull’altare. Nella messa cattolica, la vittima è lo stesso «Figlio dell’Uomo», realmente presente ad ogni ripetizione del cosiddetto sacrificio nel pane e nel vino. Il che, travisato, produce un alibi a chiunque crede di fare sacro agendo per così dire, da vittima. Il pane e il vino nello stato borghese (e cattolico) sono farmaci tranquillanti con letali effetti collaterali.

Buoni propositi

Il nostro scopo iniziale come terapeuti potrebbe dunque essere: 1. Utilizzare la psicologia alchemica e archetipica come terapia della cultura, analizzandone il linguaggio e i concetti che, come dice Hillman sono scomparsi dalla comunicazione di massa; 2. Spiegare le nevrosi e le psicosi individuali in termini di psicologia alchemica e psicologia archetipica e postulare una mediazione tra l’attuale positivismo scientifico/nosografico categoriale e l’approccio hillmaniano; 3. Tentare di comprendere quando nei confronti del mondo interno di un individuo o di una collettività vi è un’inversione dei normali rapporti fra conscio e inconscio.

Epilogo

Termino con una citazione da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, la testimonianza di otto anni di lavoro di Pëtr Dem’janovič Uspenskij, filosofo russo, come discepolo del mistico armeno Georges Ivanovič Gurdjieff: ogni ramo della scienza cerca di elaborare e stabilire un linguaggio esatto per se stesso. Non vi è però un linguaggio universale. Per una comprensione esatta è necessario un linguaggio esatto. Questo nuovo linguaggio si basa sul principio della relatività; vale a dire che introduce la relatività in tutti i concetti e perciò rende possibile un’accurata determinazione dell’angolatura di pensiero – rendendo possibile stabilire immediatamente ciò che si sta dicendo, da quale punto di vista ed in relazione a che cosa. In questo nuovo linguaggio, tutte le idee sono concentrate attorno ad una sola idea. Quest’idea centrale è l’idea di evoluzione…. e l’evoluzione dell’uomo è l’evoluzione della sua coscienza.

Massimo Lanzaro

Bibliografia e note 1. James Hillman, Psicologia Alchemica, Adelphi, 2013 2. Paolo Francesco Pieri, Dizionario junghiano, Bollati Boringhieri, Torino, 1998 3. Piotr Demianovich Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1978 4. The Mental Health Act 1983 (c.20), UK Parliament 5. Joseph Campbell, Il potere del mito, 1 ed., TEA, 1994 6. Jolande Jacobi, Symbols in an Individual Analysis, in C. G. Jung ed, Man and his Symbols (1978 [1964]) Part 5

 

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10 Risposte

  1. Speriamo allora che il relativismo nel campo della medicina si prefigga come fine quello di individuare quali amputazioni “rituali” configurano l’Anima del paziente, per ripristinare il dialogo tra quel corpo e la psiche, che è la sua storia, il modo di sentire l’ambiente in cui vive e che determina quelle accezioni o forme particolari in cui si differenzia, da individuo a individuo, il rapporto tra stress e organo bersaglio e quindi nel tipo di malattia. Si spera che “l’angolatura di pensiero” e il “punto di vista” siano sempre quelle del paziente, nel quale lo scienziato dovrebbe immedesimarsi, e che “l’evoluzione” preveda il recupero, sempre da parte del paziente, dell’interezza della Forma, prima, per poterla aprire poi a nuova energia. E, l’avrò già detto da qualche parte, speriamo che il medico sia cosciente nel sollevare il paziente dalla vergogna di provare dolore.

  2. Lo studio, la cultura, la scienza, la filosofia, la champions league, etc, senza un frammento del Principio Solare, sono espressioni della sconfitta umana.

    Senza questo Principio Solare, la scienza, che si vanta d’ essere la vera sapienza, la vera dottrina e la vera magia…., è, quasi, IMPOTENTE su tutto.

    Gli eterni e immortali filosofi dell’ antica greci, ossia Pitagora, Eraclito, Socrate, Aristotele, Platone etc, guarivano di qualsiasi malattia… solo col digiuno…, ATTENZZZZZIONEEEE ,ma ,perchè essi avevano Il concetto del Logos.

    Questi avevano gli attributi…. .

  3. c’è che ormai ho imparato a sognare da la…..

  4. Rafeluzzzzzu, Rafeluzzzzzu, etc. ect. Stasera o domani ti scriverò una missssssssiva,

    TI DIRO,’ DOVE E’ L’ ISIS ,E CHI SONO COSTORO… NON LO IMMAGINERAI MAI E POI MAI.

    Don Raffaele, buona serata

  5. Rafelù, l’ Isis è il mistero dei misteri.

    Ricordati che lo scrittore scrive secondo la sua anima, secondo la sua onestà e secondo i suoi studi.

    Il giornalista, in questo periodo storico, non scrive in base alla sua professionalità, alla sua psiche , ma scrive, a ciò che chiede il suo diretttttore.

    L’ arte è sedurre e ingannare il povero lettore.

  6. Rafè, Rafè, Rafè, boummmm, bum, bum

    Ogni giorno in Italiaaaaaa arrivano da duemila a quattromila, profughiiiiiiiiiiiiiiiii. E’ giusto che sia così. C’ è la guerra ?

    Ma la guerra non c’ è in Marocco, non c’ è in Algeria, non c’è in Turchia, non c’ è a Malta, non c’ è in Grecia, in Arabia Saudita, allora, come mai arrivano solo in Italia e nessuno li vuole, soprattutto i paesi europei?

    Perchè le leggi, le fa l’ Europa. E c’è una regola che dice : ” I profughi si devono fermare, non andare oltre, al paese, che scbarcano”.

    Il 95% di questi profughi sono giovani da 20 a 35 anni, c’ è qualche donna e qualche bimbo.

    NON HO VISTO ANZIANI E ANZIANE.

    Ma se c’ è la guerrrrra, i giornalisti, i parlamentari, le associazioni umanitarie,i sindacati, ecc, dovrebbero dire :

    ” CHE STIAMO A FA ? QUI ARRIVANO SOLO GIOVANI ? ”

    MA,SE C’ E’ BELLIGERANZA NON DEVONO ARRIVARE I GIOVANI MUSCOLOSIIIIII, IN ITALIA, MA DOVREBBERO ARRIVARE LE PERSONE ANZIANE, I DEBOLI E GLI INDIFESI.

    I VECCHI STANNO SOTTO LE BOMBE E I GIOVANI VENGONO A FARE I DISOCCUPATI IN ITALIA ?

    Veramente non capisco cosa ci vogliono spiegare. I vegliardi rimangono dove c’ è l’ inferno e i giovani vanno a fare le vecanze ?

    LE DONNE, GLI ANZIANI NON DOVREBBERO STARE SOTTO I MASSACRI DELLA GUERRA, MA DOVREBBERO ESSERE PROTETTI E DOVREBBERO ARRIVARE, LORO, CON I BARCONI, DELLA SPERANZA, NON I RAGAZZOTTI DI 30 ANNI.

    I GIOVANI DOVREBBERO RIMANERE NEL LORO PAESE E DIFENDERE LA PROPRIA NAZIONE.

    Gioele Magaldi, nel suo libro.” Massoni società a responsabilità illimitata,” di 650 pagine, che non ho letto tutto, scrive ” L ISIS, AL QUAEDA LA MAFIA SONO AFFILIATI ALLA MASSONERIA.

    L’ Isis, lo ha detto chiaro : ” Noi siamo a sud di Roma, dobbiamo conquistare il mondo in base al disegno della sharia, DEL PROFETISSSSSIMO e fare schiave le vostre donne.”

    Le guerre, la disoccupazione, i suicidi, le aziende che chiudano, i giovani che non trovano lavoro, uomini e donne che perdono le case, la disperazione che procede con autorità, nelle strade italiane;

    inoltre, c’è una banca, di quattro privati che finanzia, i soldi, allo stato,

    INCREDIBBBBBBILE, DOVREBBE ESSERE IL CONTRARIO, ALTRIMENTI UNO STATO DIVENTA POVEROOOOOOOOOO; col sistema euro, mettono in ginocchio tutta l’ economia, di un paese

    TUTTI ZITTI, CHI CI DOVREBBE DIRE LA VERITA’

    Questa carogna dittatura, questo sistema del dolore, questo caos che sta portando il pensiero degli italiani alla paura e all’ IMPOTENZA, nasce dal nemico del Logos e dal nemico degli uomini, la cui istanza è il maleficio, l’ immoralità, la disonestà che si esprime, attraveso i poteri della disgrazia, del crimine e del peccato

    Fra un anno, due anni, speriamo di no, I BARCONI DEI GIOVANI E NON DEGLI ANZIANI, se non prima, si trasformeranno in attentati e speriamo che non ci sia, la terza guerra mondiale… .

    MA ALLA FINE PERDERANNO, SARANNO SCONFITTI, NESSUNA PAURA, PORTERO’ LE PROVE.

    LA VITTORIA CHE AVVERA’, CONTRO COSTORO, SARA’ ANTICIPATA DA UN SEGNO COSMICO , DOPO QUESTO AVVERTIMENTO, RIPETO DOPO QUESTO AVVERTIMENTO, CI SARA’ LA VERA PACE, CI SARA’ IL VERO INARRESTABBBBBBILE TRIONFO. Non è profezia e né superstizione, ma diventerà TRACCIA, SCIA, IMPRONTA.

    SARANNO ANNIENTATI.

    Rafeluzzzzzzu, Rafeluzzzzzu, Rafeluzzzzzzu, il grandissssssimo, etc, etc, etc, etc. infinito e maggggggggico, ecc.eccccc

    “ Affari italiani “ commenta, in parte, le liste e i nomi del libro di Magaldi . INCREDIBILE. C’ è anche Jung e Hillman

    “radiografia del potere.
    LE LISTE – Le liste di presunti massoni fatte da Magaldi nel libro è assolutamente sconvolgente. Si parte dal massone ante litteram Giordano Bruno per arrivare a Napolitano, Draghi, Berlusconi, Hollande, Merkel, Putin, Gandhi, Papa Giovanni XXIII, Mozart, Mazzini, Garibaldi, Obama, Chaplin, Lagarde, Blair, Padoan, Roosevelt e tantissimi altri. Già, perché, afferma Magaldi, “se non sei massone non hai alcuna chance di arrivare al vero potere”.

    BERLUSCONI – Tra i nomi fatti da Magaldi c’è anche Silvio Berlusconi, descritto come “un attento cultore di astrologia, uno studioso di esoterismo egizio, un frequentatore del milieu massonico internazionale con strette relazioni negli ambienti latomistici angloamericani più conservatori”.

    RENZI-NAPOLITANO-DRAGHI E L’EDITORIALE DI DE BORTOLI – Secondo Magaldi il pallino in mano, per quanto riguarda l’Italia, ce l’hanno in mano Napolitano e Draghi, che per Magaldi sarebbero massoni, apprezzati e influenti anche a livello internazionale. Discorso diverso per Renzi. Magaldi descrive Renzi come “un aspirante massone elitario” al quale “ancor non è stato accordato l’accesso a una almeno delle superlogge sovranazionali”.

    L’obiettivo di Renzi, secondo Magaldi, sarebbe quello di entrare “non presso il Grande Oriente d’Italia o presso qualche altra comunione massonica ordinaria, su base nazionale italiana o estera. No, il premier italiano punta molto più in alto. Egli vorrebbe essere iniziato presso la Ur-Lodge Three Eyes, la medesima superloggia cui sin dal 1978 fu affiliato Giorgio Napolitano. La stessa superloggia cui è affiliato Mario Draghi”. (—)

    “Il problema è che la sua domanda di affiliazione non è stata ancora accolta perché i vari Dragji, Napolitano, Merkel, Weidmann, Schauble, Trichet, Rutte, Sutherland, ecctera non si fidano di Renzi waanabe massone.

    Considerano Renzi un narcisista, uno spregiudicato e indisciplinato arrivista. Figuriamoci quanto poco venga apprezzato da questi ambienti l’asse Berlusconi-Renzi, sigalto dal

    Patto del Nazareno. Perciò l’atteggiamento dell’establishment massonico neoaristocratico verso l’attuale premier e segretario Pd è ambivalente.

    Da un lato ne apprezzano le politiche sostanzialmente prone al paradigma dell’austerità, dall’altro ne temono l’indisciplina e i potenziali voltafaccia”, considerandolo smodatamente ambiziono e capace di, persino, se gli convenisse, di passare un giorno armi e bagagli con il network massonico progressista”.

    In quest’ottica, secondo Magaldi, va letto il celebre editoriale del direttore del Corriere della Sera De Bortoli su Renzi e i poteri massonici, scritto proprio in concomitanza della visita newyorkese di Renzi.

    Secondo Magaldi l’editoriale aveva il significato di dire al premier: “Caro Renzi, riallineati ai desiderata del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi, altrimenti comincio a sputtanarti sul versante massoneria, sia con riferimento ai tuoi inciuci con Berlusconi, sia, se servirà sparando più in alto”.

    LE UR-LODGES – Magaldi dedica il suo libro alle cosiddette superlogge, definite “i cenacoli massonici protagonisti della storia contemporanea, gruppi e soggetti a orientamento e vocazione strutturalmente sovranazionale e cosmopolita che hanno abbondantemente surclassato l’influenza ormai modesta della massoneria ordinaria”.

    Insomma, coloro che avrebbero in mano il potere vero e il destino del mondo. Magaldi elenca le diverse superlogge, dalla Edmond Burke alla Joseph de Maistre alla White Eagle alla Thomas Paine. E Magaldi sostiene che presso queste Ur-Lodges siano in atto “progetti di involuzione oligarchica, tecnocratica e antidemocratica”, progetti che riguarderebbero “l’Italia, l’Europa e l’Occidente intero”.

    Tra gli italiani nelle Ur-Lodges, ecco i nomi citati da Magaldi: mario Draghi, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Pier Carlo Padoan, Massimo d’Alema, Gianfelice Rocca, Domenico Siniscalco, Giuseppe Recchi, Marta Dassù, Corrado Passer,a Ignazio Visco, Enrico Tommaso Cucchiani, Alfredo Ambrosetti, Carlo Secchi, Emma Marcegaglia, Matteo Arpe, Vittorio GRilli, Giampaolo Di Paola, Federica Guidi. Berlusconi invece avrebbe creato una Ur-Lodge personale, la Loggia del Drago.

    MASSONI SOVIETICI – Nessun paletto nella massoneria, né geografico né ideologico. Solo potere. Così Magaldi spiega come “l’ascesa di Mussolini o Hitler è avvenuta anche grazie allo spregiudicato sostegno e finanziamento del milieu massonico conservatore angloamericano”.

    Allo stesso modo i conservatori facevano tranquillamente affari con i fratelli massoni sovietici. “Pezzi grossi come il segretario generale del Pcus Leonid Breznev e i suoi successori Andropov e Gorbacev, così come Eltsin, hanno chiesto e tranquillamente ottenuto l’affiliazione presso alcune Ur-Lodges”.

    LA STAGIONE DEMOCRATICA E LA REAZIONE DELLA THREE EYES – Secondo Magaldi c’è anche un’ala più democratica e progressista all’interno della massoneria. E il grande esperimento democratico, persino rivoluzionario, fu fatto all’inizio degli anni ’60, con l’elezione del primo Papa, secondo Magaldi, massone e di Kennedy.

    Un progetto finito troppo presto. Un altro massone rivoluzionario sarebbe stato Luther King, anche lui ucciso pochi anni dopo. Da qui inizia quella che Magaldi definisce una “restaurazione neoaristocratica”.

    Una restaurazione guidata dalla superloggia Three Eyes, “una creatura del ricchissimo industriale David Rockefeller, del futuro segretario di Stato Henry Kissinger e del futuro consigliere per la Sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski che nel 1978 sarà il principale artefice dell’elezione a pontefice del polacco Wojtyla”.

    Molti anche gli affiliati italiani, secondo Magaldi, su tutti Gianni Agnelli ma anche Enrico Cuccia e il principe Borghese. E, secondo Magaldi, persino Napolitano… Eventi come l’attentato a Reagan e a Wojtyla rientrano, secondo Magaldi, in lotte di potere tra diverse superlogge.

    IL PROGETTO UNITED FREEMASONS – Secondo Magaldi sono sempre le superlogge, nel 1981 a dare il via alla globalizzazione con un progetto segretissimo e sovranazionale.

    Che conterrebbe questi punti salienti: “Sostegno al fratello Deng Xiaoping e alla sua politica di apertura della Cina al libero mercato, destrutturazione e liquidazione dell’Urss e del Patto di Varsavia grazie all’ascesa del fratello Gorbacev e alla rottamazikone dei vecchi titani del Pcus come il segretario generale Breznev e i suoi più stretti seguaci e successori.

    Accelerazione del progresso di integrazione economica e politica dell’Europa. Riunificazione tedesca, riconferma della sorella Margaret Thatcher e sabotaggio del Labour Party del Regno Unito, ritorno dell’Argentina alla democrazia, smantellamento progressivo dell’apartheid ein Sudafrica e scarcerazione del fratello Nelson Mandela. Alternanza ovunque, a cominciare dagli Usa, di governi conservatori e progressisti secondo una tabelle di marcia ben precisa. Ovviamente a un patto: che tutti abbiano il rigoroso gradimenti dei grembiulini che contano.

    LA SUPERLOGGIA IMPAZZITA – Secondo Magaldi c’è una ulteriore superloggia, quella creata da Bush Sr. e altri compagni delle altre superlogge che si sono sentiti esclusi dal progetto United Freemasons e dalla rielezione di Clinton. “La chiamano Hathor Pentalpha”, sostiene Magaldi, che la definisce una “loggia della vendetta e della sete di sangue”, della quale avrebbe fatto parte persino Osama Bin Laden. Una superloggia che estenderebbe la sua inquietante ombra sugli eventi degli ultimi anni, a partire dall’11 settembre 2001. La risposta progressista è la nuova superloggia “Maat”, della quale secondo Magaldi farebbe parte Obama.

    L’ISIS E LE NUOVE GUERRE – Ma ora il disegno delle superlogge è quello di far tornare al potere l’ala più conservatrice e guerrafondaia, secondo Magaldi. E per farlo si starebbe servendo della guerra santa dell’Isis. Magaldi sostiene che colui che proclamato il Califfato islamico farebbe parte della Hathor Pentalpha, vale a dire Al-Baghdadi,

    “imprigionato in Iraq nel 2004 come terrorista pericoloso e che subito dopo l’affiliazione a fil di spada viene liberato”. Il tutto mentre viene “ufficiosamente lanciata la candidatura del fratello Jeb Bush alla Casa Bianca”.

    “Da qui al 2016″, sostiene Magaldi, grazie all’avanzata dell’Isis, prenderà il via una formidabile campagna planetaria per portare un un nuovo Buish a Washington. L’ennesimo Bush guerrafondaio. Avremo così nuove guerre infinite in Medio Oriente”. E ora, scrive Magaldi, resta da capire come pensano di controbattere a questa minaccia i fratelli

    LE DEDICHE DI GIOELE MAGALDI CON LE LISTE DEI NOMI (per gentile concessione di Chiarelettere)
    A Olympe de Gouges ed Eleanor Roosevelt, donne libere e di buoni costumi

    L’intera trilogia di Massoni. Società a responsabilità illimitata, di cui questo testo rappresenta il primo volume, è dedicata principalmente a Olympe de Gouges (1748-1793) ed Eleanor Roosevelt (1884-1962), le più grandi e coraggiose fra le sorelle muratrici che abbiano mai cinto il grembiuli no lato-mistico e operato con efficacia imperitura al bene e al progresso dell’umanità.

    Ma come non menzionare, fra le tantissime altre donne «libere e di buoni costumi»’ che ispirarono le loro vite ai più nobili e alti principi massonici (pur nell’inevitabile presenza di alcune ombre, frammiste a maggioritarie luci), anche libere muratrici dello spessore di: Mary Wollstonecraft (1759-1797),

    Sophie de Condorcet (1764-1822), Harriet Taylor Mill (1807-1858), Cristina Trivulzio di Belgiojoso (1808-1871), Marie Adélalde Deraismes (1828-1894), Jesse White Mario (1832-1906), Lucretia Coffin Mott (1793-1880), Mathilde Franziska Anneke (1817-1884), Malwida von Meysenbug (1816-1903),

    Susan Brownell Anthony (1820-1906), Julia Ward Howe (1819-1910), Elizabeth Cady Stanton (1815-1902),
    Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), Annie Besant (1847-1933), Emmeline Pankhurst (1858-1928), Marie Curie (1867-1934), Martha Beatrice Webb (1858-1943), Virginia Woolf (1882-1941), Maria Montessori (1870-1952), Golda Meir (1898-1978), Alva Myrdal (1902-1986), Indira Gandhi (1917- 1984) .

    Una peculiare intestazione dedicatoria va rivolta al massone ante litteram e protomartire della moderna libera muratoria, Giordano Bruno (1548-1600). Peraltro, una dedica sentita deve per forza di cose andare ai seguenti fratelli liberi muratori (anch’essi latori di moltissime luci, in mezzo ad assai più trascurabili opacità): John Locke (1632-1704), Isaac Newton (1642-1727),

    Jean «John» Theo¬philus Desaguliers (1683-1744), Montesquieu (1689-1755), Voltaire (1694-1778), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Giacomo Casa¬nova (1725-1798), Cagliostro (1743-1795), Cesare Beccaria (1738-1794), Benjamin Franklin (1706-1790), George Washington (1732-1799), Thomas Jefferson (1743-1826), Thomas Paine (1737-1809),

    Nicolas de Condorcet (1743-1794), Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau (1749-1791), Philippe Egalité (1747-1793), Jacques Brissot (1754-1793), Camille Desmoulins (1760-1794), Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), Gilbert du Motier de La Fayette (1757-1834), Jacques Laffitte (1767-1844), Francisco de Miranda (1750-1816),
    Napoleone Bonaparte (1769-1821), nella sua fase filorepubblicana, Rafael del Riego (1784-1823),

    George Gordon Byron (1788-1824), Alessandro Ypsilanti (1792-1828), José de San Martin (1778-1850), Simón Bolívar (1783-1830), Aleksandr Sergeevic Puskin (1799-1837),
    Samuel Gridley Howe (1801-1876), William Lloyd Garrison (1805-1879), Ralph Waldo Emerson (1803-1882), Thaddeus Stevens (1792-1868), Charles Sumner (1811-1874), Benjamin Wade (1800-1878), William Cullen Bryant (1794-1878), Carl Schurz (1829-1906),

    Aleksandr Ivanovic Herzen (1812-1870), Giuseppe Mazzini (1805-1872), John Stuart Mill (1806-1873), Giuseppe Garibaldi (1807-1882), Jules Michelet (1798¬1874), i

    l Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) della maturità, che, pur non abdicando alle migliori istanze del socialismo, comprese l’importanza del libero mercato, della proprietà privata e della società civile come altrettanti freni libertari e pluralisti alla potenziale invadenza autoritaria del potere statuale, Louis Blanc (1811-1882), Victor Hugo (1802-1885),

    Lajos Kossuth (1802-1894), Charles Darwin (1809-1882), José Martí (1853-1895), Lev Nicolàevic Tolstòj (1828-1910), Giosuè Carducci (1835-1907), Max Weber (1864-1920), John Dewey (1859-1952), Leonard Hobhouse (1864-1929), Sigmund Freud (1856-1939), Theodore Roosevelt (1858-1919), Thomas Woodrow Wilson (1856-1924), Eduard Bernstein (1850-1932),

    George Bernard Shaw (1856-1950), Mustafa Kemal Ataturk (1881-1938), Gerard Swope (1872-1957), John Maynard Keynes (1883-1946), Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), Mohandas Karamchand Gandhi detto «il Mahatma» (1869-1948), Aleksandr Fédorovic Kerenskij (1881-1970), George Orwell (1903-1950),

    Carl Gustav Jung (1875-1961), Albert Einstein (1879-1955), George Marshall (1880-1959), Clement Attlee (1883-1967), Harry Truman (1884-1972), William Beveridge (1879-1963), Charlie Chaplin (1889-1977), Angelo Giuseppe Roncalli divenuto Giovanni XXIII (1881-1963), Antonio de Curtis detto Totò (1898-1967),

    Martin Luther King (1929-1968), Meuccio Ruini (1877-1970), Federico Caffé (1914-1987), Karl Popper (1902-1994), Altiero Spinelli (1907-1986), Gunnar Myrdal (1898-1987), Paul Feyerabend (1924-1994), Harold Wilson (1916-1995), Thomas Kuhn (1922-1996), Robert William Komer (1922-2000), John Rawls (1921-2002), John Kenneth Galbraith (1908-2006),

    James Hillman (1926-2011), Arthur Schlesinger Jr. (1917-2007), senza dimenticare molti altri, di analoga sensibilità progressista — contestualmente al tempo in cui vissero —, che pure saranno menzionati nel corso della trilogia di Massoni.

    Una dedica speciale e a parte, al di là di tutte le incomprensioni, le delusioni e i litigi, al di là del tempo e dello spazio, va a Giuseppe «Pino» Abramo (1933-2014).

    Inoltre, una dedica importante va anche a Ivan Mosca (1915-2005), Franco Cuomo (1938-2007), Ted Kennedy (1932-2009), Antonio Giolitti (1915- 2010), Michele Raffi (1968-2013), Rosario «Rino» Morbegno (1930-2013),
    Carlo Maria Martini (1927-2012), Ernest Borgnine (1917-2012), Rita Levi Montalcini (1909-2012), Hugo Chavez (1954-2013), Nelson Mandela (1918-2013), Arnoldo Foà (1916-2014), Gabriel Garda Marquez (192-¬2014),

    Italo Libri, Enrico Simoni e a tutti quei massoni di ogni latitudine geografica passati di recente all’Oriente Eterno, i quali, con il loro pensiero e le loro azioni, hanno incarnato pregi e difetti, grandezze e miserie, fragilità e punti di forza della via iniziatica libero-muratoria. “

  7. Grazie Carissimo Luigggione per aver riportato queste inquietanti notizie per tanti amici ed amiche di questa preziosa casa… Io per conto mio, già da molto tempo, tramite mio figlio, sapevo di queste cose… dei malavitosi legami che ci sono stati da sempre, tra mafia, politica, massoneria, chiesa e ……….

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