B-Side Precari di Successo

“il Regista, sceneggiatore e attore, alessandro bardani, campione d’incassi questa stagione, con lo spettacolo
“il più bel secolo della mia vita”, con Giorgio Colangeli e Francesco Montanari; torna in scena
con lo spettacolo “b side – precari di successo” con un cast di giovani attori che fanno parte della neo-nata
“Compagnia Passion”, che già vanta collaborazioni con attori come Giorgio Colangeli e Luca di Capua.
bardani torna dopo 5 anni al cometa off, teatro doveiniziò la sua carriera e proprio con lo stesso testo”,

“B-Side Precari di Successo” è una vera e propria sit-com live.
I nostri sei personaggi semplici e ostentati all’apparenza, maschere leggere e felici nascondono un b-side …più profondo e ricco di sfumature, più vero e intimo… un po’ come i cd singoli… dove dietro il pezzo commerciale si trova quello inedito… meno scontato, più ricercato e unico… Noè Army Nicoletta Martina Veruska e Antonio sono alla ricerca del proprio posto nel mondo, di sé e della propria realizzazione personale … e si sveleranno al pubblico attraverso Gag divertenti e momenti di verità… una commedia esilarante scritta e diretta ad arte da Alessandro Bardani Andreasi. Musiche originali “Deserto Rosso”

ok

Roma 3 e 4 luglio ore 21
Teatro Cometa Off

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Cinema da non perdere: “Vulcano”, l’opera prima del guatemalteco Jayro Bustamante pone l’accento sui problemi di un popolo

ixcanul1E’ un film bello e potente “Vulcano”, l’opera prima del guatemalteco Jayro Bustamante, vincitore dell’Orso d’Argento – Alfred Bauer Priz all’ultimo Festival di Berlino. La protagonista della storia è Maria (Maria Mercedes Coroy), una ragazza maya di diciassette anni che vive e lavora con i genitori in una piantagione di caffé alle pendici di un vulcano, l’Ixcanul, attivo in Guatemala. La sua vita e quella dei suoi genitori scorrono lentamente con i gesti quotidiani, la lingua locale, le tradizioni e il profondo legale che hanno con la terra. Ma il destino che le è stato assegnato non le piace, anche perché la sua famiglia ha deciso di farla sposare a Ignacio, il supervisore della piantagione, molto più grande di lei, vedovo con prole. La ragazza sogna di trasferirsi nella grande città e questo suo desiderio sembra realizzarsi con Pepe, un giovane raccoglitore che vuole andare a vivere negli Stati uniti. Maria lo seduce facendosi promettere di portarla con sé. Ma il ragazzo fugge, lasciandola, incinta, al suo destino. Il film, oltre che nella perfezione della struttura narrativa, dei personaggi e  i paesaggi straordinari, mette in evidenza realtà oscure come il rapimento dei bambini guatemaltechi. Il regista a quattordici anni è andato via dal Guatemala con la madre medico per trasferirsi prima a Parigi e poi a Roma. Tornato nel suo paese d’origine, oltre al disastro ambientale e civile delle popolazioni indigene, è venuto a conoscenza della piaga riguardante la sottrazione sistematica dei neonati alle madri maya. “Le comunità che abitano gli altipiani guatemaltechi sono sempre state afflitte da un elevato tasso di discriminazione e hanno subito il violento impatto del traffico dei minori nel corso del conflitto armato che ha flagellato il Paese e anche oltre (1960-1996)”, ha raccontato Bustamante. Tra l’altro, non è un fenomeno sconosciuto. L’ONU, infatti, riferisce  che avvengono circa quattrocento sequestri di bambini l’anno e la responsabilità di questo crimine va ricercata tra  notai,  giudici, medici, direttori di orfanotrofi, poliziotti corrotti e altri ancora. Nel film, Maria ha un contatto con il “mondo moderno” quando, a gravidanza avanzata, viene morsa da un serpente e, per salvare lei e la sua creatura, i suoi genitori la portano in ospedale con Ignazio. La ragazza si salva, la bimba che portava in grembo no, le dicono che è morta deformata dal veleno. La verità è un’altra e quando Maria lo scoprirà sarà troppo tardi.

Clara Martinelli

La pena d’amore

Lo strepitare di un passero alle gronde
La luna che risplende e il cielo latteo,
E l’armonia solenne delle foglie avevano
Cancellato l’immagine e il grido dell’uomo.

Una fanciulla sorse con le rosse labbra
Dolorose e sembrò la grandezza
Di tutto il mondo in lacrime,
Dannata come Ulisse, le navi infaticabili, fiera
Come Priamo assassinato insieme alla sua gente;

Sorse, e all’istante le gronde clamorose, e la luna
Che arrampicava sopra un cielo vuoto, e tutto
Quel lamento di foglie non poterono
Che ricomporre l’immagine e il grido dell’uomo.

William Butler Yeats

Cinema: “Una storia sbagliata” di Gianluca Maria Tavarelli parla di amore e di guerra

una storia sbagliata“Una storia sbagliata” di Gianluca Maria tavarelli è un film drammatico, che si muove tra un amore tormentato e una guerra ancora più complicata. Il conflitto è quello iracheno, a causa del quale le vite di Stefania (Isabella Ragonese) e Roberto (Francesco Scianna), giovani sposi, con il desiderio di avere un figlio,  si dividono. Vivono a Gela, lei è infermiera, partecipa attivamente alla protesta contro l’inquinamento ambientale generato dall’industria, che ha provocato tumori e malformazioni nella popolazione infantile. Lui è un militare in missione a Nassirya. Pensano entrambi ad un’esistenza come tante divisa tra lavoro, famiglia e una nuova casa. Fino a quando Stefania non nota in Roberto un cambiamento, che si fa sempre più evidente ogni volta che il marito ritorna dalla missione. Ha uno strano presentimento e lo implora di non partire più per quei posti che tanto lo inquietano e non lo fanno più essere lo stesso. Ma Roberto non riesce a stare nella quotidianità che Gela e Stefania gli offrono e decide di tornare in Iraq ancora una volta. Sarà l’ultima, perché resterà  coinvolto in un attentato. Stefania allora, alla ricerca di una verità che non riesce ad accettare, decide di andare coi Medici di Emergenza Sorrisi a Nassiriya (un’associazione che esiste realmente) per operare i bambini iracheni con il labbro leporino. Vuole sapere chi realmente fosse l’attentatore e conoscere la sua famiglia. Agisce,  in gran segreto, aiutata da un giovane iracheno. Una donna, quindi, e il suo dolore che la rende dura e strategica. Stefania, al termine del suo viaggio, comprenderà aspetti di sé che non aveva mai considerato, chiusa nell’ambiente provinciale di Gela. Per la protagonista è un aprirsi al mondo con coraggio e determinazione, misurandosi con qualcosa che è più grande di lei (la seconda guerra del Golfo e le sue conseguenze) e con un mondo, quello arabo, diverso dal suo, ma con un elemento in comune:  le opinioni, le sensazioni delle donne contano poco. Roberto non ascolta Stefania quando gli dice di non partire e anche la moglie dell’attentore non avrà neppure interpellato la sua prendendo la decisione di farsi esplodere.

Clara Martinelli

Al cinema: “Crushed Lives – il sesso dopo i figli” esplora in modo intelligente e divertente i problemi dei neo genitori

A068_C027_1127PEE’ una commedia divertente ed intelligente “Crushed Lives – il sesso dopo i figli”, da oggi nelle sale, diretto da Alessandro Colizzi, che l’ha scritto insieme alla moglie Silvia Cossu, scrittrice e sceneggiatrice. Il film analizza, attraverso alcuni step, cosa succede nella sfera sessuale delle coppie quando arriva un figlio. Quando, appunto, da due si diventa tre, dallo status di coppia si passa a quello di famiglia e il sesso viene meno in conseguenza del fatto che non si è più solo moglie e marito, amanti, ma anche e, soprattutto, madre e padre. Il film è centrato su Saverio (Walter Leonardi), un regista che, per realizzare un film documentario sul “sesso dopo i figli”,  intervista tre coppie. Anche lui ha una compagna (Nicoletta Romanoff), hanno un figlio piccolo e raccontano con gli altri della loro intimità. Per avere un quadro completo, Saverio si rivolge anche ad una prostituta, indicata da uno degli intervistati in un colloquio privato, e fa delle domande anche ad un’esperta del settore, la proprietaria di un sexy shop con oggettistica d’avanguardia. Gli attori, tutti molto bravi, mettono in scena quelle che sono le dinamiche, spesso sottovalutate, che si instaurano quando il tempo da dedicare alla coppia è quasi nullo, perché il nuovo arrivato pretende giustamente le attenzioni della mamma e del papà, anche nel cuore della notte. Tali dinamiche, se non sono frenate in tempo, portano inesorabilmente verso la separazione. Pure Saverio, probabilmente, intraprende il suo viaggio documentaristico, più che per fini professionali, per risolvere problemi suoi e che, a confronto con gli altri, gli appariranno comuni e anche meno seri di quello che sembravano. Alessandro Colizzi e Silvia Cossu che sull’argomento aveva scritto il libro satirico “PATRATAC – il sesso dopo i figli” (da qui l’idea per il film), hanno realizzato con questa pellicola uno spaccato sociologico molto importante che analizza i cambiamenti in atto nella nostra società. Partendo da spunti autobiografici (“Siamo insieme dal ’90, abbiamo due ragazzi di 14 e 12 anni e conosciamo bene le situazioni che raccontiamo”, ha detto Silvia), sono riusciti a far parlare i loro personaggi di argomenti di cui gli interessati non discutono volentieri, mettendoli su un piano comune. D’altro canto, quale coppia con prole non c’è passata?

Clara Martinelli

Non sarà il canto delle sirene…

La linea d’ombra

Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. E’ privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni.
Si chiude dietro di noi il cancelletto della pura fanciullezza – e si addentra in un giardino incantato. Persino le ombre vi risplendono promettenti. ogni svolta del sentiero è piena di seduzioni. E questo non perché sia una terra inesplorata. Si sa bene che tutta l’umanità ha già percorso questa strada. E’ il fascino dell’esperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale – un po’ di noi stessi.
Si procede eccitati, divertiti, riconoscendo le orme di coloro che ci hanno preceduto, intrecciando la buona e la cattiva sorte – le rose e le spine, come dice il proverbio – quel pittoresco, comune destino che tiene in serbo tante possibilità di successo per chi le merita, o, forse, per chi è fortunato. Sì, si procede. Ed anche il tempo procede finché non si scorge dinanzi a noi una linea d’ombra che ci avverte che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata alle spalle.”

Joseph Conrad, “La linea d’ombra”