Morire dal ridere

Un tempo ridevamo delle disavventure del nostro vicino, degli abitanti del nostro villaggio, delle città, delle nostre province, della nazione in cui abitavamo. Oggi, grazie alla grande diffusione dei mezzi d’informazione, possiamo ridire di tutto il mondo. Come si ride? E’ molto semplice: premesso che il riso è una facoltà propria dell’uomo, è sufficiente modificare il ritmo respiratorio e la mimica del volto. Si ha dapprima dilatazione e contrazione dei muscoli delle labbra e delle guance, mentre l’espirazione viene sospesa; quindi le contrazioni si rafforzano e si estendono a tutti i muscoli della faccia, le scosse si ripercuotono nella gola e le spalle cominciano ad agitarsi; infine tutto il corpo vi partecipa convulsamente sino al punto da potersi verificare lacrimazione, perdita di urine specialmente nelle donne, dolor di ventre per gli urti del diaframma sulla massa intestinale. Il riso, in conclusione, può essere pericolosissimo infatti, si dice: <<Morire dal ridere..>>, <<Ho riso da morire…>>. Mentre non si dice: <<Morire dal piangere…>>, <<Ho pianto da morire…>>.”

Alberto Sordi da “La Repubblica”

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Rosario Naddeo

A tutti gli amici del Temenos ed anche a chi capita per la prima volta o per caso su questo blog: è tornato il Viandante. Mi ha mandato una bellissima lettera e un’ottima bottiglia di vino.

Per ora non posso dire altro.

Ma immaginavo che avrei fatto lieti tutti gli amici di Interagiranime nel comunicare il suo ritorno.

Comunque ci è vicino.

…Per concludere ecco a voi Pessoa. Vi mando con affetto una poesia che ho letto molte volte in trasmissione e che mi è stata anche segnalata da Tony Kospan il 10 settembre scorso:

SOLTANTO NON SAREBBE

“La vita sarebbe

forse più semplice

se io

non ti avessi mai incontrata

Meno sconforto

ogni volta

che dobbiamo separarci

meno paura

della prossima separazione

e di quella che ancora verrà

E anche meno

di quella nostalgia impotente

che quando non ci sei

pretende l’impossibile

e subito fra un istante

e che poi

giacchè non è possibile

si sgpmenta

e respira a fatica

La vita

sarebbe forse

più semplice

se io

non ti avessi incontrata

Soltanto non sarebbe…

la mia vita.”

Un aspetto della fede

Carissimi, nel suo intervento dell’8 settembre dentro il nostro Temenos, Marco ha usato parole avviluppanti.

E’ giusto che le leggiamo tutti. Soprattutto, fate attenzione  alle ultime due righe.

Sono speranza pura:

“Un aspetto della Fede forse è proprio quello di sentirsi amati a prescindere dagli eventi dolorosi della vita…ci vorrebbe un nuovo sguardo con cui amare ciò che è vecchio….il tuo, gabriele, è uno sguardo di amico sempre pronto a soccorrere chi ti è vicino…ciò è meraviglioso…

Arriverà spero un girotondo per l’amore , dove non ci siano vanità, giudizi, ma solo sguardi sorridenti di amanti persi nel sogno di una nuova comune sensibilità per la magia del donarsi la vita…..”