Il fascino di ciò che è difficile

Il fascino di ciò che è difficile
M’ha disseccato la linfa nelle vene, ha strappato
Dal mio cuore ogni gioia spontanea
E ogni piacere naturale. Qualcosa affligge il nostro
Puledro, il quale deve, come se non avesse sangue
Divino, né da una nuvola all’altra balzasse sull’Olimpo,
Tremare tutto teso alle frustate, e scuotersi e sudare
Come se trascinasse un carico di pietre. La mia maledizione
Sulle commedie che permettono cinquanta
Interpretazioni diverse, e sulla guerra quotidiana
Con tutti i furfanti e gli sciocchi, e sul mestiere teatrale,
Che è un maneggio d’uomini. Giuro che prima ancora
che l’alba si presenti
Riuscirò a trovare la stalla, e a aprire il catenaccio.

William Butler Yeats

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Gazzella dell’amore imprevisto

 Nessuno capiva il profumo
Dell’oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
Un colibrì d’amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
Sulla piazza con la luna della tua fronte,
Mentre per quattro notti io stringevo
La tua vita, nemica della neve.

Fra i gessi e i gelsomini, il tuo sguardo
Era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
Le lettere d’avorio che dicono sempre

Sempre, sempre: giardino della mia agonia,
Il tuo corpo fuggitivo per sempre,
Il sangue delle tue vene nella mia bocca.
La tua bocca senza luce per la mia morte.

Federico Garcia Lorca

Il brivido

Mi scosse, e mi corse
le vene il ribrezzo.
Passata m’è forse
rasente, col rezzo
dell’ombra sua nera,
la morte. . .
Com’era ?
Veduta vanita,
com’ombra di mosca:
ma ombra infinita,
di nuvola fosca 
che tutto fa sera:
la morte. . .
Com’era ?
Tremenda e veloce
come un uragano
che senza una voce 
dilegua via vano:
silenzio e bufera:
la morte. . .
Com’era ?
Chi vede lei, serra
nè apre più gli occhi. 
Lo metton sotterra
che niuno lo tocchi,
gli chieda—Com’era?
rispondi . . .
com’era ?—

Giovanni Pascoli

Poesia del prodigio 33

La vita che fluisce nelle mie vene giorno e notte,

Danza nel mirabile ritmo dei cieli,

Corre attraverso i pori della terra,

Diffondendo gioia a foglie, fiori, semi,

Anno dopo anno, vita e morte si alternano nel passo

Col flusso e riflusso degli oceani.

La vita immortale pulsa attraverso le mie membra

Dando loro maestà,

E il battito di cuore delle Epoche

Danza nei miei nervi.

Rabindranath Tagore