Contro la morte

Morte, non essere troppo orgogliosa, se anche
qualcuno ti chiama terribile e possente
Tu non lo sei affatto: perché
quelli che pensi di travolgere
in realtà non muoiono, povera morte, né puoi uccidere me.
Se dal riposo e dal sonno, che sono tue immagini,
deriva molto piacere, molto più dovrebbe derivarne da Te, con cui
proprio i nostri migliori se ne vanno,
per primi, tu che riposi le loro ossa e ne liberi l’anima.
Schiava del caso e del destino, di re e disperati,
Tu che dimori con guerra e con veleno, con ogni infermità,
l’oppio e l’incanto ci fanno dormire ugualmente,
e molto meglio del colpo che ci sferri.
Perché tanta superbia? Perché tanta superbia?
Trascorso un breve sonno,
eternamente, resteremo svegli, e la morte
non sarà più, sarai Tu a morire.

John Donne

Vita, fede e miscredenza

Tu sei la mia vita, la mia fede e la mia miscredenza.
Cambia la mia pietra senza valore in un gioiello,
Trasforma dunque la mia miscredenza in fede!
Dona un’anima al mio corpo e guarisci la mia malattia,

Perché Tu sei la mia malattia e la sua guarigione.
Quando mi guardi, donami una luce eterna,

Così ch’io possa cantare senza posa: “Io sono in Te e Tu sei in me”.
Cambia il mio ferro in oro e dona nuova vita alla mia carne.

Sei un oceano illimitato; colma dunque l’oceano di gioielli!
Sei così ricco di attributi che io ne resto stupito.

Quand’anche Tu mi donassi del veleno
io sarei certo in grado di mutarlo in dolcezza.

Jalaluddin Rumi