La pena d’amore

Lo strepitare di un passero alle gronde
La luna che risplende e il cielo latteo,
E l’armonia solenne delle foglie avevano
Cancellato l’immagine e il grido dell’uomo.

Una fanciulla sorse con le rosse labbra
Dolorose e sembrò la grandezza
Di tutto il mondo in lacrime,
Dannata come Ulisse, le navi infaticabili, fiera
Come Priamo assassinato insieme alla sua gente;

Sorse, e all’istante le gronde clamorose, e la luna
Che arrampicava sopra un cielo vuoto, e tutto
Quel lamento di foglie non poterono
Che ricomporre l’immagine e il grido dell’uomo.

William Butler Yeats

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Sui contorni sfumati…

Dammi un confine
che non sia limbo
utero dell’Etna dal fiato caldo
inchiodato alla roccia
dove Empedocle seguì
“vertute e canoscenza ”
che non sia eco
dei profondi abissi
parvenza che illude
anche le corolle
sibilo di vento che distrugge
Dammi grandi ali di neve
e un ramo d’ulivo
perchè la lingua non sa oggi
articolare parole
sciogliere enigmi
liberare profezie
strappare l’ombra in cui viviamo
ma nella parola che sale
cantami  colori d’azzurri fremiti
ne sentirò il silenzio
sui litorali d’ulisse
che ricerco da sempre

M.Allo

Preghiera

PREGHIERA

Dammi un confine
che non sia limbo
utero dell’Etna
dal fiato caldo
inchiodato alla roccia
dove Empedocle
seguì “vertute e canoscenza “
che non sia eco
dei profondi abissi
parvenza
che illude
anche le corolle
sibilo di vento
che distrugge
Dammi grandi ali di neve
e un ramo d’ulivo
perchè la lingua
non sa oggi
articolare parole
sciogliere enigmi
liberare profezie
strappare l’ombra
in cui viviamo
ma nella parola che sale
cantami i colori
d’azzurri fremiti
ne sentirò il silenzio
sui litorali d’ulisse
che ricerco da sempre

M.Allo