Perdita dell’Anima

“La grande malattia del ventesimo secolo […] è la perdita dell’anima. Quando l’anima è trascurata, non si limita ad abbandonarci; essa ricompare nelle ossessioni, nelle dipendenze di ogni genere, nelle forme di violenza e nella perdita di significato. Se non viene onorata, la capacità creativa dell’anima porta alla rovina”.

Thomas Moore

Buon FERRAGOSTO!

Buon Ferragosto,
con pane, salame, prosciutto e, soprattutto, con un buon VINO (mi raccomando, leggete Thomas Moore)!

Sopra: Michelangelo Merisi da Caravaggio, “Bacco”, 1596-97 (part.)

Cura dell’anima

La cura dell’anima è proprio quello che offriamo quando amiamo un’altra persona, e quella cura, perché non sia soltanto sentimentalismo, dovrà comprendere i romantici momenti della tenerezza ma anche quelli carichi di tensione, come sono quelli della gelosia.

Thomas Moore

Impulso alla confessione

La confessione è una evocazione del pentimento, un sentimento che nel cuore ha un posto più profondo del dispiacere, e che mantiene l’anima intatta.

Thomas Moore

Anima Animae 20

Gentili amiche e gentili amici,

nuovo appuntamento con Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Abbiamo ricevuto moltissime vostre opere, di cui parleremo, insieme, nel corso delle puntate. In questa presenteremo la raccolta di poesie “Se la polvere non germoglia” di  Nicolò Sorriga, il saggio Dal divano a Fronesi” e “L’onorevole e altri racconti” di Salvo Geraci,  e, la raccolta di poesie “Diari e Sentieri” di Nunzio Granato.

Per finire sfoglieremo ancora qualche pagina, sempre più trasgressiva, di “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Buona giornata!

CONTATTI

Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

Anima Animae 18

Care e cari,

continuiamo a “parlare” di Afrodite ad Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì, attraverso le pagine di “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Un abbraccio!

CONTATTI

Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

Anima Animae 17

Gentili amiche e gentili amici,

nuovo appuntamento con Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì, e con “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Buona giornata!

CONTATTI

Indirizzo: Anima Animae – Cinquestelle Tv, via Alberto Cadlolo, 90 – 00136 – Roma

Che io possa avere la forza…

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.

Thomas Moore

 

Anima Animae 10

Eccoci al nostro decimo incontro con una nuova puntata di Anima Animae, la mia trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Proseguiamo la “discesa” nelle pagine di “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. In questa trasmissione offronteremo la “portata” psicologica del masochismo e del sadismo, e Moore ne chiarirà, con la sua straordinaria scrittura, il significato, come sempre, dal punto di vista di Anima, e offrendo la possibilità di accedere al giusto, equilibrato e creativo rapporto con la nostra sensualità e sessualità.

Anima Animae 9

Carissimi e gentilissimi amici,

BUON 2011, speriamo che sia un anno sulle ali di PSICHE!

Nuova puntata di Anima Animae, la mia nuova trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Riprendiamo, insieme, il  viaggio nella sensualità e sessualità condotti da “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Un itinerario, quello costruito da Moore, che conduce alla sacralità del sesso, al piacere profondo dell’Amore.

Buona giornata!

Anima Animae 8

Gentili amici,

eccoci ad un nuovo appuntamento con  Anima Animae, la mia nuova trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì. Oltre a presentare testi sempre nuovi, incentrati e rivolti ad una migliore conoscenza di Psiche, ad alcuni vengono dedicate più puntate, come all’irrinunciabile “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. Nel corso del programma ci lasceremo poi incantare dal fascino esoterico del gatto, attraverso il libro “Il Gatto. Magia e Mistero di un Disegno Divino” di Ada Pavan Russo, Eremon Edizioni. L’autrice conduce il lettore in un vero itinerario misterico alla scoperta dell’universo più segreto del gatto, dove la sua arcana seduzione è inscindibilmente legata al Femminile.

Contatti:

Anima Animae – Cinquestelle TV, via Alberto Cadlolo 90 – 00136 – Roma (RM);

redazione@cinquestelletv.it; segreteria@cinquestelletv.it

Anima Animae 7

In questa puntata di Anima Animae, la mia nuova trasmissione in onda su Cinquestelle tv tutti i giorni alle ore 20:45 circa tranne il martedì, affronteremo il tema, importantissimo per la conoscenza dell’interiorità, della sessualità grazie a “Lo spirito del sesso” di Thomas Moore, ed. Sonzogno. In quest’opera, veramente rivoluzionaria, l’autore ri-scopre la luminosità del pensiero antico, integrando la sessualità e l’erotismo in ogni aspetto della vita. Nelle pagine di Moore, si celebra la fondamentale riconciliazione tra corpo e anima, sesso e spirito, per “SCOPRIRE LA SENSUALITÀ NEL QUOTIDIANO PER VIVERE LA VITA COME UN ATTO D’AMORE”.

Anima Animae 3

Gentili viaggiatori,

condivido oggi la terza puntata di “Anima Animae”, la mia nuova trasmissione dedicata ai libri e all’Interiorità in onda tutti i giorni, tranne il martedì, su Cinquestelle tv. In questa puntata passeggeremo in quel “cortile” di meditazioni e memorie, dal denso spessore psichico, costruito da Thomas Moore in “Nel chiostro del mondo. Pensieri per la vita quotidiana”, ed. Moretti & Vitali. Ripercorrendo la sua giovanile esperienza monastica, lo psicoanalista junghiano offre singoli momenti della vita di un monaco filtrando profonde e immediate riflessioni che aiutano a  ri-trovare «il sacro là dove avevamo immaginato soltanto secolarità». A presto!

Pianeti interiori

Sul dolore…

Non c’è dolore in terra che il cielo non possa guarire.

Thomas Moore

la contemplazione della bellezza

Inconscio e Magia – Psiche: “Movimenti della gelosia”

Carissimi, domani 28 marzo su Rai 2 alle ore 6:15 circa andrà in onda la quarta ed ultima puntata speciale del ciclo di Inconscio e Magia – Psiche dedicato alla gelosia. Come sempre citazioni, contributi cinematografici e uno spazio dedicato alle lettere e alle liriche del pubblico.
Vi lascio con le parole di Thomas Moore, filosofo, teologo, musicologo e psicoterapeuta statunitense:

Una profonda attenzione alle emozioni, alle fantasie e ai movimenti della gelosia, potrebbe portarci ancora più addentro alle bizzarrie e agli enigmi dell’anima e, infine, alle radici dell’amore umano. Il nostro linguaggio, la poesia, i film, le canzoni, tutto fa pensare che l’amore sia sempre oltre umano. In termini platonici, l’amore è una follia, un oltrepassare da parte dell’anima i confini umani, per giungere là dove essa trova, sia pure con difficoltà, il dio di cui serba la nostalgia.

OSMOSI

Il post di oggi è uno “slancio” di Maria Allo. E dopo c’è la mia risposta. Quindi poi mi aspetto un come… ovvero altre persone in assonanza. Non desidero interventi eruditi ma di Cuore.

Carissimo Gabriele,
Mi pare di aver capito che la nostra capacità di immaginare è in attività continua perchè possiamo osservare, pensare e sapere attraverso le immagini oniriche trasformate dalle percezioni della mente in tatto, gusto, udito, vista, odorato e allora forse si potrebbe affermare : “L’immaginazione è la più scientifica delle facoltà, perché essa sola comprende l’analogia universale” (C. Baudelaire)

Con stima
Maria

Cara Maria Allo, Baudelaire scrive come Marsilio, ovvero come Moore, ovvero come Jung, ovvero come…

“Dalla filosofia antica alla psicologia del profondo”

Cari amici, domenica 13 Dicembre 2009 insieme al Prof. Giovanni Gocci, Psicologo analitico e direttore della Scuola S.P.P.I.E. “H. Bernheim”, terrò il seminario Dalla filosofia antica alla psicologia del profondo. L’incontro avrà luogo nella Sala Civica “Donini” – via Roma 15, San Martino Buon Albergo (VR), orario: 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00.

La psicologia è un’arte molto antica. Recentemente psico-analisti e filosofi come Thomas Moore e James Hillman hanno indicato in Eraclito il primo vero psico-analista della storia dell’Occidente. Ma non è l’unico, basti pensare ad alcuni aspetti di Platone, di Euripide, di Plotino e Porfirio, di Giamblico e Giuliano l’Apostata, di interi percorsi dello gnosticismo, di molti anni del sufismo e via via fino all’Accademia Platonica fiorentina e quindi a Marsilio Ficino, uno dei più grandi scrutatori di anime di tutti i tempi. E poi ancora Giordano Bruno, fino all’Alchimia per approdare ad uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi, Carl Gustav Jung, vero esploratore degli abissi psichici.

 

COSTO DEL SEMINARIO Euro 50,00 + IVA

Sconto del 50% Diplomati Scuola S.P.P.I.E. – Soci Istituto Bernheim – SIMP

Per Informazioni rivolgersi a :
Cristina Coppa Segreteria Scuola S.P.P.I.E. “ H. Bernheim”
Via XX Settembre, 69- 37069 San Martino B.A. (VR) –
Tel e fax 045 8780252 – Cell. 347 8956203

http://www.bernheim.it/                  scuola@bernheim.it

L’arte della memoria I

L’arte della memoria è una delle tecniche psicologiche più significative di tutti i tempi. Abuserò della vostra pazienza e comincerò a trattarla in una serie di articoli. Prima nel suo aspetto di tecnica vera e propria e poi scenderò verso ambiti psichici profondi. Mi rifarò agli studi di Frances Yates, Thomas Moore e Marsilio Ficino.

Nel secolo XVI intervengono mutamenti radicali in una delle tecniche retoriche più esercitate, la cosiddetta “arte della memoria”.
Questa forma di apprendimento veniva definita “arte” per le sue implicite possibilità creative inerenti alle infinite potenzialità combinatorie. L’uomo contemporaneo è abituato a memorizzare dividendo per specie e generi, per analisi, per similitudini concettuali, grammaticali e sintattiche. E così avvezzo a operare con questo tipo di mezzo da non porre mai mente a come l’antichità abbia fatto uso di un altro tipo di memoria, diversa e apprendibile con estrema difficoltà: è appunto l’ars memoriae di cui si parlava. La mnemonica moderna discende da Pietro Ramo e si è affermata nel mondo occidentale solo a partire dal 1600; l’altra non è databile, essendo presente da sempre nel mondo antico, basandosi sulla convinzione della maggiore potenza della memoria visiva rispetto a quella concettuale.
Lo studente che si dedicava all’apprendimento di quest’ultima doveva cominciare a imprimersi nella mente immagini familiari (per esempio la sua stanza da letto) per passare a quelle di luoghi meno noti, all’esterno, come piazze oppure facciate di cattedrali (spesso costruite per servire da immagini memorizzabili, come sostiene la Yates in L’arte della memoria, ai capitoli X-VI-X). Una volta fatta propria questa facoltà, lo studente immaginava scene non reali, ma di invenzione, purché ricche di particolari facilmente imprimibili. A ogni immagine registrata veniva poi accostato il concetto (oppure la parola) da ricordare. In questo modo, allorché si doveva rammentare un discorso oppure un tema o altro ancora, si tornava con la mente alla figura memorizzata e ricollegandosi visivamente ai suoi particolari, si ricordavano quei concetti che si erano accostati ai dettagli della figura. È evidente che la maggiore quantità di figure rendeva più dilatabile la possibilità mnemonica del rètore. Lullo, Scaligero, Della Porta e soprattutto Bruno avevano creato infinite possibilità combinatorie di immagini, rendendo parimenti vasta la potenzialità concettuale.
Il De umbris idearun e il Cantus circaeus sono le opere mnemoniche bruniane che più delle altre attestano questa infinita possibilità di combinazioni fra le immagini. «L’ars memoriae non si pone più come una semplice forma retorica, né l’ars combinatoria come una tecnica logica… Appaiono strettamente collegate ai temi di una metafisica esemplaristica e neoplatonica, ai motivi della cabala e della tradizione ermetica, agli ideali della magia e dell’astrologia… Inserite nel discorso, pieno di toni iniziatici di una magia rinnovata, queste tecniche cambiavano in realtà funzione e significato, perdevano contatto con il terreno delle scienze mondane, della dialettica, della retorica, della medicina: apparivano miracolosi strumenti cui era opportuno affidarsi per il raggiungimento del sapere totale o della pansofia (Paolo Rossi, Le origini della Pansofia e il Lullismo del secolo XVII, Università degli studi di Milano, pag. 199; Paolo Rossi, Clavis universalis, arti mnemoniche e logica combinatoria da Lullo a Leibniz, Ricciardi, 1960, pag. 81 e segg.).» Come si evince dalle parole di Paolo Rossi, la mnemotecnica rinascimentale si poneva quale strumento non più di dilatazione mentale, bensì di ricreazione del mondo, quale mezzo affiancatore della magia o addirittura a essa assimilabile.
La differenza con il “cristianesimo” di un Ficino oppure di un Pico della Mirandola è sostanziale (nell’introduzione al Cantus circaeus – Atanòr, pagg. 10-25 – del Bruno si è esaminato questo “cristianesimo” sostanziale di Ficino e Pico). Ancora Rossi è esemplificativo: «Il caso di Bruno è, da questo punto di vista, esemplare: mentre si configurava come un rifiuto della logica tradizionale e sostituiva le immagini ai termini, la topica all’analitica, l’arte bruniana finiva per muoversi su un terreno ben diverso da quello delle immagini dialettiche, rifiutava ogni identificazione con una tecnica linguistica o retorica, si poneva come lo strumento capace di consentire prodigiose avventure e costruzioni totali. Connettendosi agli ideali e alle aspirazioni della magia, l’ars inveniendi e l’ars memorativa apparivano le vie da seguire per penetrare i segreti della natura e decifrare la scrittura dell’universo» (Paolo Rossi, op. cit., pag. 200). Emerge l’opinione del Lullo, del Della Porta, del Camillo e soprattutto del Bruno di considerare l’arte della memoria come applicazione dell’arte magica (Wolfang Hildebrand nella sua Magia naturalis presenta l’ars memorativa come l’applicazione dell’arte magica a una specifica forma dell’operare umano. È rammentato da P. Rossi, op. cit., pag. 200). La via bruniana è perciò la magia priva dell’attribuzione limitativa del «naturalis».

Collegamenti:

L’arte della memoria II

Nell’Interiorità di Anima — “Desiderio”…

Desiderio

Devo dire che mi piace questa etimologia della parola “desiderio”, in latino desiderium, un’etimologia forse discutibile, forse incontrollata, che dice che il desiderio, desiderium, sarebbe per l’appunto un modo di non essere più siderati, folgorati, di uscire dalla “siderazione”. Il desiderio sarebbe una de-siderazione: desiderium, da de-siderari. L’inconscio, effettivamente, o piuttosto il rapporto con l’inconscio, può essere folgorante, paralizzante e senza divenire. Ma può anche aprire all’esperienza di un mondo attivo, autonomo, animato…

Christian Gaillard, Malinconia e prospettive, in AA.VV., Anima – Per nascosti sentieri, Moretti e Vitali, 2001, pag. 22

Destino (1)

Dobbiamo andare oltre l’Io, nelle profondità dell’inconscio, perché è lì che si trova l’anima e, se questa è malata, deve essere purificata. Ammettiamo che riusciamo a sintonizzarci col dramma che si svolge nel profondo e vi scopriamo che le trame sono veramente orribili. È concesso cambiare trama? In altre parole possiamo cambiare il nostro destino? La risposta non può essere univoca. Certamente il destino è immutabile, come non si può alterare il cammino dei pianeti nella loro orbita, ma possiamo cambiare noi stessi in modo da favorire la sua realizzazione, invece di contrastarla. La tensione, le nevrosi, le malattie si sviluppano proprio perché ci si oppone alla propria sorte. Smetti di contrastare la sua trama ma piuttosto prendine parte, abbelliscila, rendila manifesta nel comportamento quotidiano: diventa attore del dramma, aggiungici qualche nuovo ingrediente e tutto comincia a cambiare.

Albert Kreinheder, Il corpo e l’anima, Moretti e Vitali, 2001, pag. 104

Destino (2)

Ecco, quindi, cos’è il destino: semplicemente il realizzarsi delle potenzialità insite nelle energie del nostro stesso sistema. Le energie sono impegnate in un certo modo ed è quell’impegno a venire verso di noi.

Joseph Campbell, Riflessioni sull’arte di vivere, Guanda, 1998, pag. 19

Dimenticare

Quando dimentichiamo qualcosa, si tratta di oblio o di assorbimento? – si domandava Emily Dickinson. Quando un nuovo pensiero, un sentimento, un concetto ci si presenta, noi non possiamo dimenticarcene o ignorarlo. E quando lo abbiamo lasciato entrare, o abbiamo accettato di vivere in sua compagnia, può darsi che quello non voglia essere una preoccupazione. Sarà dimenticato, ma non esiliato nell’oblio: sarà assorbito nell’essere.

Thomas Moore,  Nel chiostro del mondo, Moretti e Vitali, 1996, pag. 52