Le persone più belle…

Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate”.

Elisabeth Kübler-Ross

Il compito della vita felice

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia.”

Epicuro, “Lettera sulla felicità”

Dolore

“Ogni atto che mi allontanava di lì era difficile, doloroso, assurdamente contro natura. Il dolore fisico provocato dall’interruzione violenta del desiderio è palpabile, reale, atroce, e si accompagna a una gran sofferenza psichica.”

A.G.Bartlett, Messaggeri dell’oscurità

Eppure…

“Io non lo avrei mai detto che uno come te potesse far male.
E invece ho scoperto che distruggi. Che mi distruggi.
Ho scoperto che sai farmi male più di chiunque altro a questo mondo.
Eppure ti guardo e mi fai così bene.”

dal web

La grande letteratura

“Questa era comunemente ritenuta una funzione della grande letteratura: fare da antidoto alla sofferenza attraverso la descrizione del nostro comune destino”.

Philip Roth

Innamoratevi

INNAMORATEVI!!! Se non v’innamorate è tutto morto. Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo e si muove.
Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria… Siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici… E per trasmettere il dolore bisogna essere… Felici!
Siate felici. Dovete patire, stare male, soffrire. Non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre… E se non avete i mezzi non vi preoccupate tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto.

Roberto Benigni, “La tigre e la neve”

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l’acqua impara a soffrire.

Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare più ardente che un tormento
inizio che non si compie mai.

Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
e nuda come un seno sognato
tenera come la vite che matura il sole
molteplice mi arrendo
finché nasca l’albero del tuo amore

Tanto alto e ribelle
Tanto alto e tanto mio
Freccia che ritorna all’arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermerà.

Joumana Haddad

Violenza e ignoranza

“La violenza nasce sempre dall’ignoranza. Si crea quando gli uomini non riflettono sulle conseguenze delle loro azioni. Un esempio estremo: lei uccide il suo avversario. Ha vinto, ma deve rispondere del suo gesto davanti a un tribunale. Anche lei quindi proverà della sofferenza. Pur avendo trionfato, subirà la conseguenza negativa del suo atto. Nei nostri presunti nemici si trova sempre una parte di noi stessi. Nuocere ai nostri nemici equivale a nuocere a noi stessi”.

Dalai Lama

Amore della verità

“Perché sono sopravvissuto alla fame e alla sete, alla sofferenza e allo scherno, se non per amore della verità che il cielo ha risvegliato nel mio cuore?”

Kahlil Gibran

La sofferenza

La sofferenza – per quanto strano ti possa suonare – è il mezzo tramite cui esistiamo, in quanto è l’unico che ci rende consapevoli di esistere; e il ricordo della sofferenza nel passato ci è necessario come garanzia, come prova, che la nostra identità continua.

Oscar Wilde

Amore della verità

Perché sono sopravvissuto alla fame e alla sete, alla sofferenza e allo scherno, se non per amore della verità che il cielo ha risvegliato nel mio cuore?

Kahlil Gibran

L'”Io” che fluttua

L'”Io” che fluttua lungo l’onda del tempo

Guardo a distanza .

Con la polvere e l’acqua,

Col frutto e il fiore,

Col Tutto egli irrompe avanti.

Si trova in superficie,

Lanciato dalle onde e danzando al ritmo

Della gioia e della sofferenza.

La più piccola perdita lo fa soffrire,

La più piccola ferita lo offende –

Lo vedo da lontano.

Questo “Io” non è il mio Io reale,

Io sono ancora dentro di me,

Non fluttuo sulla corrente della morte.

Sono libero, senza desiderio,

Sono pace, sono illuminato,

Lo vedo da lontano.

Rabindranath Tagore

Il mito come terapia (2)

 Secondo passo, ciò fa sì che la nostra sofferenza e la nostra psiche stessa divengano un problema generalmente culturale – c’è anche questo! Noi tutti siamo oppressi da una tirannia, causata da Era, che concerne la società. Non è solo questione del mio o del tuo matrimonio: il matrimonio è un archetipo e nell’archetipo sono insiti un dio o una dea, che causeranno sempre turbamenti. Così, si acquisisce una visione più ampia di che cosa sia il turbamento. E poi si apprendono gli schemi di questi turbamenti – il loro disegno, la traccia secondo cui i miti operano nella vita umana.

James Hillman

La morte del prossimo. L’altruismo

Conosco vite

Conosco vite, che potrei perdere
Senza sofferenza –
Di altre – un istante di assenza –
Sarebbe un’Eternità –

Queste ultime – un numero esiguo –
Arrivano a malapena a Due –
Le prime – un orizzonte di moscerini
Supererebbero facilmente.

Emily Dickinson

 

Sofferenza

Ci sono parti della realtà, come l’estinzione degli animali e l’estinzione delle piante, che sono una sofferenza effettivamente insita nel mondo. Alla quale la nostra melancolia deve partecipare. E lo fa, eccome! Noi siamo dalla parte dell’anima mundi, e poiché quella sofferenza è nell’Anima del Mondo noi intimamente soffriamo della sofferenza che si sta producendo nel mondo. Ma il mondo non è solo sofferenza.

James Hillman

Georges Rouault – Stella mattutina, 1895

E’ la perfetta simbolizzazione dell’Alba psichica. La Stella mattutina è rappresentata sotto forma femminile. L’anima si risveglia dal torpore di un oblio assoluto. La non-volontà di vivere arretra quel tanto da consentire, al mattino della trasformazione,  di identificarsi e di mettersi al servizio della sofferenza della persona, oramai decisa ad intraprendere il sentiero della mutazione

Benessere o salvezza?

Benessere e salvezza si contraddicono. La via della salvezza non esclude necessariamente la sofferenza. Il benessere ci spinge ad essere felici ed a non tormentarci con delle domande alle quali non sappiamo dare delle risposte. Un uomo felice siede a tavola con i suoi cari e si gode il lauto pasto. Un uomo che cerca la salvezza combatte con Dio, con il diavolo e con il mondo e si confronta con la morte, anche quando tutto ciò, in quel momento, non sia assolutamente necessario

Adolf Guggenbuhl-Craig

La decadenza del corpo

Map pina…

Simone De Beaviour fa un interessante spiegazione in uno dei capitoli del suo “second sex” , su Schopenhauer e Hegel , sulla decadenza del corpo, penso che Venere sia in un certo qualmodo, la “carne” e Eros il figlio di Afrodite/Venere, sia la concezione “fallica” dell’amore, come conquista e non come destino , della “carne” appunto.Forse?

–capitolo Dreams, Fears, Idols :
“L’uomo [maschio] aspira a fare dello Spirito il trionfatore sulla Vita, l’azione sulla passività; la sua coscienza tiene la natura a distanza, la sua volontà le dà forma, ma nel suo organo sessuale lui trova sè stesso assediato ancora dalla vita, dalla natura e dalla passività”
[continua Beauvoir] ]”Gli organi sessuali scrive Schopenhauer sono le vere sedi della volontà, di cui il polo opposto è il cervello [la mente] .quello che lui chiama “Volontà” è l’attaccamento alla vita , che è sofferenza e morte, mentre “il cervello” è attaccamento al pensiero , che è distaccato dalla vita nell’immaginarla. Vergogna sessuale, secondo lui, [Schop.] è la nostra vergogna che proviamo di fronte alla stupida infatuazione con la carnalità.

Anche se prendiamo [con le molle] data il pessimismo delle sue teorie, egli è nel giusto notando questi opposti : sesso contro mente, l’espressioni della dualità dell’uomo .

Come soggetto , egli possiede il mondo e rimanendone al di fuori del suo posseduto mondo, egli si rende padrone di esso; se si vedesse (esso stesso) come carne, come sesso, non è più una coscienza indipendente, chiara e un essere libero : egli è coinvolto con il mondo, egli è un oggetto limitato e deperibile. E senza dubbio l’atto generativo passa al di là delle frontiere del corpo; ma allo stesso tempo le stabilisce. Il pene , padre di generazioni, corrisponde all’utero materno; crescendo da un germe che cresce nel corpo di una donna , l’uomo stesso è un portatore di germi, e attraverso la semina che dà la vita alla sua stessa vita rinuncia.
“La nascita di bambini” dice Hegel è la morte dei genitori” L’eiaculazione è la promessa di morte , è un asserzione di specie contro l’ individuale; l’esistenza dell’organo sessuale e la sua attività negano la orgogliosa individualità del soggetto.E’ questa contestazione della vita contro lo spirito [pensiero] che rende [quest’] organo scandaloso.—

Di seguito Simone De Beavoir descrive come l’uomo nel suo affezionarsi ad una sola donna e rendendola quindi “il suo” ideale di femminilità tocca il “Magico” da cui le tradizionali accuse alla donna di essere un’incantatrice e tutta una serie di miti su di essa, di tutte le fattucchiere streghe,Circi di tutti i tempi il cui potere –come quello di Venere aggiungo io– è quello di per forza per essere messo in una categoria tranquillizzante per il maschio patriarcale di essere “a parte” fuori dalla società, Società, proprietà, piegamento di tutti alla volontà devono vincere sopra la oggettività passità naturale decadimento del femminile”.A meno che la fattucchiera di turno non faccia bere al malcapitato maschio una bevanda che faccia dimenticare all’uomo dei suoi doveri.Così l’uomo soltanto potrebbe giustificare la sua non capacità di potere sul suo corpo.

–Forse è per questo che Eros ha soppiantato Afrodite?perchè è un dio maschio che decide, che ha una volontà, un dio conscio di sè, non una dea naturale in tutti i quadri raffigurata come facente parte della natura.

spero sia interessante, l’ho tradotto quindi se su internet c’era già il testo in italiano beh’ …ho perso tempo..!.[tra parentesi quadre ciò che non c’è nel testo] …enjoy!

La persona, le personalità: Didone, per esempio…

Didone, quando si innamora di Enea, non lo fa per sua scelta. E’ spinta da Afrodite. E’ posseduta da Afrodite.

Quando Enea va via, la sua passione non le lascia tregua; la spinge a fare e a dire cose terribili. Se ella non si fosse uccisa, quella passione si sarebbe, con il tempo, affievolita (anche perchè di lei, ad Afrodite, non interessava nulla).

Ma a Didone sarebbe rimasta una cicatrice dolorosa. Quasta lacerazione avrebbe creato una Didone dentro Didone stessa. Un’altra personalità che avrebbe voluto ed imposto la sua legge alla Didone primigenia.

Didone avrebbe continuato a vivere con, dentro di se’ la sua altra personalità e alla sua morte naturale (é questa l’ipotesi più importante di Jung) la sua seconda  identità avrebbe potuto insersi, attraverso la psiche collettiva, nella psiche singola di un nuovo o una nuova creatura. E’ questo il vero significato dell’EREDITA’ PSICHICA.

La seconda Didone avrebbe imposto con il tempo, lentamente ma inesorabilmente, la sua legge di sofferenza e vendetta. La nuova persona, che avesse ereditato la psiche ferita di Didone,  improvvisamente, quindi, un giorno si sarebbe trovata a pensare concetti e umori e scardinanti passioni non sue.

Nell’Interiorità di Anima — “Compassione”

Compassione (1)

“In primo luogo v’è un gran bisogno di parlare della compassione, che nel medico deve essere innata. Dove non c’è amore non c’è arte.” Medico e medicina “null’altro sono che grazia concessa da Dio ai bisognosi”. L’arte si ottiene “per opera dell’amore”. “Così il medico dev’essere dotato di compassione e amore non minori di quelli che Dio nutre nei confronti dell’uomo.” La compassione è un “precettore dei medici. Io sotto il Signore, il Signore sotto di me. Io sotto di Lui all’infuori del mio ufficio, ed Egli sotto di me all’infuori del Suo ufficio”. Dunque ciascuno è subordinato all’ufficio dell’altro, e in tale amore l’uno è subordinato all’altro.

Paracelso, citato in Carl Gustav Jung, Paracelso come medico, in Studi dell’alchimia, Bollati Boringhieri, 1988, pag. 141

  

Compassione (2)

La chiave per giungere al Graal è la compassione, soffrire con, sentire la sofferenza altrui come se fosse la propria. Colui che scopre la forza propulsiva della compassione ha trovato il Graal.

Joseph Campbell, Riflessioni sull’arte di vivere, Guanda, 1998, pag. 38