Gaudio l’amarti

Gaudio l’amarti,
illimitato gaudio
credere al riso dei tuoi occhi,’
è vertigine ancora
la certezza d’esser da te cantata,
oh più tardi, negli anni non più miei,
or che tremare la vita sento
sul ciglio estremo…

Sibilla Aleramo

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In un momento

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

Dino Campana

 

  

Selva d’amore

Gaudio l’amarti,
illimitato gaudio
credere al riso dei tuoi occhi,’
è vertigine ancora
la certezza d’esser da te cantata,
oh più tardi, negli anni non più miei,
or che tremare la vita sento
sul ciglio estremo…

Sibilla Aleramo

“Un dono eri degli Dei”

Amiche e amici, oggi Sibilla Aleramo (1876-1960) ci dona “nuove” la luce e le suggestioni dei mattini di Delfo… vi lascio alle sue sensuali e lucenti parole!
Presenterò questa lirica nella mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche”, in onda domani 24 gennaio su Rai 2 verso le 6:15 circa.
Un abbraccio a tutti voi, buon finesettimana!

Un dono eri degli Dei

Immagini risorgono nel vento,
nuovo il tempo ritorna,
un dono eri alla vista e al cuore
quando nudo correvi per lo stadio deserto
nei mattini di Delfo,
alta la fronte al vento dell’aprile,
simile a pura strofe
sorridevi agli Dei,
su me beata
i dolci occhi posavi
più dell’aprile gioiosi,
nella gran luce della primavera
un dono eri degli Dei…