Creatura complicata è l’uomo

Creatura complicata è l’uomo: sa tanto di tante cose, ma conosce davvero pochissimo se stesso.
Il problema di cosa sia l’uomo è sempre l’ultimo che ci poniamo.
L’uomo è anche ciò che né lui né gli altri sanno di lui; si è contenti di non conoscere se stessi, perché niente più di questo disturba il roseo bagliore delle illusioni.
L’incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante.
L’uomo dovrebbe prima di tutto sforzarsi di conoscere sé stesso, per poi vivere in armonia con la propria verità.
Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito’.

Carl Gustav Jung

Riconoscersi

Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’ era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’ era potuta riconoscere così.”

Italo Calvino

“Il Sé è padrone del Sé”

Ognuno è padrone di se stesso: quale altro padrone ci dovrebbe essere? Avendo domato se stesso si acquista un padrone difficile da conquistare”.

Buddha

 

Indi rivolto il viso

Indi rivolto il viso verso il guanciale
sorrideva a se stesso, con beato
rossore.

Sandro Penna

Il giudizio

“Credendo a se stesso, l’uomo si espone sempre al giudizio della gente, credendo agli altri ha sempre l’approvazione di chi lo circonda”.
 
Lev Tolstoj

L’essere e il vivere

Chi disprezza l’essere e il vivere testimonia contro se stesso e contro tutti i suoi sentimenti”.

Plotino

Distorsione dell’amore

Nel tentativo disperato di non essere un estraneo all’altro, chi ama cerca di essere come presume l’amato lo voglia. E così si allontana da sé fino a rinunciare a se stesso, per diventare, rispetto all’amato, il suo doppio, il suo specchio, la sua conferma.  Quel che si crea in questa distorsione dell’amore è da un lato la solitudine narcisistica della persona amata, che trova nell’amante null’altro che la conferma di sé, e dall’altro la dipendenza totale dell’amante dall’amato che, in questo modo, si allontana da sé, per prodursi solo come riflesso dell’amato.

Umberto Galimberti