Filosofia e bimboline-i

Care e Cari, una mia amica geniale, Assessore alla cultura nel Comune di Brugherio, ha proposto di insegnare, con il giusto linguaggio, la Storia della Filosofia e la grande narrativa ai bambini delle elementari. Sono andato a parlare a suo favore. Per me questa iniziativa è un “antidoto” al mondo crudele in cui abbiamo scelto di vivere. Ebbene, voi che ne dite?

Comprensibilità

Cari, Silvana parla della necessità insita nell’insegnamento di farsi comprendere. Quando questo non avviene l’insegnante diventa un pedante erudito. Pessima genia.

Buonasera, professore. Ho seguito con molto interesse (per la seconda volta, sempre un piacere…) la Sua lezione ieri a Rapallo. Appena tornata a casa, ho cercato tutto il possibile su Alcesti, Euripide, ecc. Ma, al di là di questa voglia di documentazione, mi hanno colpito le parole su chi – preso dalla voglia di ottenere – dimentica l’amore che ha attorno. Molto vero.
Mi chiedo anche perché chi vuole diffondere cultura e conoscenza non si affidi – come fa Lei – ad un linguaggio immediato e diretto, ma forse è solo questione di intelligenza…
Spero di avere presto l’opportunità di riascoltarla.
Con molta stima e affetto. Sinceri.

Il Nostro Manifesto.

Invito caramente tutti i Viaggiatori a leggere e meditare questo scritto di Marina.

E’ un Manifesto.

E’ il nostro MANIFESTO.

“Vorrei aggiungere, rivolgendomi a tutti coloro che hanno risposto al post, che questo è evidentemente un luogo speciale e che spero che lo sia realmente.
Il mondo che conosco io e con il quale ho a che fare tutti i giorni è molto diverso da tutti voi: è un mondo inconsapevole, che frigna e che ha paura.
La “diversità mentale” e in particolare i ragazzi border line, credetemi, mettono a dura prova coloro che vengono a contatto con loro…e le miserie e le fragilità escono drammaticamente allo scoperto e a farne le spese sono le famiglie che invece di essere supportate finiscono, se non sanno difendersi, per essere appesantite ulteriormente.

PERCHE’ CHI HA I FIGLI COSIDDETTI NORMALI, DEVE METTERSI IN TESTA CHE NOI AMIAMO I NOSTRI FIGLI COME SE FOSSERO NORMALI, SOLO CHE PER NOI E’ TUTTO PIù DIFFICILE: ANDARE A LAVORARE E’ DIFFICILE AD ESEMPIO, ANCHE ANDARE A SPASSO PUO’ ESSERE DIFFICILE, SPECIALMENTE SE VOI NORMODOTATI PARCHEGGIATE DAVANTI AGLI SCIVOLI O NEI PARCHEGGI PER GLI INVALIDI. MA PER CAPIRE LE COSE BISOGNA VIVERLE GIUSTO?

Prendi la Scuola: Io, sono diventata una iena con la scuola, anzi, parlo poco con i professori, altrimenti, ogni momento mi stressano ed invece di parlare dei problemi con il loro Capo d’Istituto e prendersi le proprie responsabilità, cercano di scaricarmi addosso la loro mancanza di preparazione di professionalità di preparazione umana…come se ci facessero un favore, come se fossimo noi a voler mandare per forza a scuola i nostri ragazzi.

GUARDATE CHE IN ITALIA E’ OBBLIGATORIO MANDARE I DISABILI A SCUOLA E NOI STIAMO FACENDO LE CAVIE PER SODDISFARE UN IDEALE DI UN GRUPPO DI IDEALISTI RIGUARDO L’NTEGRAZIONE: IN REALTA’, NON NE POSSIAMO PIU’ DI SENTIRCI DIRE OGNI ANNO CHE LE FINANZIARIE TAGLIANO SUGLI INSEGANTI DI SOSTEGNO. SCUOLA TUTTA, VI RICORDO CHE I NOSTRI FIGLI SONO AFFIDATI AD UN CONSIGLIO DI CLASSE E NON AD UN INSEGNATE DI SOSTEGNO…MA VOI INSEGANTI DOVETE FARE LA VOSTRA LEZIONCINA E I NOSTRI FIGLI DISTURBANO, ROMPONO. LE LEGGI SONO CAMBIATE NEGLI ANNI OTTANTA, FATEVENE UNA RAGIONE!

E’ naturale che sono responsabile per le mie figlie ma nell’ambito delle mie responsabilità come genitore! E’ triste dover continuamente far notare che io le mie responsabilità me le sono prese tutte nella vita e che voglio essere interpellata solo in merito a quelli che sono i miei doveri e non per tutte le intemperanze delle mie figlie le quali, fra l’altro, se fossero “normali” non avrebbero insegnanti di sostegno e assistenti e pensioni varie e chi più ne ha più ne metta. Io faccio la madre, non posso lavorare perché non trovo un lavoro che mi consenta di tenere unita la mia familgia e sto lottando per non andare a rotoli, io non prendo lo stipendio di chi ha scelto di fare questo mestiere.

Per quanto riguarda il COLLETTIVO, pretendere il dialogo sarebbe allo stato attuale delle cose utopico, ma gli sguardi! Certo, ci sono anche persone carine che ti sorridono quasi affettuosamente per rassicurarti sulla natura del loro sguardo, ma, porco mondo!, non ci fissate con quella curiosità morbosa, con stupore o paura: non siamo bestie rare!
PER FAVORE SMETTETE DI FISSARCI A QUEL MODO: NON NE POSSIAMO PIU’! ANCHE PERCHE’ QUANDO MI ACCORGO CHE STANNO FISSANDO LE RAGAZZE LE PERSONE SI GIRANO E FANNO FINTA DI NIENTE! MA ANDIAMO! BASTA CON QUESTA IGNORANZA DELLA SENSIBILITA’!

E VOI DELLA SCUOLA, SMETTETE DI CHIAMARCI A CASA PER DIRCI CHE I NOSTRI FIGLI HANNO URLATO IN CLASSE O CHE SI SONO MESSI A CORRERE, PERCHE’ NOI LO SAPPIAMO CHE SE SI SONO COMPORTATI COSI’ E’ PERCHE’ VOI NON AVETE TROVATO IL MODO GIUSTO DI COMUNICARE CON LORO: LO SAPPIAMO PERCHE’ CONOSCIAMO NOI STESSI E I NOSTRI FIGLI, LO SAPPIAMO PERCHE’ CI SIAMO PASSATI PRIMA DI VOI A RINCORRERLI E A RESTARE INEBBETITI DALLE LORO REAZIONI, APPARENTEMENTE SENZA RAGIONE! MENTRE NOI LI ARRONZIAMO OGNI MOMENTO PERCHE’ NON ABBIAO PAZIENZA! RISPETTO! SIAMO ANIME! TUTTI! ANCHE I DIVERSI.

NEANCHE IO ERO PREPARATA AD AVERE DUE FIGLIE “DIVERSE”.
PROPRIO PER QUESTO SO CHE E’ DIFFICILE CONFRONTARSI CON QUESTO TIPO DI PROBLEMI E SONO SEMPRE DISPONIBILE AD AIUTARE MA NON A FARMI SCARICARE ADDOSSO RESPONSABILITA’ CHE NON SONO MIE, RIBADISCO.

Ora, se io rubo o uccido mi mettono in galera, giusto?
Perché mi mettono in galera?
Perché sono un membro della collettività, giusto?
Ecco, se, nel male, la collettività si deve far carico della riabilitazione di un soggetto “asociale pericoloso” al fine di reintegrarlo un giorno all’interno di essa, così, nel bene, la collettività si deve far carico della riabilitazione di un soggetto “con difficoltà varie” per consentirne l’integrazione all’interno di essa.

VI DOVETE METTERE IN TESTA CHE LA DISABILITA’ NON E’ UN PROBLEMA DEI FAMILIARI DEL DISABILE…E POI LA DISABILITA’ E’ DIETRO L’ANGOLO PER TUTTI (e non è un anatema, è una raltà sotto gli occhi di tutti)

Sono molto severa con gli addetti ai lavori, pretendo, altrimenti, qua non si cresce. La vita è stata severa con me…e la mia anima ne ha giovato. PRETENDETE DI PIU’ DA VOI STESSI: LAVORATE CON AMORE, COMPORTATEVI CON AMORE, COME COLLETTIVITA’. DOBBIAMO SVILUPPARE UNA COSCIENZA COLLETTIVA.

Marina”

un giorno davvero triste

oggi è davvero un girono triste. in Pakistan i Talebani hanno “massacrato” una ballerina di danza rituale. sichiamava Shabana. Un’altra vittima della misogenia fondamentalista. Inoltre i Talebani hanno chiuso tutte le scuole per bambine. Che orrore. (leggi l’articolo sul Corriere della Sera di oggi, a pag. 15)