La bellezza… per Maria Cristina La Torre

Ciao Gabriele, qualche anno fa ho scritto questa poesia sulla bellezza ispirandomi ad un dipinto su Afrodite, presente sotto. Il concetto di bellezza in questi anni in me si era ampliato perché mi interessai ai dipinti dei preraffaelliti, in cui la donna era il soggetto predominante e anche all’estetica del bello e sublime in filosofia, soprattutto leggendo Schiller.

Afrodite

Il vento leggero dell’estate
rinvigorisce le onde del mare
che fluttuando navigano
verso l’orizzonte tra cielo e mare
e di lì al sorgere del sole
nasce Afrodite, dea della bellezza
e dell’amore passionale e sublime,
semicirdondata da piccoli angeli,
riflette sul mare e nel cielo
il suo eterno splendore
spruzzata da rugiada di mare
che sembra una miriade di stelle
scese giù dal cielo della notte.
Con lei rinasce la natura che la circonda
dal profondo mare alle vette montuose
che toccano il cielo,
dalla luna pallida e femminile
al sole maschile fulgido e splendente.
L’eterna bellezza vitale esplode
in tutta la sua passionale e volluttuosa
carnalità.

La Torre Maria Cristina

Alexandre Cabanel, “La nascita di Venere”, 1863

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