Lei è come l’acqua

Lei è come acqua che scivola dentro di me per tenermi in vita, il fuoco che riscalda le freddi pareti della mia esistenza, è così forte la sua presenza che quando sto con lei il tempo si ferma, non ti accorgi di quello che ti accade intorno, il suono delle sue parole nascondono il mondo, credo che se lei volasse via da me, io potrei morire e diventare aria, per poterla seguire ovunque lei vada!

(Ejay Ivan Lac)

Annunci

Dalla nostra amica Gina Tota ricordando la Georgia

“Ho ancora l’ampio respiro
dei monti georgiani sulla
mia pelle,
le mucche al pascolo,
per nulla intimorite
delle nostre bugie tecnologiche
che sfrecciano quasi sfiorandole
MA loro, con UN possente muggito
rispondono alla nostra strombazzante metafora
quasi simile allo sberleffo alla nostra presunzione
malata di vanita’”.
ciao direttore ciao a tutti.

Gina Tota

Mnemosine

Inviato da Maria Allo.

Mnemosine
Lascio l’ ombra dell’anima

screziata a fuoco dal vulcano

scolorita forse polvere a singhiozzo

Lascio coi miei libri preferiti

le pagine che odorano di sale

I versi senza timbro di respiro

svelano sogni a prova di maestrale

Lascio solo gocce di rugiada

che in Primavera ho carpito al prato

Non conosco altre stagioni

alla mia vita non un cielo

ad orizzonti dilatati

Mi sento nelle vene già il presentimento

e il rendiconto di un labile tramonto

Lascio il mio volto cadavere nella stiva

disteso in sogni lunghi non visto ma perduto

strano esiliato tra la gente

La strada si biforca a questo punto

andrò in cerca di quello ch’ è perduto

M.Allo

Analogia

Studia l’uomo e conosci l’universo, studia l’universo e conosci l’uomo: dall’Universo scendi all’uomo e applichi in lui le leggi universali; dall’uomo risali all’universo e scopri in questo le leggi occulte. L’uomo ha un’anima, un pensiero, una tendenza, un fine: così l’universo. L’Universo ha moto, respiro, evoluzione, ritorno: così l’uomo. Tutto è analogico, e il processo magico per eccellenza è l’analogia… e lo studio dell’analogia porta alla conoscenza della magia o sapienza salomonica.

Giuliano Kremmerz

Rosario Naddeo

A tutti gli amici del Temenos ed anche a chi capita per la prima volta o per caso su questo blog: è tornato il Viandante. Mi ha mandato una bellissima lettera e un’ottima bottiglia di vino.

Per ora non posso dire altro.

Ma immaginavo che avrei fatto lieti tutti gli amici di Interagiranime nel comunicare il suo ritorno.

Comunque ci è vicino.

…Per concludere ecco a voi Pessoa. Vi mando con affetto una poesia che ho letto molte volte in trasmissione e che mi è stata anche segnalata da Tony Kospan il 10 settembre scorso:

SOLTANTO NON SAREBBE

“La vita sarebbe

forse più semplice

se io

non ti avessi mai incontrata

Meno sconforto

ogni volta

che dobbiamo separarci

meno paura

della prossima separazione

e di quella che ancora verrà

E anche meno

di quella nostalgia impotente

che quando non ci sei

pretende l’impossibile

e subito fra un istante

e che poi

giacchè non è possibile

si sgpmenta

e respira a fatica

La vita

sarebbe forse

più semplice

se io

non ti avessi incontrata

Soltanto non sarebbe…

la mia vita.”

Siamo il Dio che ci respira dentro.

Ecco Pasqua. La Resurrezione. In chiave simbolica già la religione di Mitra concepiva un uomo-Dio nato nella festa del Sol Invictus (25 dicembre) e risorto.

Senza voler entrare negli ambiti di Fede, da un punto di vista psichico-anima, la Resurrezione avviene non solo quando è l’intera struttura psichica-logica-emotiva a rinnovarsi e a risorgere dalle proprie ceneri, ma anche quando si riesce a mutare una parte minuscola della propria sostanza interiore. Impresa comunque difficilissima.

Perchè prevede il cambiamento di pensieri, sentimenti, emozioni e passioni relativi ad un particolare grumo psichico. Ma Jung afferma che la nostra personale resurrezione è già suffieciente quando “incominciamo” l’opera. Tentare è resurrezione, anche se parziale.

Non servono eroi, ma umili operai della Psiche. Servi di Anima.

E contemporaneamente, Entusiasti del Bene.

Noi siamo il Dio che ci respira dentro (Giuliano, il Grande, IV sec.d.c., seguace di Giamblico e Porfirio. Neoplatonico. Autore de “La Madre degli Dei)