Il tempo

Il tempo non è  né successione né sequenza – una cosa dopo l’altra, tempo narrativo, come in un racconto. Ho ucciso il drago dopodiché ho salvato la fanciulla dopodiché sono diventato re dopodiché sono diventato il drago e così via… Sequenza. Una cosa segue l’altra e sembra essere causa dell’altra. Questo genere di tempo ci porta a ragionare come meccanici dautomobili. Un elemento si rompe ed ecco che si rompe l’elemento successivo. Hume ha cercato di levarci quest’idea dalla testa.

James Hillman

Annunci

Giovanni Gocci, “Incontro con la fiaba”

Copertina GocciCon questo particolare e significativo testo, il Professor Giovanni Gocci, Psicoterapeuta, Psicologo analitico, Direttore della Scuola di Psicoterapia psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana “H. Bernheim” di San Martino Buon Albergo (Verona), saggista e poeta, trova nella fiaba uno strumento capace di aiutare l’uomo contemporaneo, intriso di materialismo, scientismo, ipertrofia della razionalità, a riappropriarsi della dimensione interiore.
Il volume è un’originale raccolta di fiabe che, invece di essere tratte dal serbatoio della tradizione popolare, sono state immaginate, scritte e drammatizzate direttamente da persone durante le terapie di gruppo; la vera protagonista è, così, quella che Gocci definisce “la fiaba personale”. Raccontandosi e raccontando la fiaba personale si riattiva la capacità creativa dell’inconscio, permettendo l’affioramento di quelle immagini archetipiche, prima oscurate dalla razionalità e dal nostro Ego imperante, che consentono la comprensione della Psiche.
Come infatti sostiene l’autore: «Nella fiaba, come nel sogno, l’anima testimonia se stessa e gli archetipi si rivelano nella loro naturale combinazione, sotto la forma di Re, Regina, Vecchio, Saggio, Strega, Animale etc…». Per Gocci la fiaba “cura”, è uno strumento terapeutico in quanto permette di far ri-emergere le immagini dell’anima perduta. In questo senso, ogni fiaba testimonia una tappa di quello che Jung ha definito processo di individuazione: attraverso i racconti che curano ci si immerge in se stessi, si tende al Sé, alla totalità psichica. Si cura l’anima ed anche il mondo da essa abitato.

Seguendo il percorso tracciato dall’autore, che ha inoltre corredato il testo di schede per l’uso didattico e di un ricco materiale di approfondimento, si impara a interloquire con gli inferiores, i daimones, con la componente umbratile e quella numinosa.
«Raccontarsi la fiaba è fare attività educativa ed i suoi assiomi e risultati hanno importanza proprio per la guarigione dei mali della nostra epoca: si ridà dignità all’anima, si fa catarsi, si incontrano le parti oscure di noi, si costruisce il progetto futuro, si racconta la propria storia infinita.»

Giovanni Gocci, Incontro con la fiaba. Gli insegnamenti dei racconti che curano, Edizioni del Poggio, 2007.

 

Dello stesso autore: Comunicazione e cambiamento

Un racconto di Attar (sufi)

Vi presento un racconto-massima di Attar, straordinario poeta persiano e grande simbolista mistico del XII-XIII secolo. E come sempre avrei piacere di conoscere tutto cio’ che vi suscita…

Dopo aver bevuto mari interi
ci stupiamo assai
che le nostre labbra siano ancora secche
come spiagge,
e continuiamo a cercare il mare
per inumidirvele
senza accorgerci che le nostre labbra
sono spiagge
e che noi siamo il mare.

Un saluto dal Coniglio con l’orologio

A tutti gli amici del blog che stimano il mio lavoro in tv, un grazie sentito. E in particolar modo a Rossella Saluzzo, Orazio Cantore, Roberto Ciaciolo e Clive Riche.

A questo proposito voglio ricordare che per qualunque richiesta di partecipazione o altro alle trasmissioni tv, l’indirizzo giusto è solo g.laporta@rai.it, oppure, Gabriele La Porta, RaiNotte, Via Teulada 66, 00195, Roma.

Sarò ben lieto, invece, di ospitare su questo blog non-televisivo, come già accade, ogni vostro pensiero, poesia, lirica, racconto, ricerca di amicizia e di anima.

Insomma, tengo a dividere nettamente lo spazio televisivo da questo blog, che considero la mia terra, il mio tè da Cappellaio Matto (anche se io sono sempre il Coniglio con l’orologio).