Amore, quel grande mistero

Jung lo ha ammesso con la sua solita “semplicità” scientifica, l’Amore è un vero mistero. E se uno dei più grandi sapienti degli ultimi due secoli non è riuscito a inquadrarlo né come psicanalista, né come medico, né come storico del pensiero ermetico e neppure come esploratore dell’interiorità, allora occorre confessare un’impotenza, almeno dal punto di vista razionale. Probabilmente l’approccio deve essere anche un altro, quello intuitivo. La radice dell’intuizione è la stessa dell’estasi, en theos, un dio che irrompe dentro l’umano. Quindi è un processo numinoso che si allarga all’interno della persona mortale. Un processo infinito esplodente nel finito. Per questo produce tanto dolore. Perché con lo stesso coraggio con cui Jung osserva il patimento, si deve ammettere che chi ama davvero subisce strazi a volte insopportabili.

Gabriele La Porta