Supplica futile

Principessa! A invidiare d’un’Ebe la ventura
Che ai labbri e al vostro bacio spunta sulla tazzina,
Consumo gli occhi, ma la discreta figura
Mia d’abate neppure starebbe sul piattino.

Poi ch’io non sono il tuo cagnolino barbuto,
Né il dolce, né il rossetto, né giuochi birichini,
E su di me il tuo sguardo chiuso io so caduto,
Bionda cui acconciarono orefici divini!

Sceglieteci… tu cui le risa di lampone
Si congiungono in gregge come agnellette buone
Brucando in tutti i voti, belando paradisi;

Affinché Amore alato d’un ventaglio sottile
Mi vi pinga col flauto mentre addormo l’ovile,
Principessa, sceglieteci pastor dei tuoi sorrisi.

             Stéphane Mallarmé
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Lo spirito di un’epoca

“Le donne di Boldini, sono nature flessuose e disinibite che mostrano senza reticenza un modello di bellezza erudito e, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi e emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilità”. (T. Panconi)

(Giovanni Boldini, Ritratto della principessa Marthe Lucile Bibesco, 1911)

Salvare la principessa… “liberare” il proprio Femminile

Le fiabe o le leggende descrivono elementi inconsci significativi nella psicologia collettiva come il sogno illustra quelli di rilievo individuale

Luigi Zoja