Cinema: “Seconda primavera”di Francesco Calogero verrà presentato questa sera a Roma al Cinema Farnese Persol

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Questa sera, alle 20,30, a Roma al Cinema Farnese Persol in Piazza Campo de’ Fiori, il regista Francesco Calogero e il cast presentano il film “Seconda primavera”.  La storia, ambientata a Messina, si svolge nell’arco di sei stagioni, durante le quali si intrecciano le vicende di quattro personaggi. “La divisione in capitoli – spiega il regista – evidenzia non solo come il nostro modo di attraversare la vita cambi col passare degli anni, ma anche come possa essere mutevole la nostra capacità di interpretazione di una realtà che è spesso contadittoria , e soggetta al gioco del fato”. L’architetto cinquantenne Andrea (Claudio Botasso), cercando acquirenti per la sua villa al mare,  conosce l’anestesista Rosanna, sposata con Riccardo, aspirante scrittore di dieci anni più giovane di lei. Durante la notte di Capodanno, Andrea si reca alla festa di un ristoratore tunisino al quale dovrebbe ristrutturare l’attico. L’uomo ha una sorella, Hikma,  che  aveva colpito l’architetto per la somiglianza con la moglie Sofia, morta quattro anni prima nella villa che ha messo in vendita. La ragazza non attrae solo lui, ma anche Riccardo che, avendo litigato con Rosanna, è andato alla festa con Andrea. I due ragazzi passano la notte insieme e lei resta incinta. Con grandi difficoltà decidono di stare insieme e Andrea vuole aiutarli. Aiuta Riccardo a trovare un lavoro, che nel frattempo ha perso quello da commesso e si è separato dalla moglie, e li invita a vivere con lui nella sua villa al mare per risparmiare sull’affitto. Ma ogni giorno che passa, Hikma gli ricorda sempre di più Sofia. In un crescendo di tensioni e di nostalgie mai sopite, Andrea, che si era rassegnato a vivere un’esistenza senza slanci, riscopre la bellezza di lasciarsi sorprendere dalla vita, entrando in una “Seconda primavera”. Il motore della trama del film è il “cuore in inverno” del protagonista che, colpito da depressione in seguito a lutti importanti, rimane nella sua controllata roitine, finché il bagliore di luce portato dalla presenza di Hikma e del suo bambino non lo porta a lasciare l’oscurità che era diventata la sua casa. Calogero compone attorno ad Andrea una fitta rete di personaggi e di luoghi (non a caso il mare simbolo di morte e di rinascita che, con il suo andamento calmo o tempestesoso, rende espliciti e cadenzati i moti dell’anima). Una rete nella quale lui si sente prima impigliato, ma, una volta liberato, diventa una persona nuova. E’ la storia di una trasformazione, non solo quella di Andrea ( bravo Claudio Botasso, attore ben calibrato nel suo ruolo), ma che coinvolge anche tutti gli altri.

Clara Martinelli

 

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Oggi, a Roma, presentazione del libro “Un re chiamato Desiderio”

Carissimi, oggi a Roma, presso la Fuiss, in Piazza Augusto Imperatore 4, verrà presentato il libro “Un re chiamato Desiderio” di Danilo Campanella. Sarà presente l’autore, che verrà introdotto da Mario Sammarone. L’incontro avrà come relatore Massimo Lanzaro. Per l’occasione vi riproponiamo un articolo sul libro, scritto da Mario Sammarone, apparso qualche tempo fa su questo blog.

Gabriele

 

Un filosofo che voglia scrivere un racconto, non potrà che farlo in “maniera filosofica”. Ed è ciò che ha fatto Danilo Campanella nel suo ultimo lavoro, “Un re chiamato Desiderio” (Tabula Fati, 2014). Campanella, studioso di politica, si è sempre cimentato in saggi filosofici o storici, quale il suo ultimo lavoro su Aldo Moro presentato recentemente all’Istituto Luigi Sturzo.

In questo racconto, invece, pur con uno stile piano ed affabulatorio, a tratti quasi familiare, Campanella ci conduce a riflettere su quel re interiore che ci domina tutti: il desiderio. Un’entità che ha avuto il suo momento digloria negli anni passati, quando i suoi cantori lo hanno esaltato fino a farne un feticcio, con la rivoluzione desiderante di Deleuze e Guattari. Altro mondo è il nostro e la pretesa di poter indefinitamente avere tutto a disposizione si è scontrata con la presa di coscienza che dobbiamo porre limiti ai nostri sogni faustiani, per ragioni ecologiche, economiche, demografiche – recentemente Serge Latouche è stato in Abruzzo e ha parlato proprio di questo.

Eppure il desiderio ci domina tirannicamente, eterodiretti come siamo dal generale consumismo che ci alletta ogni momento e ci rende schiavi desideranti di cose, esperienze e oggetti al punto di non essere più capaci di sottrarci a queste allettanti sirene.

Il racconto parte da una situazione tipicamente familiare, dove Giovanni, il protagonista, un ragazzo figlio dei nostri tempi, arrogante nel suo fortino di certezze che gli arrivano dal posto sicuro che occupa nel mondo, con la sua vita prevedibile di studente universitario protetto dall’ambiente familiare, si trova a dover fronteggiare un inconveniente occorso a suo padre il quale, recatosi in Grecia per il suo lavoro di Ingegnere, dimentica a casa la valigetta con tutte le carte dei suoi progetti. Incarica così il figlio Giovanni di portargliela in Grecia e questi, sebbene a malincuore per dover affrontare un viaggio non previsto, si organizza per partire.

Tutta la famiglia è mobilitata: la madre in apprensione perché tutto si risolva, la sorella impegnata al computer per acquistare i biglietti, e Giovanni a prepararsi spiritualmente a qualcosa che deve eseguire suo malgrado.

Essendo necessario un compagno per avere uno sconto nel costo del viaggio, si rivolgono ad un cugino, Ernesto, che non vedono da anni. Questo ragazzo, che Giovanni ricorda dall’infanzia timido e impacciato, si rivelerà essere ben diverso da come il cugino si aspetta: la sua vita è fatta di scelte non scontate e, all’opposto di Giovanni che non desidera contaminarsi con la vita vera, Ernesto la ama in tutte le sue manifestazioni. Sarà un maestro per Giovanni, con una funzione quasi maieutica, e lo inviterà a riconsiderare tutte le sue ovvie certezze, fatte di pregiudizi e percorsi obbligati.

Nel corso del viaggio verso la Grecia, che sarà costellato di varie peripezie e contrattempi, vediamo Ernesto come l’uomo che riesce ad immettersi nella tragicità dell’esistenza vivendola però consapevolmente, in una dimensione interiore, mentre Giovanni è dentro schemi che lo proteggono forse, ma che lo limitano e che comunque non ha certamente scelto lui. Per cui Ernesto diviene nel viaggio una specie di Virgilio per il cugino, indicandogli la via per ridiscutere tutta la sua esistenza. Là dove per Giovanni c’è irritazione per un’esperienza che egli non aveva previsto, per Ernesto il viaggio verso la Grecia è una meravigliosa opportunità.

Le ore che trascorrono insieme sono impiegate a parlare e discutere, a filosofare quindi, e di volta in volta si uniscono loro anche altri personaggi che incontrano, compagni di viaggio con cui approfondiscono temi e discorsi che per Giovanni sono una porta socchiusa verso nuovi modi di pensare.

Per Ernesto il peggior nemico della libertà delle persone è il desiderio, che come dice il titolo è un re nella nostra vita, ci domina e condiziona in ogni campo, rendendoci sempre pronti a correre là dove esso chiama, come un possente tiranno che trasforma ogni aspetto della nostra esistenza in qualcosa da afferrare, rendendo così tutto materiale e facendoci divenire animali predatori verso il mondo. Questo desiderio tuttavia non è sogno, possibilità di ampliamento dell’essere, ma gabbia, cappio, limite, perché derivante da manipolazioni esterne e non da scelte consapevoli.

L’invito di Ernesto a Giovanni è di riemergere nella libertà, mai definita una volta per tutte ma sempre ridisegnata, faticosamente e volontariamente, in nuovi inizi sempre rinegoziati nella nostra interiorità, poiché, come dice Hannah Arendt, la libertà è un gesto augurale.

Apprendiamo, da inserti nel racconto circa la futura vita di Giovanni, che egli imparerà la lezione, e che quindi il viaggio compiuto dai due ragazzi è simbolo di un viaggio ben più profondo. L’epilogo fa ulteriormente riflettere, e tutto il racconto si può leggere quasi come un’”Operetta Morale”, o un “conte philosofique “ del Settecento, in cui idee e pensiero erano veicolati dalle opere letterarie: sarebbe necessario che si pubblicassero più libri di questo tipo, per i temi sviluppati che ci toccano da vicino, per noi che siamo in equilibrio precario tra un desiderio illimitato ed egoista e la necessità di trovare un limite, che la situazione storica stessa ci impone e verso il quale noi stessi aneliamo perché sentiamo che, paradossalmente, solo in quel limite ci potremo muovere più liberamente e ed essere più padroni di noi stessi, dato che il desiderio liberato da ogni morale è una prigione artificiale.

Non manca una vera e propria dichiarazione d’amore dell’autore alla sua città, Roma, con le sue contraddizioni e le sue offerte di piacevoli opportunità, oltre all’aria stessa che vi si respira, che è antichità classica e anche un po’ di cinica modernità mescolate per farne quello che è, una città irripetibile ed unica al mondo. Leggiamo quindi quest’opera di Campanella e anche noi, con lui, filosofiamo.

Mario Sammarone

 

Presentazione a L’Aquila di effe – Periodico di Altre Narratività

Carissimi,

oggi a L’Aquila alla libreria Polarville in via Castello 49, a partire dalle 19, si svolgerà la presentazione del secondo numero di effe – Periodico di Altre Narratività, volume di narrativa emergente, ideato da Flaneri e edito dal marchio editoriale 42Linee. Parteciperanno all’incontro Dario De Cristoforo, direttore editoriale di Flanerì, e gli scrittori Mario Sammarone e Alessandro Chiappanuvoli, autori del racconto “Publio Licinio”, pubblicato in questo volume. Effe – Periodico di Altre Narratività nasce dall’esigenza di creare una zona franca per autori emergenti e giovani illustratori. Da qui l’idea di pubblicare un volume antologico in cui far convogliare tutte le facce della creatività.copertina effe

 

Presentazione della raccolta di poesie “Metamorfosi” di Agnese Monaco a Roma, giovedì 20 novembre

cartolinaMETAMORFOSI2-1Carissimi,

vi segnalo la presentazione della silloge “Metamorfosi” di Agnese Monaco, che si terrà a Roma il 20 Novembre  alle 17.30, presso la Biblioteca Borghesiana in Largo Monreale.

Metamorfosi è una raccolta di poesie, haiku, ossimori, paradossi ed aforismi. Con prefazioni di Norman Zoia, Michele La Porta, Alessandro D’Agostini, Sileno Lavorini, Stefano Piccirillo e Marlene De Pigalle.

Metamorfosi nasce dal mio rifacimento ad Ovidio. Nelle Metamorfosi vengono cantate in quindici libri più di duecentocinquanta miti rielaborati. Ogni episodio ha come origine una delle cinque forze motrici del Mondo Antico, ossia l’Amore, l’invidia, l’ira, la paura e la sete di conoscenza. Nella mia versione invece attraverso ossimori, aforismi, haiku, poesie e brevi pensieri racconterò l’origine dell’ego e le sue evoluzioni. Narrerò le mutazioni su un doppio livello, il primo derivante dall’età anagrafica, mentre il secondo ottenuto da influssi che circondano il quotidiano di ogni essere. A contorno di questi due, arriva in soccorso la molteplicità dei generi letterari usati che sottolinea ulteriormente l’evoluzione e la metamorfosi stessa. Di fondo le forze motrici del mondo antico non verranno intaccate, ma saranno enucleate anche in questa versione a base di tutti i testi inclusi.”

Agnese Monaco.

Presentazione del libro “Il mito della sociologia”

Carissimi,
vi segnalo la presentazione del libro “Il mito della sociologia – intervista a Franco Ferrarotti” (ed. Solfanelli) di Mario Sammarone che si svolgerà domani 23 ottobre presso la casa delle Letterature, ore 17:00, a Roma.
Vi parteciperanno  il prof. Franco Ferrarotti, Massimo Di Forti – giornalista de il Messaggero, il dott. Danilo Campanella, l’editore Marco Solfanelli e l’autore Mario Sammarone.
mito sociologia

Presentazione “Tu chiamale se vuoi coincidenze”

Carissimi,
domani 8 dicembre, a Roma, dalle 15 alle 16, presenterò il mio nuovo libro “Tu chiamale se vuoi coincidenze”, edito da La lepre,  nell’ambito della manifestazione “Più libri più liberi”, presso il Palazzo dei Congressi all’Eur. Vi aspetto!

Gabriele

Bari: “TUTTI… NESSUNO ESCLUSO”

Carissimi amici, questo finesettimana sarò a Bari in occasione dell’evento “TUTTI… NESSUNO ESCLUSO”, promosso da IKOS – Istituto di Comunicazione Olistica Sociale, per il 2010 Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Il giorno 6 marzo alle ore 18:00, presso la Sala Murat (p.zza del Ferrarese)  terrò il seminario La voce dell’anima. Domenica 7 presenterò il mio ultimo libro, il Dizionario dell’Inconscio e della Magia, presso la libreria Laterza alle ore 18:00.
Gli incontri sono aperti a tutti e gratuiti.