Alla notte

Celebrerò la Notte madre degli dei e degli uomini,

la Notte, origine di tutto, che diremo anche Kypris.

Ascolta, o dea beata, che nell’ombra risplendi con

scintillio di stelle

e della quiete ti compiaci e dei placidi sonni profondi,

o gioioso piacere, o madre dei sogni, che di

vegliar ti diletti,

tu fai cessare gli affanni e porti la dolce fine dei mali,

tu doni il sonno, o amica di tutti, che nella notte

conduci i tuoi brillanti cavalli;

o incompiuta, che sei terrena e pur anche celeste

e danzando di nuovo ritorni alle tue aeree sedi,

tu mandi sotterra la luce e riprendi a fuggire

nell’Ade, ché la terribile Necessità tutto governa.

Ora, o Notte beata e felice, da tutti bramata,

o generosa, che delle nostre preghiere il suono

supplice ascolti,

benevola vieni e i notturni allontana.

Da “Inni Orfici”

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L’essere umano confonde spesso preghiere con richieste…

Carissimo Gabriele, approfitto di questo giustissimo pensiero di K. Gibran e della risposta che parla della Vergine Madre, per dire una cosa che mi sta particolarmente a cuore, e che quando posso e come posso, tento di proporre anche ai miei allievi.
L’ essere umano confonde spesso preghiere con richieste, oppure recita litanie senza soffermarsi troppo sui significati (spesso molto discutibil) di ciò che sta dicendo. Le preghiere dovrebbero essere invece- ringraziamento, stupore e consapevolezza che niente è scontato o dovuto -, tradotto in parole. Perchè le parole sono importanti, danno peso e riconoscimento ai fatti. Un po’ come era per i Nativi Americani, per intenderci, che ringraziavano e nominavano in modo sacro ogni essere. Nelle religioni monoteiste, manca sempre un elemento molto importante, nonostante (o forse proprio per questo) si asserisca, in primis, che all’inizio era il Verbo. Questo elemento viene tralasciato, e non a caso. Invece adrebbe incluso, riconosciuto e soprattutto detto, fatto Parola, Verbo, Verità, Preghiera. Cambiamento per l’umanità e non solo… Ma fin che tutto, passa in modi diversi, attraverso una Triade, non c’è verità o preghiera che sia veramente tale. Solo passando attraverso la “Legge del Quattro” c’è una possibilità di miglioramento per l’Universo. Quando diremo -”In nome del Padre, DELLA MADRE, del Figlio e dello Spirito Santo, allora avremo una possibilità. Solo attraverso il Quattro (la Croce) si può accedere al Quinto elemento, l’Amor Pietas…. La croce immaginata come l’asse della terra, Nord, Sud, Ovest, Est. Se disegnamo una croce, vedremo appunto che i punti che si formano sono quattro, più uno, quello che nasce dall’incontro del mondo verticale con quello orizzontale. Cioè il mirino, così importante a livello esoterico ed essoterico! La bussola non funziona con una Triade. Ci si perde. E così è anche per noi umani, imbavagliati in questo numero 3, numero maschile per eccellenza,che con questo errore di base siamo arrivati all’arroganza che ci sta dominando e distruggendo. Quattro le stagioni, le lunazioni, quattro i punti cardinali,quattro i colori principali, quattroi segni fissi, quattro i corrispondenti evangelisti, quattro i fiumi del paradiso,erano quattro anche i Re Magi, che come si racconta venivano dai “quattro angoli del mondo” per omaggiare l’incarnazione dell’ Amor Pietas… erano quattro persino i moschettieri. Ma il quattro è un numero che ci conduce al femminile, ed è ancora eresia nominare la Madre. Così la nostra Terra, e tutto ciò
è slegato da un universo prettamente maschile resta, ad oggi, rinnegato. Ho citato solo il Cristianesimo,per non dilungarmi ulterioremente. Ma credo che potremo pregare veramente e cambiare, solo passando attraverso un riconoscimento VERBALE dovuto, che cambierebbe la visione di tantissime cose (….)

Grazie Gabriele per questo spazio, e mi scuso in anticipo se sembrerà astruso ciò che ho scritto.

Donatella