Ho vissuto molto o poco?

Ho vissuto molto o poco?
Mi è impossibile dirlo.
Camminando sono caduto col viso a terra
ho perso qualche  cosa nella polvere.
Ero albero, ero mare.
I miei usignoli erano in gabbia, non lo sapevo,
i miei pesci erano nella rete.
E così, mia rosa,
la tristezza, come una pietra bianca che lava la pioggia.
E così, mia rosa,
scrivo quel che mi attraversa
e nessuno legge, nessuno ascolta…

Nazim Hikmet

Da “La terra desolata”

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L’inverno ci mantenne al caldo, ottuse
Con immemore neve la terra, nutrì
Con secchi tuberi una vita misera.
L’estate ci sorprese, giungendo sullo Starnbergersee
Con uno scroscio di pioggia: noi ci fermammo sotto il colonnato,
E proseguimmo alla luce del sole, nel Hofgarten,
E bevemmo caffè, e parlammo un’ora intera.
Bin gar keine Russin, stamm’ aus Litauen, echt deutsch.
E quando eravamo bambini stavamo presso l’arciduca,
Mio cugino, che mi condusse in slitta,
E ne fui spaventata. Mi disse, Marie,
Marie, tieniti forte. E ci lanciammo giù.
Fra le montagne, là ci si sente liberi.
Per la gran parte della notte leggo, d’inverno vado nel sud.

Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono
Da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo,
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto
Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole,
E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo,
L’arida pietra nessun suono d’acque.
C’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all’ombra di questa roccia rossa),
E io vi mostrerò qualcosa di diverso
Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra
Vostra che a sera incontro a voi si leva;
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

[…]

T. S. Eliot

Avidamente allargo la mia mano

In povertà di carne, come sono
eccomi, Padre; polvere di strada
che il vento leva appena in suo perdono.

Ma se scarnire non sapevo un tempo
la voce primitiva ancora rozza,
avidamente allargo la mia mano:
dammi dolore cibo cotidiano.

Salvatore Quasimodo

Le piccole cose… secondo Anna Ferrara

” Il mio pensiero è andato subito al Feng Shui

http://www.fengshuicasa.it/psicologiaabitare.php

e qualche consiglio pratico (che mi rileggerò attentamente…..)

Sgomberare
Feng Shui

Una camera da letto in disordine, cassetti traboccanti e un luogo di lavoro caotico possono bloccarci. Sgomberi la sua abitazione con l’aiuto del Feng Shui e il suo Chi potrà riprendere a fluire liberamente!

Iniziare in piccolo

Quando si tratta di rimettere in ordine, la cosa più difficile è iniziare. Se in casa si sono già accumulate molte cianfrusaglie, è consigliabile iniziare in piccolo. Cominci con una stanza o con un determinato tema e proceda dall’interno verso l’esterno. Decida sul momento e valuti se quel particolare oggetto è ancora utile o meno.
Spazi abitativi

Nel soggiorno, i tavoli e i divani devono essere tenuti liberi. Non lasci riviste sparse qui e là sul tavolo da pranzo. Preveda piuttosto ad es. una vetrinetta che funga da mobile contenitore.

In cucina, il Feng Shui riveste un ruolo fondamentale, poiché questa stanza è simbolo di benessere. Organizzi in modo funzionale la cucina disponendo le spezie, gli utensili, ecc. in modo tale che tutto sia a portata di mano.

Nella camera da letto, il disordine può provocare problemi di sonno. Eviti dunque che cianfrusaglie ingombrino la zona attorno o sotto il letto. Non lasci i vestiti sparsi nella stanza e tenga liberi i comodini. Inoltre, cambi le lenzuola una volta alla settimana.
Luogo di lavoro

Un luogo di lavoro caotico può impedire di lavorare in modo produttivo; al contrario, una scrivania ordinata lascia spazio alle idee. Si disfi dei foglietti di appunti sparsi e svuoti regolarmente il cestino della carta. Altre piccole cianfrusaglie o addirittura generi alimentari non hanno nulla a che vedere con la scrivania.
Cantina e soffitta

In cantina e in soffitta si accumulano spesso notevoli quantità di cianfrusaglie. In questi locali dovrebbe essere riposto solo ciò che può veramente tornare utile, ad es. oggetti stagionali come sci o addobbi natalizi. La cantina e la soffitta dovrebbero essere ben organizzate in modo tale da poter trovare senza difficoltà ciò che serve.
Pulizia

Anche lo sporco e la polvere sprigionano energie negative. Per questo, è bene pulire le stanze regolarmente una volta alla settimana. Le stanze che vengono utilizzate più spesso, come la cucina e il bagno, dovrebbero essere pulite più di frequente.

si ringrazia:homegate.ch”

“Per le strade di Trani” di Gina Tota

Per le strade di Trani,
il passato sfoggia altero il
suo antico splendore,e come polvere d’oro,
il sole indora le sue vestigia.
Passato,e presente,s’incontrano
in quel dedalo di strade.
la pietra racconta le superbe imprese.
E,il presente,quasi impacciato,privo d’armonia,
imbratta con insolenza i vecchi palazzi.
per le strade di Trani.
IL passato sfoggia altero il suo
antico splendore.

Gina Tota

Polvere, troppi ricordi

Piano americano
e sfioro il tavolo con una mano.
Pomeriggio strano,
e un desiderio che è fuggito lontano.

Polvere, gran confusione,
un grigio salone,
in quale direzione io caccerò
la polvere dai miei pensieri?
E quanti misteri coi pochi poteri
che la mia condizione mi dà.

Aria un po’ viziata,
quella finestra andrebbe spalancata.
Tela rovinata,
e la cornice tutta consumata.

Polvere, troppi ricordi,
è meglio esser sordi
e forse è già tardi
per togliere la polvere
dagli ingranaggi,
dai volti dei saggi
coi pochi vantaggi
che la mia condizione mi dà.

Enrico Ruggeri

L'”Io” che fluttua

L'”Io” che fluttua lungo l’onda del tempo

Guardo a distanza .

Con la polvere e l’acqua,

Col frutto e il fiore,

Col Tutto egli irrompe avanti.

Si trova in superficie,

Lanciato dalle onde e danzando al ritmo

Della gioia e della sofferenza.

La più piccola perdita lo fa soffrire,

La più piccola ferita lo offende –

Lo vedo da lontano.

Questo “Io” non è il mio Io reale,

Io sono ancora dentro di me,

Non fluttuo sulla corrente della morte.

Sono libero, senza desiderio,

Sono pace, sono illuminato,

Lo vedo da lontano.

Rabindranath Tagore