“Credo malgrado tutto che ogni persona sia sola, tutto il tempo”

«Credo malgrado tutto che ogni persona sia sola, tutto il tempo. Si vive soli. Gli altri ci stanno intorno, ma si vive soli. Ognuno è come imprigionato nella sua testa, e tuttavia noi siamo quello che siamo solo grazie agli altri. Gli altri ci “abitano”. Per “altri” si deve intendere la cultura, la famiglia, gli amici. A volte possiamo cogliere il mistero dell’altro, penetrarlo, ma è talmente raro! È soprattutto l’amore a permettere un incontro di questo genere. Circa un anno fa, ho ritrovato un vecchio quaderno dei tempi in cui ero studente. Lì prendevo appunti, fermavo delle idee. Una citazione mi ha particolarmente impressionato: «Il mondo è nella mia testa. Il mio corpo è nel mondo». Avevo diciannove anni, e questa continua a essere la mia filosofia. I miei libri non sono nient’altro che lo sviluppo di questa constatazione».

Paul Auster

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Lettore vorace

 

«Non riesco a immaginare uno scrittore che non sia stato nell’adolescenza un lettore vorace. Un vero lettore comprende che i libri sono un mondo in se stessi – e che quel mondo è più ricco e più interessante di qualunque altro nel quale abbiamo viaggiato. Credo sia questo a trasformare giovani uomini e donne in scrittori – la felicità scoperta vivendo nei libri. Magari non hanno ancora vissuto abbastanza per avere molto da dire, ma arriva un momento in cui realizzi che questo è ciò per cui sei nato».

Paul Auster

L’anima e la scatola

 
“Chiudere un’anima in uno scatolone buio non è giusto. E’ quello che accade quando muori, ma finché vivi, finché ti resta dentro un po’ di energia, hai l’obbligo verso te stesso e verso tutto quanto c’è di più sacro al mondo di non cedere a queste umiliazioni”.
 

I libri non sono mai finiti

Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore”.

Paul Auster

Mutamenti

Si sedette in soggiorno e guardò le pareti. Si ricordò che un tempo erano state bianche, ma adesso apparivano di una strana sfumatura di giallo. Forse un giorno si sarebbero fatte ancora più tetre, passando al grigio o persino al marrone, come pezzi di frutta che marcisce. Una parete bianca diventa diventa una parete grigia, disse fra sé. La vernice si consuma, la città si tinge di fuliggine, l’intonaco si sbriciola. Mutamenti, seguiti da altri mutamenti.

Paul Auster