Papà

Rimaneva a guardarmi mentre dormivo,
ricordo soprattutto così mio padre,
nell’eternità delle carezze sul mio viso
con l’anima estesa all’equilibrio dello scambio.
Mi sono svegliato spesso, da bambino, con mio padre in piedi, accanto al mio letto, ad amarmi silenzioso.
Altre volte erano i suoi baci ad irrompere la notte
e con eguale lentezza, d’una mancanza, l’inesauribile vuoto di perderlo un giorno.
L’attesa di non incontralo per sempre.
Nascere figli sottende l’agguato, straziante destino di dover seppellire i propri cari.
L’insovvertibile corsa della morte che non ci risparmia,
l’ho vissuta nella speranza che l’attesa sia lunga
e che il pianto, giunga solo, con la loro vecchiaia.

Michele La Porta

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