Porto XIX

Roma non fu mai propizia a Giacomo Casanova. Durante il suo primo soggiorno nella Città Eterna, nel 1748, abitò a Palazzo di Spagna, sotto la protezione del cardinale Acquaviva, ambasciatore di Spagna e di Napoli.

Qui si rifugiò una notte Barbaruccia Delacqua, una ragazza di cui Casanova era invaghito. Travestita da prete, la giovane era appena sfuggita agli sbirri che l’avevano sorpresa in compagnia di un coetaneo.

La generosità di Casanova salvò Barbaruccia, accolta sotto la protezione del cardinale Acquaviva, ma costò cara al povero Giacomo, che, sospettato pretestuosamente di aver irretito la giovane, fu espulso dalla città dei papi che in realtà lo temeva.

Agguato teso a bella posta o casualità?

Il Vaticano certo mal tollerava il Maestro capace di evadere dall’inespugnabile prigione dei Piombi e nel suo vero o presunto libertinaggio trovava occasione favorevole per un provvidenziale allontanamento.

Dodici anni dopo Casanova tornò a Roma e nuovamente una donna gli fu fatale.

Si trattava di Teresa Rolland, figlia del proprietario dell’albergo Ville de Paris, in piazza di Spagna.

Ma questa volta fu Giovanni Casanova, fratello di Giacomo, a impalmare la bella Teresa, dopo averla sedotta.

La presenza dell’intraprendente fratello autorizza in parte un’audace fantasia sull’esistenza di due Casanova, intenzionalmente sovrapposti nelle vicende narrate da Giacomo nella sua autobiografia, a vantaggio di una maggiore libertà e segretezza in campo magico.