Poveri

(Pablo Picasso, Poveri in riva al mare, 1903)

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“La nostra vita perdura oltre la vita”

(Pablo Picasso, Arlecchino)“Mi fa pensare a un’immagine che ho visto, un’immagine dell’ultimissimo Picasso, di cui ho parlato nel “Codice dell’anima”. E’ un’immagine che Picasso ha dipinto molto, molto tardi nella sua vita. Forse a novant’anni. Una testa di ragazzo, grigio-bianca, che è anche una specie di testa di clown, grigio-bianca. Spettrale. Un’apparizione. Come se avesse dipinto l’autoritratto del suo Daimon. La persona composita che un artista è: un clown e un eterno ragazzo. C’è qualcosa in questo dipinto che concerne la rivelazione della propria vita come immagine. Ed è in forma d’immagine che la nostra vita perdura oltre la vita. Restiamo un’immagine nella vita dei nostri discendenti, dei nostri amici. Restiamo un’immagine nella storia del nostro mondo, una specie d’influsso, un fenomeno, forse un atto del cosmo!”

James Hillman

“Ha fatto lei questo orrore?”

« Ha fatto lei questo orrore?»
«No, è opera vostra ».

Risposta di Pablo Picasso ad un ufficiale tedesco che, in visita al suo studio, stava “ammirando” Guernica.

Amarti è il rischio più alto

Sopra: Pablo Picasso, “Amanti”, 1923

Paura. Di te. Amarti
è il rischio più alto.
Molteplici, la tua vita e tu,
Ti ho, quella di oggi;
ormai ti conosco, penetro
in labirinti, facili
grazie a te, alla tua mano.
E miei ora, sì.
Però tu sei
il tuo stesso più oltre,
come la luce e il mondo:
giorni, notti, estati,
inverni che si succedono.
Fatalmente, ti trasformi,
e sei sempre tu,
nel tuo stesso mutamento.
con la fedeltà
costante del mutare.

Pedro Salinas, “La voce a te dovuta”, a cura di Emma Scoles, Einaudi, 1979