Era

Era è sempre molto forte. Non è solo connessa al matrimonio, ma alla struttura profonda della società, al suo conservatorismo. Un uomo perde la propria moglie dopo una lunga malattia ed ecco che trova un’altra donna, diciamo prima che siano passati sei mesi. La buona sorte, la fortuna, gli ha portato questa felicità dopo molti anni di sofferenza accanto a una moglie che amava, che si è ammalata e che è morta. Eppure la società sostiene che non può avere un’altra donna così presto. Deve portare una fascia nera al braccio, deve soffrire di più, soffrire per il suo matrimonio, soffrire per la morte di sua moglie. E così gli altri divengono ostili a quest’uomo e se la prendono con quella donna, la nuova donna: tutto ciò è causato da Era, che vuole mantenere il controllo sui valori tradizionali del matrimonio. E, naturalmente, Era ci convince che la famiglia è il fondamento dello Stato. Influenza così le nostre idee politiche e poi le nostre idee sul fisco, le nostre idee sull’eredità. E anche il desiderio di avere una casa, di spendere denaro per ammobiliarla, di ricevere ospiti e trattarli con riguardo, anche questo è dominio di Era. Non è precisamente e solamente cattiva, è più che altro una moglie dispotica. Ma è onnipresente nel profondo dei giudizi che riserviamo alle relazioni sociali”.

James Hillman