Un sepolto in me canta

 M’esilio; si colma
ombra di mirti
e il sopito spazio m’adagia.

Né amore accosta
silvani accordi felici
nell’ora sola con me:
paradiso e palude
dormono in cuore ai morti.

E un sepolto in me canta
che la pietraia forza
come radice, e tenta segni
dell’opposto cammino.

Salvatore Quasimodo

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Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore,

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull’erba dura di ghiaccio, al lamento

d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento.

Salvatore Quasimodo

 

La tempesta

I morti tremano davanti alla tempesta, ma i vivi camminano con essa.

Kahlil Gibran

John William Waterhouse,  Miranda – La tempesta, 1916)

Siamo anche noi post-umani?

 

Eravamo diventati umani accorgendoci che anche i morti sono vivi.
Diventiamo post-umani – o qualcosa che è altro dall’umano –
quando cominciamo a convincerci che anche i vivi sono morti.

Luigi Zoja