Ogni posto è una miniera

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.”

Tiziano Terzani

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Per te amore mio

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te
amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t’ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio. 

Jacques Prévert

Blues

Parte delle stelle mattutine
La luna e la posta
L’insaziabile X, il dolore delirante,
– la luna Sittle La
Pottle, teh, teh, teh, –
I poeti in vecchie stanze gufose
che scrivono curvi parole
sanno che le parole furono inventate
perché il nulla era nulla
Usando le parole, usate le parole,
le X e gli spazi vuoti
E la pagina bianca dell’Imperatore
E l’ultimo dei Tori
Prima che la primavera si metta in moto
Sono una montagna di nulla
di cui volenti o nolenti disponiamo
Così di notte contratteremo
nel mercato delle parole.

Jack Kerouac

Continuando a ricordare Hillman: Ermes

“Qualsiasi singola divinità può prevalere, farsi monoteistica, ed Ermes oggi è ovunque. Vola per l’etere, viaggia, telefona, attraversa ogni confine. In particolare, Ermes è nel mercato, in quello azionario, visto che nel mondo capitalistico oggi tutti giocano in borsa, tutti attuano scambi, vanno in banca, commerciano, vendono, acquistano. E poi, naturalmente, c’è il World Wide Web, la rete mondiale di Internet. Per cui siamo in uno stato di intossicazione comunicativa e informatica. Non ha importanza quale sia l’informazione, non ha importanza con chi comunichiamo, lo facciamo e basta e questa è una malattia ermetica – un’overdose, un monoteismo di Ermes. Un eccesso di Ermes”.

James Hillman

“Sei tornata ridendo dal mercato…”

Sopra: Renato Guttuso, “Vucciria”, 1974

“Sei tornata ridendo dal mercato…”

Sei tornata ridendo dal mercato, carica
di pane, frutta e un’infinità di fiori. Sui tuoi capelli, vedo,
ha passato le dita il vento. Non lo amo il vento;
te lo ripeto. E poi, che te ne fai di tanti fiori? Quali fra tutti,
tra l’altro, ti regalò il fiorista? E magari nello specchio
del suo negozio è rimasta la tua immagine illuminata di lato
con una macchia blu sul mento. Non li amo i fiori. Sul tuo seno
un fiore grande quanto un giorno intero. Siedi dunque di fronte a me;
voglio guardare tutto solo come pieghi il ginocchio, e star lì a fumare
Finché cada la notte misteriosa e s’alzi magnetica sul nostro letto
una luna popolare da sabato sera, col violino, il salterio e un clarinetto.

Ghiannis Ritsos in “POESIA D’AMORE DEL NOVECENTO”, Crocetti Editore, Milano 1996.

libera economia in libera morte

Dalla caduta del Muro a Berlino la mortalità è aumentata del 13%. L’aumento di decessi è dovuto allo stress da libero mercato.
La notizia è della rivista LANCET ed è stata riportata ieri, 23 gennaio, a pagina 15 del Corriere della Sera.
Una sola considerazione. L’occidente, dal dopoguerra ad oggi, ha forzatamente sposato il capitalismo, perchè il modello sovietico era anche peggio.
Piccola riflessione. E se la strada fosse quel socialismo utopista di HUGO, così ben tratteggiato ne “I Miserabili” ? (ma in cuor mio penso sempre al Matriarcato)