Quale è la lirica scritta nel vostro cuore?

Amici carissimi,
in questa domenica di sole vi voglio chiedere, sottovoce, quale è la lirica scritta nel vostro cuore? Quella nella quale vi riconoscete o quella che è ed è stata più importante nella vostra vita?
Potete mandarmi anche una citazione… quello che sentite di più nelle corde di psiche.
Intanto vi lascio la mia, anche se la conoscete bene:

“Indizi”

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde

vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!

Marina Cvetaeva (1892-1941)

Le liriche di tutti voi verranno, poi pubblicate nel nostro blog/temenos…

Grazie. Baci baci

Annunci

Alla vita

Non prenderai il mio rossore
intenso – come le piene dei fiumi!
Sei il cacciatore, ma io non cederò,
sei l’inseguimento, ma io sono la fuga.

Non prenderai la mia anima viva!
Così, nel galoppo delle cacce –
si china – e morde
una vena il cavallo
arabo.

Marina Ivanovna Cvetaeva

…trillo beato

Amatissimi,
vi propongo, ancora, la poesia che sento più vicino al mio cuore, quella che sento risuonarmi spesso dentro, quella che mi fa innamorare nella Memoria:

Amore

Fuoco? Uragano? Terremoto?
Andiamoci più piano…

Dolore noto come agli occhi il palmo
della mano e alle labbra
il nome del proprio bambino…

Marina Ivanovna Cvetaeva

Il tuo nome

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero schiocco degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo

Marina Ivanovna Cvetaeva