Brezza marina

Come è triste la carne… E ho letto tutti i libri!
Fuggire! Laggiù fuggire! Ho udito il canto degli uccelli ebbri tra l’ignota schiuma e i cieli.
Nulla, neppure gli antichi giardini riflessi negli occhi,
Potrà Trattenere il mio cuore che si immerge nel mare.
O notti! Neppure il deserto chiarore della mia lampada
Sul foglio ancora intatto, difeso dal suo chiarore,
E neppure la giovane donna che nutre il suo bambino.
Partirò! Nave che culli le tue vele
Leva l’ancora verso un’esotica natura!
Una Noia crede ancora, desolata da speranze crudeli, ai fazzoletti agitati nell’ultimo addio.
E forse gli alberi che attirano la tempesta
il vento farà inclinare sui naufragi
Perduti, senz’alberi, lontani da fertili isole…
Ma ascolta, mio cuore mio, il canto dei marinai!

             Stéphane Mallarmé

Abissi interiori

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, dalla “Sonata del Mare – Finale”, 1908

I sogni

I sogni il nostro vivere circondano
come l’oceano abbraccia i continenti;
la notte giunge e batte l’elemento
coi frangenti sonori alla sua sponda.

Quella voce c’invita e ci conforta
ad una barca all’àncora, incantata:
la marea cresce e ratta ci trasporta
sulla notte dei flutti sterminata.

Nella sua gloria astrale immoto e fisso
il firmamento guarda dal profondo,
e noi solchiamo il luccicante abisso
che da tutte le parti ci circonda.

Fëdor Tjutčev (Russia, 1803-1873)

Il canto del mare


(Claude Monet, Barche sulla spiaggia a Étretat, 1883)

“Il canto del mare termina sulla riva o nei cuori di chi l’ascolta?”

Kahlil Gibran

Porto con me

Porto con me la dolce pena. Erro
entro terre più belle dell’amore.
E mi affaccio sul mare che si batte
contro scogli per ridere con sé.
Solitario un fanciullo scorgo assorto
in qualcosa di oscuro ch’io non oso
indovinare … Poi, scoperto, un guizzo
e un salto lo riportan gaiamente
a nasconder nel mare il suo peccato.

Sandro Penna

Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

Solitudine

La solitudine è come la pioggia.
Si alza dal mare verso sera;
dalle pianure lontane, distanti,
sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
E proprio dal cielo ricade sulla città.

Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
e i corpi, che nulla hanno trovato,
delusi e affranti si lasciano l’un l’altro;
e persone che si odiano a vicenda
sono costrette a dormire insieme in un letto unico:

è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.

Rainer Maria Rilke