Sulla nave

“Quella di prendersi del tempo è una cura semplice per i mali dell’anima, ma che nessuno sembra permettersi facilmente. Per anni avevo sognato, nei momenti di depressione, di mettere idealmente sulla porta della mia stanza un cartello che dicesse Sono fuori a pranzo e poi di far durare quell’assenza giorni e settimane. Finalmente c’ero riuscito. Sulla nave ero costantemente fuori a pranzo e avevo tutto il tempo di osservare uno stormo di rondini che dal Mediterraneo era venuto a bordo e che ogni tanto usciva per volteggiare sul mare e tornare a nascondersi fra i container. Avevo il tempo di pensare al tempo, a come per istinto trovo sempre il passato più affascinante del futuro, a come il presente spesso mi annoia e debbo immaginarmelo nel modo in cui lo ricorderò per poterne godere sul momento”.

Tiziano Terzani

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Sopporterò

Sopporterò, perché cuore avvezzo ai dolori ho nel petto: soffrii molti mali già prima e molti travagli sostenni.

Omero

Il lavoro (1)

Il lavoro allontana tre grandi mali: la noia, il vizio ed il bisogno.”

Voltaire

Ceneri

Ceneri
di cose morte, di mali perduti,
di contatti ineffabili, di muti
sospiri;

vivide
fiamme da voi m’investono nell’atto
che d’ansia in ansia approssimo alle soglie
del sonno;

e al sonno,
con quei legami appassionati e teneri
ch’ànno il bimbo e la madre, ed a voi ceneri
mi fondo.

L’angoscia
insidia al varco, io la disarmo. Come
un beato la via del paradiso,
salgo una scala, sosto ad una porta
a cui suonavo in altri tempi. Il tempo
ha ceduto di colpo.
Mi sento,
con i panni e con l’anima di allora,
in una luce di folgore; al cuore
una gioia si abbatte vorticosa
come la fine.
Ma non grido.
Muto
parto dell’ombre per l’immenso impero.

Umberto Saba